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Le parole del Papa alla prova del Sinodo

Ph. Marco Garro (Flickr)
Annamaria Riviello
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Non bisogna avere paura della libertà delle donne che non vedono il limite come un ostacolo, ma come ciò che ci permette di uscire dalla mancanza di forma, cioè di bellezza.

Papa-Francesco-Sinodo_1Sussurri e grida arrivano sulla stampa dal Sinodo sulla Famiglia ancora in fase di svolgimento. Sembra quasi, leggendo certi articoli, che si tratti dell’incipit di romanzi molto popolari sugli intrighi degli alti ambienti ecclesiastici e curiali. Francamente non credo che le donne italiane cattoliche e non, che hanno guardato con nuovo interesse alla Chiesa di Papa Francesco, si possano appassionare  a tutto questo. Sicuramente, nel Sinodo  si stanno esprimendo idee, convinzioni anche molto diverse e certo si difendono anche interessi concreti che una grande istituzione come la Chiesa conosce e coltiva. Mi sono convinta però, ascoltando e soprattutto leggendo le parole di questo Papa che la sua sensibilità, la sua capacità profetica guardano a un mondo nuovo e che in questo mondo le donne ci sono, anche e soprattutto con i loro pensieri.

Ho avuto modo di leggere e discutere con alcuni frati francescani l’Enciclica Laudato Sì. La forza di questo documento è6355060_418792 tutta nell’intreccio tra giustizia e vita, tra cura della casa comune e dignità di ogni persona. Lo stupore per la bellezza del nostro pianeta ci riconsegna la centralità di ciò che è corpo, relazione, dipendenza. Ci riconsegna l’idea di gratitudine così simile a quella che le donne hanno affermato nel dire la gratitudine per la madre. Solo una società in cui questi pensieri potranno avere libero corso potrà conservarci la vita oscurata oggi dagli orrendi fantasmi della guerra. Non bisogna avere paura della libertà delle donne che non vedono il limite come un ostacolo, ma come ciò che ci permette di uscire dalla mancanza di forma, cioè di bellezza. Una  figura per disegnare una nuova realtà che non discrimini nessuna delle creature che vivono in questa casa comune. Non bisogna avere paura della libertà ma della solitudine degli esclusi.

Chi ha scritto questo post

Annamaria Riviello

Annamaria Riviello

Nata nel Sud d’Italia, in Basilicata da cui sono partita per poi sempre tornare, ho avuto modo di vedere e partecipare nella mia ormai lunga vita alle tante conquiste delle donne. Ho insegnato, fatto politica e mi sono anche cimentata nella ricerca e nella scrittura. Ho avuto quattro figli. Sono convinta che una società che sappia accettare la libertà femminile sia una società migliore ma che tocca ancora alle donne far valere la differenza non più separate dagli uomini e dalla società, ma in costante, autorevole e possibile dialogo.

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