Utero in affitto

No all’utero in affitto! Firma la nostra petizione

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Il nostro appello contro la pratica dell’utero in affitto:

 

Noi rifiutiamo di considerare la “maternità surrogata” un atto di libertà o di amore.
In Italia è vietata, ma nel mondo in cui viviamo l’altrove è qui: “committenti” italiani possono trovare in altri paesi una donna che “porti” un figlio per loro. Non possiamo accettare, solo perché la tecnica lo rende possibile, e in nome di presunti diritti individuali, che le donne tornino a essere oggetti a disposizione: non più del patriarca ma del mercato. Vogliamo che la maternità surrogata sia messa al bando.

Oggi, per la prima volta nella storia, la maternità incontra la libertà. Si può scegliere di essere o non essere madri. La maternità, scelta e non subìta, apre a un’idea più ricca della libertà e della stessa umanità: il percorso di vita che una donna e il suo futuro bambino compiono insieme è un’avventura umana straordinaria. I bambini non sono cose da vendere o da “donare”. Se vengono programmaticamente scissi dalla storia che li ha portati alla luce e che comunque è la loro, i bambini diventano merce.

Siamo favorevoli al pieno riconoscimento dei diritti civili per lesbiche e gay, ma diciamo a tutti, anche agli eterosessuali: il desiderio di figli non può diventare un diritto da affermare a ogni costo.

CI APPELLIAMO ALL’EUROPA

Nessun essere umano può essere ridotto a mezzo. Noi guardiamo al mondo e all’umanità ispirandoci a questo principio fondativo della civiltà europea.
Facciamo appello alle istituzioni europee – Parlamento, Commissione e Consiglio – affinchè la pratica della maternità surrogata venga dichiarata illegale in Europa e sia messa al bando a livello globale.

Clicca qui per sottoscrivere l’appello oppure invia il tuo nome e cognome all’indirizzo: info@snoqlibere.it

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Lista dei firmatari dell’appello:

