BATTAGLIE

La questione politica dietro la femminilizzazione delle parole

Cristina Comencini
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Noi dobbiamo guardare senza paura dietro la difficoltà delle donne di femminilizzare le parole che definiscono i loro mestieri, le loro qualifiche pubbliche. Non diamo per assodato che sia facile farlo. Quando ho cominciato a scrivere libri e a girare film, le domande più ricorrenti erano: “Cosa c’è di femminile nelle tue storie? Ti senti un’artista donna?” Ero giovane e prendevo queste domande come degli insulti, rispondevo:”L’arte non ha sesso.” Mi ci sono voluti anni per capire e sentire che non c’era diminuzione nel sentirmi una donna che scrive e fa film, che la mia forza e la mia creatività erano invece cresciute nel corpo e nella mente di una donna. Ma allora facevo bene a diffidare delle domande che tendevano a relegare il mio lavoro nella riserva delle femmine.

Noi dobbiamo porci questa domanda: l’accesso sempre più numerose delle donne nella società, al potere, nelle professioni, arricchirà il mondo di un altro punto di vista, di un’altra storia? O invece ci adegueremo alla società che troviamo e da cui per millenni siamo state fuori. Se ci sentiamo pari ma diverse e vogliamo rendere diverso il mondo, allora la “a” finale che ci definisce sarà la nostra grandezza. Se non vogliamo distinguerci la sentiremo ancora e per molto tempo come la nostra vergogna e il nostro limite. Dietro questa scelta c’è la questione politica più importante che le donne si trovano ora davanti.

 

Chi ha scritto questo post

Cristina Comencini

Cristina Comencini

Scrivo libri e dirigo film. Negli anni settanta ho partecipato al movimento femminista. Ero diventata madre giovanissima e la relazione con altre donne mi ha aiutato a capire me stessa, la mia vita. Abbiamo concepito e scritto l’appello del 13 febbraio 2011 perché pensavamo che era arrivato il tempo di rimetterci a lavorare tutte insieme intorno a un progetto comune per fare dell’Italia un paese anche per noi. Oggi credo che la nuova frontiera per le donne sia la costruzione con gli uomini di un mondo a due diversi e pari. E uno dei temi fondamentali che dobbiamo portare nella società è proprio una nuova maternità, la relazione con l'altro da sé che le donne hanno nel corpo, nella mente, nella loro storia.

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