SUCCEDE

La nostra idea di libertà, terreno di confronto con le donne musulmane

Francesca Izzo
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Considero pregiudiziale per ogni dialogo il rifiuto della violenza senza le ambigue giustificazioni e reticenze sull’Occidente “colpevole”, “colonialista”, ecc. Ma per un effettivo dialogo e non un ipocrita e apparente confronto non bisogna pretendere che l’altro/a venga pregiudizialmente sul tuo terreno. Per questo ho trovato molto importante l’intervista (Corriere del 14 gennaio) di Malika Halida. Lei ha lottato e lotta contro l’infibulazione (ma a differenza delle “laiche”, sostiene che bisogna coinvolgere le moschee e gli imam), per l’istruzione delle donne, anzi, per la presa di parola “teologica” delle donne musulmane, ma pensa che sia un atto di libertà delle musulmane occidentali tenere il velo. Non credo si faccia molta strada se si accetta di dialogare solo con gli unici musulmani ritenuti “buoni”, i laici quelli che fanno della religione un fatto privato.

Sulla questione della libertà abbiamo da riflettere a fondo, specie dinanzi alla torsione ottusamente individualista che va sempre più assumendo. Penso che le donne occidentali che si sono scrollate di dosso il patriarcato, che hanno a cuore la loro libertà non proprio coincidente con quella dominante (e noi contro un certo modo di intendere la libertà – trattare corpo/mente delle donne come una merce – ci abbiamo fatto quel po’ di manifestazione il 13 febbraio e non a caso ci hanno accusato di essere bigotte e illiberali) possono trovare un terreno di dialogo con le donne musulmane che hanno a cuore la loro libertà.

Chi ha scritto questo post

Francesca Izzo

Francesca Izzo

Vivo a Roma ma sono originaria di un piccolo paese del casertano. Sono sposata con un figlio. Ho insegnato fino a qualche anno fa Storia delle dottrine politiche all'università l'Orientale di Napoli. Ho fatto parte dell'associazione di donne DiNuovo, e sono tra le fondatrici del movimento Se non ora quando. Dalla ormai lontana giovinezza partecipo a gruppi, movimenti, coordinamenti di donne e ne scrivo. Penso che la sfida più grande alla cultura e alla politica sia realizzare un mondo a misura delle donne e degli uomini, a misura dei due sessi. Dopo l'intensa esperienza del movimento Se non ora quando? sono persuasa che questo sia il tempo di rendere popolari le idee legate alla libertà femminile e quindi ho deciso con le altre di Libere di dar vita al sito Che Libertà.

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