  1. Paolo Matthiae
  2. Stefania Sandrelli
  3. Giovanni Soldati
  4. Giulio Scarpati
  5. Nora Venturini
  6. Dacia Maraini
  7. Annamaria Mori
  8. Silvia D’Amico
  9. Grazia Francescato
  10. Claudia Gerini
  11. Teresa Forcades
  12. Monica Toraldo di Francia
  13. Rosaria Conte
  14. Maresa Mura
  15. Marcella Diemoz
  16. Ricky Tognazzi
  17. Simona Izzo
  18. Mario De Caro
  19. Angelo Angelastro
  20. Casa Rut, Suore orsoline – Caserta
  21. Micaela Ramazzotti
  22. Marisa Patulli Trythall
  23. Cristina Gramolini
  24. Gi.U.Li.A , rete nazionale delle giornaliste unite libere autonome
  25. Peppino Caldarola
  26. Aurelio Mancuso
  27. Vittoria Doretti
  28. Daniela Carlà
  29. Elisa Calessi
  30. Livia Turco
  31. Slaves no More, Anna Pozzi
  32. Giuseppe Vacca
  33. Cristina Comencini
  34. Francesca Izzo
  35. Roberta Trucco
  36. Serena Sapegno
  37. Rita Cavallari
  38. Simonetta Robiony
  39. Donatina Persichetti
  40. Fabrizia Giuliani
  41. Licia Conte
  42. Cecilia Sabelli
  43. Annalisa Ciatti
  44. Antonella Crescenzi
  45. Silvia Pizzoli
  46. Sara Ventroni
  47. Karen Hassan
  48. Ilenia De Bernardis
  49. Anna Carabetta
  50. Annamaria Riviello
  51. Francesca Marinaro
  52. Lauretta Valente, CIOFS-FP
  53. Claudio Amendola
  54. Francesca Neri
  55. Emilia Costantini
  56. Alessandra Mancuso
  57. Cristina Favati
  58. Giulia Aiello
  59. Dorina Bianchi
  60. Ignazio Semino
  61. Martina Chillemi
  62. Angela Volpini
  63. Rita Bonaga
  64. Matilde Passa
  65. Carlo Cardia
  66. Andrea Melodia
  67. Roberto Monteforte
  68. Laura Garuti
  69. Olimpia Mastroianni
  70. Cristiana di San Marzano
  71. Anna Genovese
  72. Rita Mezzadra
  73. Claudio Magris
  74. Gabriella Giuliani
  75. Maria Paola Pagano
  76. Renata Bedendo
  77. Emanuela Bedendo
  78. Maria Cristina Sironi
  79. Barbara Durante
  80. Erica Bonelli
  81. Barbara Pistoia
  82. Elena Malinici
  83. Francesca D’agostino
  84. Elisabetta Schettino
  85. Diana Fiorentini
  86. Raffaele Morese
  87. Alessandra Chiarlo
  88. Renzo Campanella
  89. Silvia Dogliani
  90. Lucia Sironi
  91. Gabriella Seveso
  92. Flavia Dragoni
  93. Filippo Natoli
  94. Anna Emilia Berti
  95. Marina Signoretto
  96. Claudia Desideri
  97. Rinaldo Geremia
  98. Clare Tame
  99. Aldo Amore
  100. Antonella Berte’
  101. Roberta Pignatelli
  102. Maria Luisa Pischedda
  103. Valentina Calderai
  104. Sara Tonini
  105. Sofia Mattei
  106. Monduzzi Flavia
  107. Giulia Paoli
  108. Rosa Giolitti
  109. Paola Cola
  110. Mirco Crovato
  111. Marina Nezzi
  112. Bianca Matera
  113. Daniela Bertino
  114. Giuseppe Rigamonti
  115. Elena Centemero
  116. Marcella Iandolo
  117. Annapaola Laldi
  118. Stefania Bettini
  119. Rosalba Trabalzini
  120. Nicola Gianaroli
  121. Caterina Della Torre
  122. Wanda Montanelli
  123. Maria Luisa Colombini
  124. Giovanna Amato
  125. Stefano Bacchelli
  126. Laura Quagliarini
  127. Clara Isola
  128. Giuseppa Maria Russo
  129. Tiziana Villa
  130. Maria  Cristina  Menozzi
  131. M. Laura Morini
  132. Maria Francesca Netto
  133. Cristina Bartolini
  134. Manuela Trentini
  135. Marina Cosi
  136. Monica Bianchi
  137. Antonietta Pastore
  138. Paolo Baro
  139. Sara Diani
  140. Emiliano Torre
  141. Silvia Cappabianca
  142. Stefania Domenicali
  143. Marilena Buscarini
  144. Gloria Bellezza
  145. Antonella Roli
  146. Stefania D’amato
  147. Gabriella Schina
  148. Cecilia Brighi
  149. Laura Gabrieli
  150. Giovanna Ferrari
  151. Andrea Maccagno
  152. Elisa Noci
  153. Francesca Del Corso
  154. Sandra Scarlatti
  155. Aliso Cecchini
  156. Lucia Papalini
  157. Laura Mostardini
  158. Cecilia Nicolai
  159. Paola Costenaro
  160. Susanna Maccio’
  161. Rosanna Paneroni
  162. Vania Zanotti
  163. Mirella Perondi
  164. Marilena Scalia
  165. Edoardo Corrieri
  166. Francesco Gismondi
  167. Maria Teresa Longoni
  168. Michela Lonati
  169. Guido Tonelli
  170. Antonio Memoli
  171. Duccio Guidi
  172. Germana Martucci
  173. Mattia Ferrari
  174. Giusy Vallone
  175. Luciana Piddiu
  176. Fabio Albanese
  177. Anna Cara
  178. Pina Nuzzo
