UNIONE EUROPEA

L’esperienza francese sul “mercato dei servizi”

Francesca Marinaro
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Riferendoci al caso francese ci sembra utile anche mettere l’accento sulla “formazione di un mercato dei servizi alla persona”, che ovviamente non sostituisce il Welfare. Un mercato dei servizi economicamente produttivo che in larga parte è finanziato dalle stesse persone e famiglie che vi ricorrono con prezzi e qualità controllati.

L’esperienza è basata su tre tipi d’intervento pubblico: 1. Una riforma del codice del lavoro che ha riconosciuto una vasta gamma di nuovi impieghi, definiti “artigianato del terziario”, per evitare degenerazioni in materia di condizioni di lavoro e improvvisazioni sulle prestazioni. Si tratta di tradizionali servizi di “cura” (bambini e anziani) e di nuovi servizi mirati al benessere della persona, della salute e della qualità della vita in generale (terapie fisiche e prestazioni estetiche a domicilio, assistenza informatica, servizi personalizzati di trasporto, assistenza amministrativa e piccola assistenza legale, progettazione viaggi, manutenzione di case e giardini, assistenza a persone con animali domestici, sostegno ai consumatori,…); 2. La creazione di un’Agenzia nazionale per i servizi alla persona che svolge le funzioni di coordinamento e formazione. I nuovi “artigiani terziari” devono accreditarsi presso l’Agenzia, dimostrando di possedere alcuni requisiti professionali minimi. Le informazioni sui servizi accreditati nell’area di residenza sono forniti tramite internet; 3. L’introduzione d’incentivi fiscali, nel senso che le somme pagate per l’acquisto di prestazioni accreditate possono essere detratte dall’imposta sul reddito nella misura del 50% e l’IVA sulle somme fatturate è ridotta del 5,5%. Per pagare il fornitore del servizio si può utilizzare un buono che si acquista in Banca o negli uffici postali. Il buono incorpora i contributi sociali ed evita a chi se ne serve qualsiasi obbligo di dichiarazione fiscale, contributiva o burocratica.

I dati sull’occupazione francese segnalano che le riforme introdotte, nel 2005, hanno dato un notevole impulso all’occupazione, soprattutto femminile. Per capire inoltre la portata di questi interventi basta osservare il nesso tra tasso di natalità e occupazione femminile e metterlo a confronto con quello dell’Italia: Francia 76,6% di occupazione femminile e 2,2% di Tasso di natalità; Italia 46,6% di occupazione femminile e 1,2% di tasso di natalità.

Chi ha scritto questo post

Francesca Marinaro

Francesca Marinaro

Amo definirmi un’italo-belga; figlia di emigrati italiani in Belgio, negli anni ’60 ho studiato e vissuto a Bruxelles fino al 1991. L’impegno politico prima nel Pci e dopo nel Pd a sostegno dell’integrazione europea è stato per me il modo migliore per approfondire e portare a sintesi questa mia doppia appartenenza culturale. Sono stata particolarmente attiva nei movimenti europei a sostegno dei diritti delle immigrate e degli immigrati. Nella mia esperienza politica e istituzionale - parlamentare europea nel 1984 e senatrice nel 2008 - “l’Europa delle donne e delle persone” è sempre stato un terreno privilegiato d’impegno e di elaborazione. L’ho fatto e continuo a sostenerlo con lo spirito di chi vuole dare una mano, unendo quel che si può e si deve cercare d’unire per dare forma e consistenza a una società a dimensione di uomini e donne.

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