PARI E DIFFERENTI

La mia tela della differenza: originale non universale

Antonella Anselmo
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Come un pendolo, il dibattito pubblico sul gender oscilla in Italia tra egualitarismo, fino alla dissoluzione delle differenze tra uomini e donne, e la riaffermazione decisa del ruolo sociale della donna, nella famiglia e nella società, propria della prospettiva della Chiesa Cattolica. Personalmente vedo nelle rispettive posizioni il rischio di eccesso di semplificazioni. L’astrazione, insita in entrambi gli approcci, che di fatto presuppone l’approdo a categorie Universali, è dovuta alla necessità di delineare nuovi modelli sociali e relazionali a fronte dello spirito del tempo che è quello di una società liquida, sempre più uniforme e globalizzata. Ultima declinazione della teoria dell‘homo oeconomicus, tutti i comportamenti debbono essere “prevedibili”, massificati e parametrati su utilitarismo e individualismo. In questa cornice omnicomprensiva e ingannevole anche le relazioni con il proprio corpo e con l’Altro – pur sventolate come aperture alle differenze, alle libertà – sono ricondotte a parametri “utilitaristici” e di “reificazione”, apprezzabili per il mercato. La sessualità, spesso trasformata in pornografia informe e indifferenziata, la genitorialità e le relazioni affettive come appagamento “neutro” di bisogni egoistici, sempre più rilevanti per l’economia. Sappiamo che questo modello di derivazione economica pervade ogni settore e vuol divenire forzatamente un modello antropologico, dove ogni tessuto e atto umano diventa prestazione suscettibile di remunerazione. E la perversione è che sia narrato e percepito come conquista di “libertà”. Ma per fortuna il “reale” è ancora originale, unico, irripetibile. La “persona” non è merce. E la Scienza può essere al servizio delle libertà, più che del mercato. Ognuno di noi viene al mondo con un bagaglio biologico e culturale su cui edificare la propria Identità: creativa, originale, concreta, irripetibile, fatta di un tutto armonico e dialogante, di corpo e mente, ormoni, sogni e legami. Il motore della Specie, la sua scommessa per l’eternità. Ognuno è chiamato a tessere la propria storia della Differenza nel grande quadro dell’Umanità. L’importante è avere i fili, la libertà ed esserne pienamente consapevoli.

Chi ha scritto questo post

Antonella Anselmo

Antonella Anselmo

Sono romana, avvocata e ho 47 anni. Razionalista convinta e felicemente non credente. Ho due figli e una figlia e sono molto preoccupata per il loro futuro. Amo la creatività, specie quella femminile. Con le donne ho potuto condividere una dimensione più autentica, comunque "diversa". Sono entrata in Di nuovo, poi in Se non ora quando e ora, con Libere, nutro la speranza che si possa trovare un nuovo modo di intendere le relazioni uomini e donne, le libertà, la parità nelle differenze. Desidero una società più giusta.

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