  179. Anna Silvia Bombi
  180. Marta Palumbo
  181. Paola Bandini
  182. Stefania Gianoncelli
  183. Rosa Mordenti
  184. Milena Perlin
  185. Fabrizio Tenna
  186. Lucia Sileo
  187. Ester Grassi
  188. Giuliana Fiocco
  189. Luigi Re Cecconi
  190. Antonino Croce’
  191. Etta Tonelli
  192. Mariapia Garavaglia
  193. Giovanna Gazzoni
  194. Tomaso Di Fraia
  195. Elena Barbieri
  196. Luigi Frattaroli
  197. Gianpaolo Silvestri
  198. Luca Antolini
  199. Chiara D’Amato
  200. Giorgio Mosci
  201. Adele Fossati
  202. Cinzia Veglio
  203. Mario Gervasoni
  204. Luisa Corgiat
  205. Tamara Viliani
  206. Ilaria Jemos
  207. Alessia Scelfo
  208. Caterina Mondo
  209. Amelia Saruis
  210. Luciano Nardino
  211. Milly Mazzei
  212. Laura Gabrielli
  213. Patrizia Romani
  214. Fabio Berardo
  215. Luigi Tozzi
  216. Giovanna Segala
  217. Valentina Barbuto
  218. Nicoletta Nuzzo
  219. Rita Campus
  220. Nadia Fina
  221. Clelia Calisse
  222. Enrico Busia
  223. Vittoria Gallina
  224. Mariagrazia Carlone
  225. Diego Rispoli
  226. Daniele Scalea
  227. Gianni Parenti
  228. Roberta Balzotti
  229. Ladogana don Carmine
  230. Elena Rampazzo
  231. Iria Grandinetti
  232. Vittorio Possenti
  233. Rosalia Alocco
  234. Barbara Sechi
  235. Maria Rosaria De Seta
  236. Renata Allacevich
  237. Francesca Nicassio
  238. Maria Grazia Chiari
  239. Elena Gaibotti
  240. Carla Binci
  241. Marco Masi
  242. Caterina Molfino
  243. Raffaella Corti
  244. Milena Santerini
  245. Roberto Bisanti
  246. Silvestra Sbarbaro
  247. Venere Trotta
  248. Giuseppe Cinà
  249. Marilea Rossetti
  250. Gabriella Trebbi
  251. Tiziana Benicchi
  252. Cinzia Malatesta
  253. Silvia Biancalani
  254. Monica Zanzanaini
  255. Laura Santi
  256. Michaela Nioi
  257. Isabella Munari
  258. Cinzia Frison
  259. Tiziana Antico
  260. Carmencita Serino
  261. Fausta Spazzacampagna
  262. Assunta Picone
  263. Francesco Lettini
  264. Laura Martini
  265. Anna Paola Manconi
  266. Liliana Guarino
  267. Roberta Corona
  268. Massimiliano Dova
  269. Nadia Zicoschi
  270. Ivana Virginia Sala
  271. Sonia Fumagalli
  272. Anna Paola Manconi
  273. Laura Pezzato
  274. Flora Rigante
  275. Maria Cristina Marcucci
  276. Daniele Albanese
  277. Antonio Campo
  278. Claudio Fecchio
  279. Marco Zoncu
  280. Marianna Capelletto
  281. ​Filomena Paciello
  282. Fabrizia Lucato
  283. Paola Fochesato
  284. Marta Gambuzzi
  285. Luana Monticelli
  286. Teresa Dametto
  287. Maria Pia Scrivano
  288. Margherita Gullane
  289. Paola Colitto
  290. Noemi Lucente
  291. Patrizia  Lucherini
  292. Giovanni Beretta
  293. Giovanna Quercia
  294. Claudio Storti
  295. Marina Celant
  296. Susanna Agudio Carpani
  297. Paola Caponera
  298. Giulia Salvatore
  299. Anna Vittoria Santangelo
  300. Fabrizio Giuliani
  301. Chiara Brunetti
  302. Daniele Bruschi
  303. Andrea Dei
  304. Anna D’Andretta
  305. Marco Suri
  306. Elisabetta Carrà
  307. Giorgio Cavalli
  308. Maria Rita Micheli
  309. Silvia Bonino
  310. Maria Teresa Calari
  311. Rosanna Pastore
  312. Adele Di Trani
  313. Lidia Riviello
  314. Carlotta Cuppini
  315. Gian Maria Tavanti
  316. Luciano Nobili
  317. Giorgio Robiony
  318. Giorgio Benevenuto
  319. Franco Iseppi
  320. Carlotta Cuppini
  321. Costanza della Monica
  322. Rossana Tonini
  323. Azia Ciairano
  324. Andreina de Sarno
  325. Maria Luisa Ferlin
  326. Paola Ivaldi
  327. Elisabetta Gentili
  328. Patrizia Sanvitale
  329. Riccarda Mandrini
  330. Claudio Castellacci
  331. Michele Gentilini
  332. Luisa Petrosino
  333. Mario Fabris
  334. Maria Teresa Reinerio
  335. Annamaria Furlan
  336. Marco Bentivogli
  337. Meri Lucii
  338. Anna Sabatini Scalmati
  339. Clare Tame
  340. Renata Skerl
  341. Sandro Baldi
  342. Giorgio Rossi
  343. Cristina Rossi
  344. Maria Ravarini
  345. Lisa Marie Terzariol
  346. Serenella Castri
  347. Cristina Gatti
  348. Claudio Verla
  349. Chinellato Stefania
  350. Teresa Maria Ferri
  351. Maria Arria
  352. Lidia Franz
  353. Valeria Bianchi
  354. Simonetta Putti
  355. Caputo Gabriella
  356. Ugo di Tullio

