CHE SPETTACOLO SENZA CATEGORIA

Ma le soap vendono solo saponette?

Jacob Young (Rick Forrester nella serie statunitense "Beautiful")
Licia Conte
Scritto da
stephanie_3quarti

Stephanie Forrester Portrait (attrice: Susan Flannery)

Sono affascinata dalle puntate italiane di Beautiful. Succede questo: il giovane capo della grande azienda di moda si innamora di una ragazza povera e nera, che è anche stata qualche tempo in prigione. Di più: il giovane boss porta la ragazza povera e nera nella casa avita, sloggia da una parete di fronte alla porta di ingresso il grande ritratto della nonna, la temibile matriarca Stephanie, ormai morta, e al posto di quel ritratto appende sulla medesima parete quello della ragazza povera e nera. Di più: il giovane capo della grande azienda Forrester fa della ragazza povera e nera la star della moda Usa.

Nicole Avant (l’attrice Reign Edwards vestita di nero nel video), in lacrime si rivolge a Maya (l’attrice Karla Mosley vestita di bianco): “Ho fatto ricerche sul tuo passato, e alla fine ho scoperto il tuo segreto. Non sei mia sorella, non sei neanche Maya, tu sei mio fratello”.

Nicole Avant (l’attrice Reign Edwards vestita di nero nel video), in lacrime si rivolge a Maya (l’attrice Karla Mosley vestita di bianco): “ho fatto ricerche sul tuo passato, e alla fine ho scoperto il tuo segreto. Non sei mia sorella, non sei neanche Maya, tu sei mio fratello”.

E qui ho pensato: che bisogno hanno gli Usa di un servizio pubblico se il loro proverbiale buonismo consiglia ai privatissimi produttori di serie fiction di rivalutare d’un colpo solo una donna povera e nera, che per di più ha subìto il carcere?

C’è però da aggiungere alla storia gli ultimi sviluppi della situazione: il giovane capo della grande azienda di moda saprà soltanto a ridosso del matrimonio che la ragazza povera e nera ed ex-carcerata è in realtà una transessuale.

Il nostro eroe vacilla, ma pochissimo. Si riprende subito: assume il ruolo di Lancillotto e difende la sua Ginevra da tutto e da tutti. Rinuncia al sogno della sua vita, il ruolo conquistato in azienda, e corre a gettarsi ai piedi della sua amata.

Come finirà la storia? E che cosa vuole dirci? Non so dare risposte né all’una, né all’altra domanda. Vuole insegnarci il rispetto per i transessuali, per le donne, per i poveri, i neri e gli ex-carcerati? Sí. Vuole dirci altro? Per esempio, che una coppia può essere formata da una donna e un uomo o da due donne o da due uomini o da un uomo e una transessuale? Che tutto è uguale e che questo è anzi l’unico modo per superare le barriere delle discriminazioni? Fosse cosí, e non ci trovassimo noi del tutto d’accordo, che potremmo fare con i fucilini dei nostri siti contro l’intero esercito in armi della più grande macchina dei sogni del pianeta?

 

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Chi ha scritto questo post

Licia Conte

Licia Conte

Sono una giornalista. Della mia lunga e assai varia attività ha senso qui sottolineare soprattutto quella dedicata alla promozione della cultura femminile. Nei primi anni '70 ho curato una serie di sceneggiati radiofonici: 12 ritratti di donne attive nella battaglia per i diritti, da Marie Olympe Des Gouges alle suffragiste dell'inizio del '900. Alla fine degli anni '70 ho dato vita come ideatrice e conduttrice a "Noi, voi, loro: donna", in onda tutti i giorni dalle 10 alle 10.45 su Radio 3. Da quella trasmissione scaturirono 5 libri, il più noto dei quali fu Le Altre, di Rossana Rossanda, fedele trascrizione delle discussioni settimanali alla radio tra lei, me e altre. Il libro fu in seguito tradotto in 5 lingue. Nacque da lì Orsa Minore, una rivista che ebbe vita breve e una certa risonanza. Sono fra le fondatrici prima di DiNuovo e poi di Se Non Ora Quando?

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