IL POSTO DI SARA

L’Italia del dopoguerra senza guerra

Un giovane davanti a una agenzia interinale in una foto d'archivio. Il 2013 si chiuderà con un milione e 482mila posti di lavoro in meno dal 2008, inizio crisi (in termini di unità di lavoro equivalenti a tempo pieno):era -1 milione e 276mila a inizio 2012. La disoccupazione salirà al 10,9% a fine 2012 e toccherà il record del 12,4% nel quarto trimestre 2013 (13,5% con la Cig). Lo stima Confindustria. ANSA/ FRANCO SILVI
Sara Ventroni
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Nel 2013 al sud Italia sono più i morti che i nati. Come nel 1861, come nel 1918. Secondo il rapporto Svimez sull’economia del Mezzogiorno presentato ieri, nei prossimi anni si prevede uno “uno tsunami dalle conseguenze imprevedibili”. Il rapporto mette in relazione il crollo delle nascite con il tasso – bassissimo – di occupazione femminile. I dati sono confermati dalla recente classifica del Wef (World Economic Forum): in Italia ci sono più donne in parlamento e al governo, è vero, ma rimane l’ultima tra i paesi industrializzati quanto a parità salariale, per la quale dovremo attendere il 2095. Il rapporto Unicef, infine, smorza ogni ottimismo e ci inchioda al presente: la percentuale di nuclei familiari con bambini non in grado di permettersi un pasto con carne, pollo o pesce ogni due giorni è più che raddoppiata in Italia. Se siamo in un dopoguerra senza guerra, per invertire energicamente la tendenza a poco servono bonus bebè et similia. Sarebbe come voler ricaricare un I-phone con la dinamo. La risposta politica deve essere all’altezza dei dati di realtà (disoccupazione delle donne, crisi demografica e povertà del Paese) anche perché i figli della recessione – dicono gli esperti, non i gufi – sono quelli che non nasceranno.

 

             

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Sara Ventroni

Sara Ventroni

Sono nata a Roma nel 1974. Attualmente collaboro con l'Archivio storico delle donne "Camilla Ravera" e con la Fondazione Istituto Gramsci. Ho pubblicato l’opera teatrale Salomè (No Reply, 2005); Nel Gasometro (Le Lettere 2006) e racconti sparsi (Sono come tu mi vuoi, Laterza, 2009; A occhi aperti, Mondadori, 2008; Scrittori in curva, Marotta&Cafiero 2009). Ho collaborato con Rai Radio 3 e sono stata editorialista dell’Unità. Anni fa, con il gruppo Di Nuovo abbiamo trovato la forza e le parole per riannodare, il 13 febbraio 2011, la relazione tra le donne e il paese. Ci siamo chieste, insieme agli uomini: Se non ora, quando? Oggi siamo ancora qui a domandarci – generazione senza figli e senza lavoro: che libertà?

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