EDITORIALE PARI E DIFFERENTI

Un nuovo cammino con gli uomini

Frame dal film di Charli Chaplin "Tempi moderni"
Frame dal film di Charli Chaplin "Tempi moderni"
Cristina Comencini
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Tra le donne e gli uomini è in corso una rivoluzione: nelle relazioni, nel modo di amarsi, nella costruzione della famiglia. Gli uomini per la prima volta nella Storia sono di fronte alla libertà delle donne. Non è facile per loro, ma neanche per noi. La strada più semplice sarebbe quella di evitare il confronto, chiudersi nell’illusione di farcela da sole: prima il potere degli uomini, ora quello delle donne. Oppure coltivare il miraggio di cancellare ogni differenza.

Noi pensiamo che la ricchezza del cambiamento che le donne hanno prodotto sia nella venuta al mondo di un altro sguardo. Uno sguardo che non vuole cancellare l’altro ma far vivere un mondo abitato e guardato da due esseri diversi ma pari. Per questo siamo convinte che sia arrivato il momento di iniziare un cammino insieme agli uomini. Siamo state tra le ideatrici di una mobilitazione che si è rivolta agli uomini, chiedendo loro Se non ora quando? Dimostrerete amicizia verso le donne italiane. Centinaia di migliaia scesero nelle piazze per testimoniare che dalla dignità delle donne dipendeva anche la loro. Da allora sono passati tre anni e non invano. È cambiata la narrazione, la rappresentazione delle donne italiane. Dai media, al parlamento, ai governi si affaccia un’immagine più corrispondente alla nuova realtà femminile. Ma noi abbiamo bisogno e voglia di fare di più: ideare e realizzare un mondo condiviso tra donne e uomini. Il femminismo ha determinato la fine del patriarcato.

Il dominio incontrastato degli uomini, almeno nelle nostre società, non ha più alcuna autorità, ma la libertà conquistata ci dice che la separazione non è più utile a cambiare la realtà esistente. Dobbiamo pensare e sperimentare insieme idee e strumenti per realizzare la condivisione alla pari, nelle relazioni familiari, lavorative, politiche. Le paure e le insicurezze reciproche possono spingere a fare a meno dell’incontro con l’altro/a. A pensarci come individui onnipotenti pronti a comprare sul mercato quello che ci manca. Questo possibile esito del gigantesco cambiamento che le donne hanno prodotto ci inquieta. Vogliamo che la libertà femminile costruisca un mondo di incontri, di reciproci riconoscimenti, di desiderio e di accoglienza.

Chi ha scritto questo post

Cristina Comencini

Cristina Comencini

Scrivo libri e dirigo film. Negli anni settanta ho partecipato al movimento femminista. Ero diventata madre giovanissima e la relazione con altre donne mi ha aiutato a capire me stessa, la mia vita. Abbiamo concepito e scritto l’appello del 13 febbraio 2011 perché pensavamo che era arrivato il tempo di rimetterci a lavorare tutte insieme intorno a un progetto comune per fare dell’Italia un paese anche per noi. Oggi credo che la nuova frontiera per le donne sia la costruzione con gli uomini di un mondo a due diversi e pari. E uno dei temi fondamentali che dobbiamo portare nella società è proprio una nuova maternità, la relazione con l'altro da sé che le donne hanno nel corpo, nella mente, nella loro storia.

1 Comment

  • Grazie per questo nuovo approccio alla vita, alla società, al futuro che rappresenta una sfida per noi uomini in ogni ambito : famiglia, lavoro, politica, Chiesa. Grazie a voi donne che ci stimolare in questo.

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