RAPPRESENTANZA PARITARIA

Rinnovo vertici: nuove speranze per l’economia e le donne

Antonella Crescenzi

Le nomine avanzate dal governo Renzi, lo scorso 14 aprile, sembrano dare una risposta positiva all’esigenza avvertita da tempo nel Paese di un rinnovamento ai vertici aziendali. Forse spesso ci dimentichiamo che l’Italia è un grande paese industriale, la seconda manifattura d’Europa, la terza o quarta del mondo. E che una parte ancora rilevante dell’industria è tuttora nelle mani dello Stato, nonostante l’ampio processo di privatizzazione compiuto nel corso degli anni. In particolare, ENI, ENEL, TERNA e FINMECCANICA rappresentano i più importanti poli industriali del Paese. Ma la partecipazione statale riguarda anche aziende del settore terziario avanzato, fondamentali per lo sviluppo, quali, ad esempio, FERROVIE e POSTE. Queste le ragioni per cui un cambio di marcia nella direzione strategica di queste aziende potrebbe rappresentare un volano per la ripresa dell’economia.

Saranno poi, ovviamente, i fatti, i risultati, il giudizio dei mercati, a confermare o meno, anche nel tempo, la correttezza delle scelte operate. Intanto, non possiamo non constatare alcuni elementi di spicco nelle decisioni prese: 1) contemperare il rinnovamento con la continuità di gestione (ad esempio, Descalzi diventa Amministratore Delegato ENI, dopo essere stato direttore generale); 2) affidare alle donne compiti di presidenza in passato attribuiti esclusivamente agli uomini (Marcegaglia ENI, Grieco ENEL, Todini POSTE, forse Bastioli per TERNA); 3) indicare un tetto agli stipendi dei top manager. Il primo punto significa prudenza, il secondo sfida, il terzo moral suasion.

Certo, osserviamo, con una qualche delusione, che per le donne gli incarichi riguardano il ruolo di Presidente, più di rappresentanza, e non quello, più operativo nella conduzione dell’azienda, di Amministratore Delegato. Ma ricordiamo anche che per far funzionare bene la governance di una grande azienda è necessario che si stabilisca un equilibrio dinamico tra i due vertici e, lì, sul campo, le donne che sono state nominate faranno sicuramente sentire tutto il peso della loro capacità e managerialità.

Inoltre, un aspetto solo apparentemente secondario va ricordato: il Governo ha indicato anche una rosa di donne da nominare nei consigli di amministrazione delle società quotate da rinnovare, con quote importanti, che in molti casi superano abbondantemente i limiti indicati dalla legge Golfo-Mosca. Insomma, possiamo dire che la strada imboccata dal Governo Renzi è quella giusta, si tratta ora di percorrerla fino in fondo, rimuovendo gli eventuali ostacoli e sfruttando al massimo tutte le potenzialità di innovazione che l’aumentato potere delle donne può comportare.

Chi ha scritto questo post

Antonella Crescenzi

Antonella Crescenzi

Economista, sono stata dirigente del Ministero dell'Economia e delle Finanze e della Presidenza del Consiglio dei Ministri; ho curato l'analisi dell'economia italiana, le politiche europee, le tematiche del lavoro e di genere. Ho pubblicato vari scritti su tali aspetti e sulla crisi economica mondiale. Sono sposata da 35 anni e ho un figlio musicista. Vivo a Roma. Non sono mai stata iscritta a partiti, sindacati e associazioni ma ho sempre avuto a cuore la questione femminile. Partecipando a Se non ora quando, prima, e a Libere, dopo, ho creduto di fare la cosa giusta per favorire un cambiamento non più rinviabile della nostra società.

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