MAI PIÙ COMPLICI

Libertà è prima di tutto poter disporre di sé

Ph. Eljor Kerciku
Fabrizia Giuliani
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La storia di Giordana segue il copione che accomuna tutti i femminicidi: un ultimo appuntamento dal quale non si torna più indietro, l’illusione che la gelosia non uccida, che sia ancora aperto lo spiraglio di una vita normale dove la fine di una relazione non coincide con la fine della vita. Eppure Giordana sapeva che Luca, il suo ex compagno, non era ‘solo’ geloso:  lo aveva denunciato nel 2013 per atti persecutori, l’udienza avrebbe dovuto tenersi in questi giorni. Scrive Giordana lo scorso 4 agosto:

 

Uno degli errori più grandi che si possano fare è tenere vicino chi sgretola la tua autostima, piano, con gesti apparentemente inconsapevoli.

 

Sono da chiarire i ritardi istituzionali, le previsioni sbagliate – la vicenda avrebbe potuto concludersi con “risoluzione bonaria”, secondo gli inquirenti – e le esitazioni di Giordana che non aveva mai nominato un legale. Oggi resta Asia, quattro anni, orfana due volte.

 

Bisogna attrezzarsi per combattere una violenza antica e nuova al contempo. Essere padrone della propria vita, vuol dire scegliere, dire si o no nelle relazioni, negli affetti, nella sessualità. Ma a volte – troppe – l’indisponibilità delle donne non è accettata. Eppure, il cuore di ogni libertà è qui, nel disporre di – prima che nell’accesso al lavoro e ai diritti sociali e civili.
Dott.ssa Vittoria Doretti, a capo della task force di Codice Rosa, prima esperienza che ha cambiato la testa e il modo di operare delle istituzioni nella lotta alla violenza di genere.

Dott.ssa Vittoria Doretti, a capo della task force di Codice Rosa, prima esperienza che ha cambiato la testa e il modo di operare delle istituzioni nella lotta alla violenza di genere.

Il nostro ordinamento è cambiato – sono nate nuove norme, da quelle sullo stalking al decreto sulla violenza di genere del 2013. Non basta, ancora si fatica a dare loro piena applicazione, in particolare sul terreno cruciale della prevenzione.

Il piano Antiviolenza previsto da quelle norme può essere davvero efficace solo se tutte le istituzioni fanno la loro parte, mettendo le donne al centro. Solo se operatori sanitari, forze dell’ordine e procure agiscono insieme senza lasciare mai sola chi rompe ogni complicità con contesti familiari e rapporti violenti, i dati cambieranno in modo significativo e omogeneo in tutte le aree del paese. Questo è l’obiettivo che la politica e le istituzioni devono perseguire, nella consapevolezza che la battaglia contro la violenza non riguarda le donne ma la coscienza civile e morale del Paese.

Chi ha scritto questo post

Fabrizia Giuliani

Fabrizia Giuliani

Sono nata a Roma, dove vivo con mio marito Claudio e i nostri figli, Antonio ed Ella. PhD, insegno filosofia del linguaggio e studi di genere alla Sapienza di Roma, dove coordino, con Serena Sapegno, il Laboratorio di Studi Femministi. Ho tenuto corsi di semiotica e linguistica in diverse università italiane, sono stata Fulbright Scholar a Harvard, e presso l'Università per Stranieri di Siena ho avuto l’incarico di Consigliera per le politiche delle pari opportunità. I miei lavori si sono concentrati sulla produzione del significato delle lingue storico - naturali e sulle modalità con le quali i sistemi simbolici danno conto della differenza tra i sessi. Sono coinvolta nella teoria e nella politica delle donne dai primi anni universitari, ho contribuito alla fondazione di DiNuovo e poi dell'avventura rivoluzionaria di Se non ora quando. Nel 2013 sono stata eletta deputata nelle liste del PD, dove lavoro in Commissione Giustizia.

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