MAI PIÙ COMPLICI

Basta violenza: occorre una nuova alleanza con i giovani

Un nuovo sconcertante episodio di violenza ha squarciato le nostre coscienze, ma già partono l’ intollerabile giustificazione del “raptus del momento”, condonato da uno spaventoso silenzio e dalla passività verso un dramma umano che non conosce confini e che investe tutte e tutti noi. Vite di donne, e spesso di bambini, annientate da costanti minacce di violenza per mano di chi ha il loro amore e la loro fiducia.

http://www.lastampa.it/2015/10/07/italia/cronache/donna-di-anni-uccisa-a-coltellate-nella-sua-auto-1thZCwrC3lWQAJHZPEuKGK/pagina.html

Una barbarie che sembra inarrestabile e che viene vissuta in solitudine presentandosi con mille volti. A poco valgono le nuove norme penali e l’istituzione di più centri antiviolenza se non si agisce con determinazione sulla storica disparità nei rapporti di forza tra uomo e donna che ha determinato il dominio dell’uomo e le tante discriminazioni.

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Scena tratta da “L’amavo più della sua vita” di Cristina Comencini

Con la consapevolezza che è prioritario agire sulla cultura Se non ora quando – Libere ha lanciato la sfida “Mai più complici”.

Un progetto culturale che attraverso la pièce di Cristina Comencini “L’amavo più della sua vita”, entra nelle scuole coinvolgendo donne, uomini e giovani per  considerare un diverso pensiero. Una sollecitazione che cammina dal 2011 in varie parti dell’Italia per riflettere sulle relazioni umane e sulla ricchezza della diversità. Una straordinaria esperienza che non si ferma a valutare l’aberrante fenomeno della violenza sulle donne e le sue devastanti conseguenze, ma spinge ciascuno ad essere protagonista per un futuro di libertà e di felicità.

Chi ha scritto questo post

Donatina Persichetti

Donatina Persichetti

La mia storia si lega, da oltre trent’anni, ad una vivace esperienza nel campo del sociale. Mi sono occupata di servizi per l’infanzia; di tutela del lavoro in settori a grande prevalenza di donne; di politiche per il territorio come responsabile di Zona Sindacale e partecipo ad attività di partito nella ferma convinzione che per cambiare la politica bisogna frequentarla. Questo background mi ha consentito di approfondire le questioni femminili e verificare l’arretratezza sociale e culturale in cui affonda il nostro paese, negando sviluppo e modernità. Ho aderito da subito al progetto di “SeNonOraQuando?”, ritenendo che solo attraverso l’interazione tra i diversi valori, linguaggi e differenti opinioni si può scardinare l’oscurantismo di democrazia paritaria italiana.

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