UNIONE EUROPEA

Insieme contro il terrorismo

Ph. Tay Calenda
Francesca Marinaro
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Si tratta di attingere alla capacità e alla forza delle donne come fattore dinamico di pace, stabilizzazione e progresso per tutte e tutti. Questa è stata fondamentalmente l’indicazione che è venuta dalla Conferenza mondiale di Pechino e che non può essere smarrita.

I tragici fatti di Parigi impongono senza dubbio una reazione immediata da parte degli Stati ma anche una risposta di più vasta portata che miri alla pacifica  convivenza  e collaborazione tra Stati e Popoli. La necessità per tutti è rompere definitivamente con un’immagine del mondo diviso tra un noi e un loro; con un’idea di dominio incontrastato di un modello di vita, di un modello di civiltà, del mercato come luogo di omologazione delle identità e culture diverse.  L’Europa dove è nato il pensiero della differenza può dare un grande contributo alla costruzione di un mondo di eguali, uguali ma differenti. Proprio perché è un pensiero che contiene in sé la consapevolezza dell’esistenza dell’altro e della necessità del rispetto e il riconoscimento reciproco. Si tratta di attingere alla capacità e alla forza delle donne come fattore dinamico di pace, stabilizzazione e progresso per tutte e tutti. Questa è stata fondamentalmente l’indicazione che è venuta dalla Conferenza mondiale di Pechino e che non può essere smarrita.

pechino

Pechino – La Dichiarazione e il Programma di azione adottati alla Quarta Conferenza mondiale dell’ONU sulle donne.

Sappiamo però che si tratta di un percorso che propone enormi interrogativi e che toccano anche le grandi fedi religiose. Come ad esempio, quale deve essere il rapporto fra l’assolutezza della fede, con la sua forza e il suo carattere indiscutibile, e l’esigenza di individuare un nucleo di valori condivisi validi per uomini e donne. Si tratta di ragionare su questo senza interdizioni, nella consapevolezza che noi per prime dobbiamo accettare l’esistenza di percorsi diversi dai nostri nell’affermazione dell’emancipazione e liberazione della donna. Questo per me significa non imporre, ma sostenere e accompagnare la battaglia delle donne in ogni parte del mondo. Può sembrare un’ovvietà, ma invece è la questione di fondo che richiede anche il nostro impegno per una nuova Europa. Ripensare l’Europa, immaginare il futuro, le sue istituzioni, la politica, la rete dei suoi diritti è oggi la nostra sfida. Perché vuol dire pensare l’Europa in ogni sua espressione politica, economica, demografica, sociale e culturale.

Chi ha scritto questo post

Francesca Marinaro

Francesca Marinaro

Amo definirmi un’italo-belga; figlia di emigrati italiani in Belgio, negli anni ’60 ho studiato e vissuto a Bruxelles fino al 1991. L’impegno politico prima nel Pci e dopo nel Pd a sostegno dell’integrazione europea è stato per me il modo migliore per approfondire e portare a sintesi questa mia doppia appartenenza culturale. Sono stata particolarmente attiva nei movimenti europei a sostegno dei diritti delle immigrate e degli immigrati. Nella mia esperienza politica e istituzionale - parlamentare europea nel 1984 e senatrice nel 2008 - “l’Europa delle donne e delle persone” è sempre stato un terreno privilegiato d’impegno e di elaborazione. L’ho fatto e continuo a sostenerlo con lo spirito di chi vuole dare una mano, unendo quel che si può e si deve cercare d’unire per dare forma e consistenza a una società a dimensione di uomini e donne.

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