LA RECENSIONE

I bambini e la guerra

Rita Cavallari
Scritto da

“Il grande quaderno” è un film di János Szász tratto del primo libro della Trilogia della città di K, di Ágota Kristóf. Al centro del film c’è la guerra. Gli interpreti sono due bambini, gemelli, che vedono il padre partire soldato e la madre fuggire via, minacciata da pericoli oscuri. La loro vita è stravolta e perdono ogni riferimento affettivo. Abbandonano la loro casa in città per rifugiarsi in un paese di frontiera e vanno a vivere con la nonna, una vecchia che si rivolge loro chiamandoli “figli di una cagna”.

I bambini sono soli. Capiscono che per affrontare un mondo ostile e nemico dovranno diventare insensibili e duri. Dovranno saper sopportare la fame e la sete, il dolore fisico, gli insulti, senza provare dolore né cedere alla sofferenza. Si proteggeranno con una corazza impenetrabile, più robusta del ferro, attraverso cui non passeranno emozioni, né sentimenti, né affetti. Solo così potranno sopravvivere. Un grande quaderno è il loro specchio: lì scrivono quello che vedono e che accade intorno a loro, lì segnano i passi del loro percorso di formazione: non sentire più il dolore per non essere travolti dalla cattiveria che li circonda.

Ma tutto ha un prezzo. I due bambini perdono ogni senso di compassione e di pietà di fronte alla vita e non provano rimorso se causano la morte. Quando assistono alla fine violenta dei loro genitori non versano una lacrima.

Il film è ambientato in Ungheria durante la seconda guerra mondiale, ma il pensiero corre ai giorni di oggi, con famiglie che fuggono la guerra, bambini che perdono i genitori, bambini che muoiono sulla riva del mare. Le immagini ci fanno vedere piccoli corpi lanciati attraverso reticolati di filo spinato, volti con sguardi terrorizzati, soldati schierati contro persone inermi. Come vivranno i bambini che provano tutto questo? Saranno gli uomini e le donne di domani. Potranno ritrovare un clima sereno? Potranno guardare al futuro con fiducia? O come i personaggi del film si difenderanno diventando spietati? E’ la grande sfida di questi tempi, una sfida che riguarda tutti noi.

 

Chi ha scritto questo post

Rita Cavallari

Rita Cavallari

Sono nata a Roma alla fine della seconda guerra mondiale e ho vissuto la rinascita del nostro Paese, il boom economico, gli anni della contestazione, il femminismo. Sono laureata in architettura e ho lavorato per molti anni in un ente pubblico. Conosco il soffitto di cristallo e l'ho provato sulla mia pelle. Sono divorziata. Ho un figlio che lavora all'estero e due nipoti adolescenti che tornano spesso in Italia. A volte temo che sapranno scrivere correttamente solo in inglese e dimenticheranno l'italiano. Amo leggere e sono coordinatrice del Circolo dei lettori della Biblioteca comunale Villa Leopardi di Roma. A causa di un incidente traumatico sono paraplegica. Partecipo a Se non ora quando da marzo 2011 perché credo che si debba progettare il futuro a misura delle donne e che siano le donne a doversi impegnare per questo.

Facebook: https://www.facebook.com/rita.cavallari.5
Twitter: @ritacavallari1

Commenta

Questo Sito utilizza cookies per migliorare la tua esperienza. Proseguendo nella navigazione acconsentirai al loro utilizzo. Scopri di più

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi