INTERVISTE RIPRENDIAMOCI LA MATERNITÀ

Una mamma a Parigi

Rita Cavallari
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*Intervista di Rita Cavallari a Sara Centili: 40 anni e due figli

– Quando ti sei trasferita a Parigi?

Nell’ottobre del 2011, con la mia bambina di due anni. Nel dicembre sono rimasta incinta e nel settembre 2012 è nato il mio secondo bambino.

– Tu non avevi nonni o parenti a Parigi. Come te la sei cavata?

In Francia lo stato aiuta molto le famiglie. Quando sono stata presa in carico dal servizio sanitario nazionale ho saputo che c’è un contributo economico di circa 180 euro mensili fino a quando il bambino raggiunge i tre anni. Io non lo sapevo e non l’avevo chiesto. Da quel momento li ho avuti per la prima bambina e mi hanno anche dato un contributo forfettizzato per i mesi precedenti! Adesso lo prendo per il secondo bambino, che non ha ancora due anni.

– È legato al reddito?
Assolutamente no, è uguale per tutti. Ma non è tutto. Le donne incinte hanno durante la gravidanza un contributo una tantum di circa 800 euro. Inoltre una mamma che non lavora e vuole stare con i bambini riceve ulteriori 174 euro al mese per ogni figlio fino ai tre anni di età. Non manda i bambini al nido ad orario pieno, però può usufruire di un servizio detto halt garderie, che prevede da tre a cinque mezze giornate di nido. Per la socializzazione del bambino.

– Tu hai mandato i bambini al nido?
Sì, in un nido associativo. Ci sono nidi pubblici oppure associativi, che sono gestiti da associazioni di quartiere o gruppi di famiglie. Paghiamo una retta, pari a un decimo dello stipendio di mio marito, però possiamo detrarla dalle tasse. In Francia non ci sono ritenute alla fonte, tranne che per il servizio sanitario nazionale. Con una serie di vantaggi fiscali, dovuti al fatto che mio marito si era appena trasferito a insegnare alla Sorbona, per i primi due anni in Francia non abbiamo pagato tasse. Lo stato ci ha anche restituito, in contanti, il cinquanta per cento della retta del nido!

– Questi aiuti sono per tutti: francesi, cittadini comunitari, immigrati extra comunitari?
Assolutamente per tutti. C’è anche una progressività degli aiuti. Fiscalmente il vantaggio maggiore lo hanno le famiglie con tre figli.

 

Chi ha scritto questo post

Rita Cavallari

Rita Cavallari

Sono nata a Roma alla fine della seconda guerra mondiale e ho vissuto la rinascita del nostro Paese, il boom economico, gli anni della contestazione, il femminismo. Sono laureata in architettura e ho lavorato per molti anni in un ente pubblico. Conosco il soffitto di cristallo e l'ho provato sulla mia pelle. Sono divorziata. Ho un figlio che lavora all'estero e due nipoti adolescenti che tornano spesso in Italia. A volte temo che sapranno scrivere correttamente solo in inglese e dimenticheranno l'italiano. Amo leggere e sono coordinatrice del Circolo dei lettori della Biblioteca comunale Villa Leopardi di Roma. A causa di un incidente traumatico sono paraplegica. Partecipo a Se non ora quando da marzo 2011 perché credo che si debba progettare il futuro a misura delle donne e che siano le donne a doversi impegnare per questo.

Facebook: https://www.facebook.com/rita.cavallari.5
Twitter: @ritacavallari1

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