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Solita storia, solita matita…

Roberta Trucco
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L’8 luglio su  Repubblica è stata  pubblicata una  vignetta di Bucchi tra gli articoli  di Paul Krugman e di Nadia Urbinati a proposito della crisi greca. La vignetta ritrae il profilo in nero della Merkel con un frustino in mano e la scritta: 50 sfumature di Greece.

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Pur condividendo le parole di Krugman che sostiene  che la troika e l’austerità hanno affossato la Grecia la vignetta mi ha indignato e offeso. Condivisibile o meno il pensiero politico della Merkel( e io non lo condivido) la vena sessista della vignetta con rimandi inconsci proprio all’immaginario sul femminile è inaccettabile. L’ immagine e la scritta   non fanno riferimento al pensiero specifico della  Merkel e al suo agire politico. Gli atteggiamenti della  Merkel , che esercita il potere conferitogli dal popolo tedesco con decisione e autorevolezza, vengono bollati come perversi perché non aderenti all’immaginario stereotipato sul femminile.  Secondo questo schema di pensiero, la  donna potente è donna dalle caratteristiche maschili, ma in quanto donna ne consegue che il suo agire è perverso. La vignetta presuppone che una donna che agisce così è sessualmente perversa perché si appropria di fantasie sessuali maschili (in  50 sfumature di grigio il perverso è un uomo adulto ricco e potente che alla fine è anche desiderabile). Si ripete dunque con la matita la solita storia: le donne che occupano uno spazio pubblico non sono considerate “persone” a prescindere dal genere a cui appartengono. Siamo stanche di allusioni animalesche e sessuali contro le donne che occupano spazi di potere, (orango alla Kyenge, puttana alla Idem etc). È venuto il tempo del confronto rispettoso fra pari e diversi anche nelle vignette ironiche se si ha un minimo di onestà intellettuale.

 

Chi ha scritto questo post

Roberta Trucco

Roberta Trucco

Classe 1966, genovese doc (nel senso di cittadina innamorata della sua città), felicemente sposata e madre di quattro figli. Laureata in lettere e filosofia. Da sempre ritengo che il lavoro di cura non si limiti all'ambito domestico, ma debba investire il discorso politico sulla città. Per questo sono impegnata in un percorso di ricerca personale e d’impegno civico, in particolare sui contributi delle donne e sui diritti di cittadinanza dei bambini. Amo l'arte, il cinema, il teatro e ogni tipo di lettura. Da alcuni anni dipingo con passione, totalmente autodidatta. Intendo contribuire alla svolta epocale che stiamo vivendo con la mia creatività unita a quelle delle altre straordinarie donne incontrate nella splendida piazza del 13 febbraio 2011 di Se non ora quando. Credente, definita dentro la comunità una simpatica eretica, e convinta "che niente succede per caso."

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