NO ALL'UTERO IN AFFITTO

Le nuove frontiere della dignità

A MUMBAI GHETTO, MUMBAI, INDIA - 2012/11/07: A clinic in Mumbai called "Surrogacy India" have rented a room in a ghetto for three surrogate mothers to carry the embryos for the clinic's clients; the three mothers don't recieve much help from the clinic and rely mostly on each other. Eggs from Europeans, semen from wealthy Westerners and embryos planted in desperate women's bodies. The Indian baby factories have become a growing multi-billion dollar industry.. (Photo by Jonas Gratzer/LightRocket via Getty Images)
Francesca Izzo
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E’ davvero singolare lo slancio con cui tante donne sostengono la richiesta del diritto ad avere figli da parte di coppie gay. Fraintendendo lo spirito di emancipazione e di libertà che ha segnato il movimento femminista ritengono che anche questa richiesta ne sia un ulteriore frutto. E non si rendono conto di stare sostenendo una forma particolarmente lesiva della dignità delle donne. C’è voluto l’intervento di Aldo Busi sul Corriere della Sera per ricordare di quale violenza e di quale disprezzo si alimenti la pretesa di possedere dei figli utilizzando il corpo di una donna come un mezzo. Un mero ricettacolo per condurre in porto una gravidanza e poi far scomparire la madre. Si citano come documenti di barbarie patriarcale testi dell’antichità che riducono le donne alla funzione di “contenitore”, senza comprendere che sotto il manto della libertà e dell’uguaglianza, sotto il manto della merce, questa funzione viene riproposta.

Chi ha scritto questo post

Francesca Izzo

Francesca Izzo

Vivo a Roma ma sono originaria di un piccolo paese del casertano. Sono sposata con un figlio. Ho insegnato fino a qualche anno fa Storia delle dottrine politiche all'università l'Orientale di Napoli. Ho fatto parte dell'associazione di donne DiNuovo, e sono tra le fondatrici del movimento Se non ora quando. Dalla ormai lontana giovinezza partecipo a gruppi, movimenti, coordinamenti di donne e ne scrivo. Penso che la sfida più grande alla cultura e alla politica sia realizzare un mondo a misura delle donne e degli uomini, a misura dei due sessi. Dopo l'intensa esperienza del movimento Se non ora quando? sono persuasa che questo sia il tempo di rendere popolari le idee legate alla libertà femminile e quindi ho deciso con le altre di Libere di dar vita al sito Che Libertà.

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