PARI E DIFFERENTI RIPRENDIAMOCI LA MATERNITÀ

Il coraggio del futuro

Roberto Monteforte
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E’ una bella provocazione l’appello “Riprendiamoci la maternità” lanciato dalle donne di Se non ora quando – Libere. Intanto perché chiama in causa e sollecita anche la responsabilità dei “padri”. E poi perché spinge a riflettere. A guardare dentro i mali della nostra società. Perché il calo demografico che colpisce il nostro Paese è il sintomo più evidente di una profonda crisi e non solo economica. Esprime la mancanza di futuro.
Se si sente l’esigenza di richiamare la libertà di essere madri è perché si sono imposte logiche più forti dei diritti proclamati e delle leggi che tutelano la maternità. Perché sono le esigenze di mercato con i loro modelli produttivi a condizionare le nostre esistenze. Competitività e individualismo esasperato finiscono per mortificare la vita di relazione. Troppo spesso si è ridotti a consumatori e questo ruba a donne e uomini il senso dell’esistenza e della socialità. Il tempo è quello della precarietà. Tutto si gioca sull’emergenza del presente. E se sono le donne a pagare i prezzi più alti, tutti sono colpiti. In questo clima come meravigliarsi del calo delle nascite?

La scelta di mettere al mondo un figlio richiede il coraggio del futuro. Interpella uomini e donne. E nel quadro nuovo determinato dall’affermazione della donna nella società sollecita un esercizio pieno, responsabile e consapevole della paternità. Invita a costruire una relazione più matura tra i generi. Una nuova libertà dove l’incontro con l’altro e il senso del limite aiutano a tenere a bada narcisismo e bramosia di possesso. L’appello delle donne di Libere sollecita un’educazione all’incontro e all’accoglienza della diversità da condividere e trasmettere.
E’ una bella sfida in questi tempi violenti e incerti, segnati dall’egoismo sociale, ma anche da tanta generosità. Rinvia ad un altro impegno: quello di umanizzare la vita e dare spazio ai sentimenti. Perché la persona non può essere ridotta a merce che si vende e si compra. E neanche un figlio lo può essere.

Chi ha scritto questo post

Roberto Monteforte

Roberto Monteforte

Roberto Monteforte, giornalista professionista e vaticanista, per anni ha curato per l'Unità la pagina di confronto e approfondimento sulle culture e le diverse sensibilità religiose "Le Religioni". Ha realizzato inchieste sui temi sociali e sull'immigrazione. Autore di saggi sui temi religiosi e della comunicazione ha pubblicato con gli Editori Internazionali Riuniti: "Popestar: luci e ombre del pontificato di Giovanni Paolo II". È nato a Napoli nel 1954 e vive a Roma da oltre 40 anni.E coniugato e ha un figlio.

1 Comment

  • Grazie credo davvero che questa condivisione di intenti nel progetto di umanizzare la vita come dice lei molto bene sia centrale nella impresa di snoq libere e anche in alcuni snoq territoriali. Noi di genova molto in linea.insieme agli uomini s.arà possibile

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