PARI E DIFFERENTI

La differenza non c’entra con gli stereotipi

Francesca Izzo
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Chiara Saraceno è intervenuta sulla Repubblica di oggi per criticare molto duramente le affermazioni del cardinale Bagnasco contro “l’ideologia del gender“. Nelle parole del cardinale coglie la volontà di riaffermare la natura immodificabile dei ruoli sociali maschili e femminili (con l’inevitabile supremazia degli uomini sulle donne) e la condanna senza scampo dell’omosessualità. Certamente molte delle posizioni espresse dalle gerarchie cattoliche lasciano intravedere questo fondo nostalgico dell’ordine patriarcale, ma in un dibattito libero da pregiudizi bisogna anche tenere conto che alcune teorie del gender non trattano solo della storicità dei ruoli, dei cosiddetti “stereotipi”. Nell’articolo di Saraceno non si fa alcun cenno a posizioni come quella, largamente seguita, di Judith Butler. La filosofa americana, in effetti, non si limita a storicizzare (e quindi a considerare modificabili) i caratteri maschile e femminile, ma procede a dissolvere l’idea stessa della differenza sessuale. In questo tipo di teorizzazioni, il sesso, cioè la divisione del genere umano in due (non gli orientamenti sessuali che possono non corrispondere al sesso né tantomeno i comportamenti stereotipati) diventa una mera costruzione discorsiva, sedimentatesi nel corso dei secoli, di valore normativo che limita la libertà e le indefinite possibilità di un individuo. L’identificazione di sesso e genere toglie ogni verità, ogni consistenza simbolica alla dualità sessuale che attraversa il genere umano, per cui l’identità sessuale risulta totalmente artificiale, manipolabile e sottoposta alla libera volontà del soggetto. Gli sviluppi della tecnica sono dei potenti alleati in questa dilatazione della signoria dell’individuo sul suo stesso corpo che appare come un’appendice esteriore, una proprietà di cui disporre liberamente e non la forma e il limite della sua esistenza. Come si vede, nel dibattito che si è aperto ci sono più cose di quanto il cardinale Bagnasco per un verso e Chiara Saraceno dall’altro lasciano vedere

Chi ha scritto questo post

Francesca Izzo

Francesca Izzo

Vivo a Roma ma sono originaria di un piccolo paese del casertano. Sono sposata con un figlio. Ho insegnato fino a qualche anno fa Storia delle dottrine politiche all'università l'Orientale di Napoli. Ho fatto parte dell'associazione di donne DiNuovo, e sono tra le fondatrici del movimento Se non ora quando. Dalla ormai lontana giovinezza partecipo a gruppi, movimenti, coordinamenti di donne e ne scrivo. Penso che la sfida più grande alla cultura e alla politica sia realizzare un mondo a misura delle donne e degli uomini, a misura dei due sessi. Dopo l'intensa esperienza del movimento Se non ora quando? sono persuasa che questo sia il tempo di rendere popolari le idee legate alla libertà femminile e quindi ho deciso con le altre di Libere di dar vita al sito Che Libertà.

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