ELEZIONI USA OCCUPAZIONE FEMMINILE

Merkel e le altre: le donne per le donne

Antonella Crescenzi

Le donne, quando ricoprono il ruolo di capi di stato e di governo, o rappresentano il vertice di organizzazioni internazionali, o indirizzano la politica monetaria di importanti paesi, possono favorire un cambiamento della società che porti ad un miglioramento generale della condizione femminile?

Ebbene, la nostra risposta è affermativa. Non perché tra leadership maschile e femminile ci sia una differenza congenita, entrambe possono essere “illuminate” e dirette al progresso e allo sviluppo, ovviamente! Ma perché nelle donne vi sono attitudini particolari (quali, ad esempio, sensibilità elevata rispetto ai temi del sociale, capacità di ascolto degli altri, farsi carico del quotidiano) che predispongono ad un maggiore coinvolgimento nelle problematiche che riguardano più da vicino la vita delle donne, e non solo.

Perché, sia ben chiaro, la vita delle donne non si svolge in un’isola separata dal resto della società, ma ne fa parte integrante, e anzi, il paese intero progredisce se la partecipazione economica e sociale femminile aumenta. Studi approfonditi e dati statistici esaustivi documentano molto bene tale legame. Ed è proprio questa la chiave del successo delle politiche finalizzate alla crescita, in tutti i paesi, in particolare in quelli emergenti e in via di sviluppo, dove, sovente, le donne subiscono ancora  gravissime discriminazioni.

A suffragare la nostra convinzione che le leadership femminili possano favorire questo processo basta citare la recente iniziativa assunta dalla Cancelliera Angela Merkel nell’ambito della presidenza di turno  del G7 detenuta dalla Germania nel 2015. Data la natura di gruppo informale del G7, spetta alla presidenza di turno fissare l’agenda. Ebbene, Angela Merkel ha voluto inserire nell’agenda del G7 un dialogo inclusivo con la società civile dei paesi del G7 incontrandone le rappresentanze e dando un significativo spazio a quelle femminili. Così il “G7 Forum for Dialogue with Women”, che si è tenuto il 16 e 17 settembre alla presenza della Cancelliera, ha  posto sul tavolo dei leader mondiali l’impegno a supportare tutte quelle iniziative che possono ridurre le barriere per la partecipazione economica delle donne e sospingere così la crescita. Barriere che sono diverse, ovviamente, a seconda del grado di sviluppo dei paesi.

Ad esempio, nei paesi emergenti  viene riconosciuta l’importanza dell’istruzione, come chiave per poter liberare il potenziale delle donne e migliorare le loro opportunità lavorative e sociali. Nei paesi avanzati, le barriere sono più sottili, ma non meno insidiose: per le donne che fanno impresa e per quelle che svolgono attività politica, per le disparità del salario, per la sproporzione nei carichi di famiglia, per le carenze dei servizi sociali, per la maternità. Tutte le tematiche del Forum saranno ulteriormente approfondite nel “World Assembly for Women: WAW”  previsto per la seconda metà del 2016 in Giappone.

Le iniziative del G7 non sono, inoltre, le uniche. Nell’ambito del G20 (il G7 allargato ad altri paesi tra cui l’India e la Cina) un gruppo di donne leader ed esperte di genere (gruppo W20) è attualmente impegnato ad elaborare proposte di politiche volte a facilitare l’empowerment delle donne, soprattutto nel settore economico. In alcuni incontri preparatori, erano presenti anche il Segretario Generale dell’OCSE, Angel Gurria, e Christine Lagarde, alla direzione del Fondo Monetario Internazionale. Lagarde ha riconosciuto l’importanza di passare dalle parole alle azioni, ha ammesso le mancanze del FMI in passato (Lagarde è stata la prima donna a capo del Fondo) e ha anche annunciato che il FMI lavorerà insieme al W20. Anche in questo caso, quindi, la sensibilità femminile aiuta…

Negli Stati Uniti, intanto, la politica monetaria viene guidata con mano ferma, e al tempo stesso attenta alle dinamiche sociali e del lavoro, da Janet Yellen, per la prima volta una donna a capo della Federal Reserve, mentre Hillary Clinton sta puntando per la seconda volta alla Presidenza. Forse, dobbiamo augurarle il successo…

Chi ha scritto questo post

Antonella Crescenzi

Antonella Crescenzi

Economista, sono stata dirigente del Ministero dell'Economia e delle Finanze e della Presidenza del Consiglio dei Ministri; ho curato l'analisi dell'economia italiana, le politiche europee, le tematiche del lavoro e di genere. Ho pubblicato vari scritti su tali aspetti e sulla crisi economica mondiale. Sono sposata da 35 anni e ho un figlio musicista. Vivo a Roma. Non sono mai stata iscritta a partiti, sindacati e associazioni ma ho sempre avuto a cuore la questione femminile. Partecipando a Se non ora quando, prima, e a Libere, dopo, ho creduto di fare la cosa giusta per favorire un cambiamento non più rinviabile della nostra società.

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