RIPRENDIAMOCI LA MATERNITÀ

Riprendiamoci la maternità!

Cristina Comencini
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Sì, riprendiamoci la maternità e riprendiamocela nella libertà. Scriviamo una pagina nuova della nostra storia. Oggi, qui, in Occidente le donne dopo un lungo cammino hanno acquistato, oltre la cittadinanza, prestigio e autorevolezza: una donna tedesca è ormai leader indiscussa nel suo Paese e in Europa, un’altra potrebbe diventare la prossima Presidente degli Usa. Anche nel nostro Paese le donne hanno conquistato il potere in molti campi: nella ricerca, nella esplorazione dello spazio, nelle arti e nelle professioni, nello sport e, dopo il 2011, anche nelle istituzioni e nel governo del Paese. Ma…ma la stragrande maggioranza di loro è privata, quasi amputata, di una parte fondamentale della libertà. Il vistoso calo demografico ci dice che alle donne non è garantita la scelta di essere madri e cittadine insieme, madri e lavoratrici. E con la crisi ormai, non possono essere né madri, né lavoratrici. Essere donna ha voluto dire, per millenni, essere madre. Madri, dunque, per destino. Con la contraccezione abbiamo conquistato la libera scelta: si è prima donne e poi, se lo si vuole, madri. Attraverso la libertà, la maternità è diventata altro, non più una necessità naturale ma un valore della società tutta. La procreazione, la crescita, la cura dei corpi possono finalmente avere accesso alla cultura, alla politica, alla libertà. Una libertà che cambia, diventa di due soggetti e non più di uno: due pari e differenti alla conquista del futuro di tutti. Questa rivoluzione non comporta solo la condivisione del potere. Esige la trasformazione del vivere comune: le donne non vogliono essere uguali agli uomini, non vogliono rinunciare al loro corpo, ai loro pensieri, ai loro sentimenti, alla loro storia, che è anche storia di madri. Che da ora in poi deve diventare storia di madri e di padri. Con due soggetti a tenere le redini della società, il cavallo deve cambiare andatura. Mettere al mondo il futuro è la potestà umana più grande e gli uomini per la prima volta nella storia possono dividerla con le donne. Un futuro in cui fare figli e accogliere famiglie in fuga è un atto di forza e non di debolezza. Questa è l’Europa che vogliamo.

Chi ha scritto questo post

Cristina Comencini

Cristina Comencini

Scrivo libri e dirigo film. Negli anni settanta ho partecipato al movimento femminista. Ero diventata madre giovanissima e la relazione con altre donne mi ha aiutato a capire me stessa, la mia vita. Abbiamo concepito e scritto l’appello del 13 febbraio 2011 perché pensavamo che era arrivato il tempo di rimetterci a lavorare tutte insieme intorno a un progetto comune per fare dell’Italia un paese anche per noi. Oggi credo che la nuova frontiera per le donne sia la costruzione con gli uomini di un mondo a due diversi e pari. E uno dei temi fondamentali che dobbiamo portare nella società è proprio una nuova maternità, la relazione con l'altro da sé che le donne hanno nel corpo, nella mente, nella loro storia.

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