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Il nostro appello su la Repubblica.it: “Femministe contro l’utero in affitto: “Non è un diritto”, di Annalisa Cuzzocrea.

 

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Siamo donne diverse per età, vita professionale e storie politiche. Molte di noi hanno fondato il grande movimento nato il 13 febbraio 2011 da un appello che si concludeva con le parole Se Non Ora Quando? Che libertà è il luogo dal quale lanciare alla società, alla politica e alla cultura la nostra nuova proposta: RIPRENDIAMOCI LA MATERNITÀ!

86 Comments

  • Non mo interessa sapere chi aderisce o meno a che. Se hai il problema di non poter avere in figlio faro’di tutto per riuscirci e non siate ipocriti nel criticare chi non la pensa come voi. Voi tutte avete avuto dei figli e vi dico che poiché la scienza me lo consente farò di tutto per consentire a mia figlia di essere madre!

  • Non ho molto da commentare se non il fatto che si tratta di una pratica affine al commercio di organi. Fare un figlio non è donare il sangue, è faticoso, doloroso, usurante, a volte pericoloso. Chiaramente si acconciano ad fare la gravidanza per altri solo coloro che hanno molto bisogno di soldi. C’è da dire che è una pratica che potrebbe anche essere fatta per amore (tra sorelle ecc.), ma i casi simili sono estremamente ridotti.

  • “Siamo favorevoli al pieno riconoscimento dei diritti civili per lesbiche e gay, ma”. E tutto il resto è fuffa di contorno.

  • Sono d’accordo, la gravidanza per conto terzi è una forma forma di schiavitù per donne poverissimo.
    Avere figli ad ogni costo non è un diritto.

  • E’ sfruttamento e traffico d’organi , le donne che si prestano ad essere madri surrogate sono normalmente donne in uno stato di indigenza , ricercare la maternità a tutti i costi rifiutando qualunque problematica di natura etica è assenza di autostima e di consapevolezza del proprio essere , la via da seguire è ben altra .

  • La maternità surrogata. è’ una pratica abominevole e incivile di sfruttamento e di mercificazione del corpo femminile ed è’ resa possibile solo da situazioni di grave indigenza. Va vietata per legge perché è un resto grave e pericoloso.

  • Firmo l’appello contro la pratica dell’utero in affitto perché avere un figlio ad ogni costo non è un gesto d’amore ma solo puro e semplice egoismo a spese di donne disperate.

  • Sono contraria a ogni forma di commercializzazione del corpo delle donne. Affittare il ventre di una donna equivale a sfruttarla servendosi del proprio potere economico, sia da parte di coppie gay che etero.

  • Come in tutte le grandi questioni morali del nostro tempo, prendere una posizione che non tiene in considerazione le infinite permutazioni e i toni di grigio che contraddistinguono le vite dei singoli è una tentazione alla quale bisognerebbe cercare di resistere. A maggior ragione se si appartiene alla categoria di coloro che sono in grado di influenzare e condizionare orientamenti legislativi.

    Le madri surrogate non sono tutte alla mercè di sfruttatori in India o in Nepal, i genitori potenziali non sono tutti mostri superficiali e frivoli che non si sono interrogati a fondo prima di compiere una scelta profondamente personale e complessa con la quale dovranno confrontarsi per tutta la vita. Se avete avuto la pazienza di leggere fin qua, io ho recentemente perso la mia compagna e i miei figli e non voglio e non posso rassegnarmi all’idea di trascorrere il resto della mia esistenza senza un progetto di famiglia, che per motivi anagrafici e burocratici non può passare dall’adozione o l’affido. Come già detto da altri, esistono davvero donne – soprattutto negli Stati Uniti ma non solo – che si offrono volontariamente per un progetto di surrogazione, animate da un intento altruista. Nella maggior parte dei casi hanno già figli propri e non sono alla prima esperienza. Vengono ricompensate per il tempo che sottraggono alla propria attività lavorativa. Interpretano la gravidanza come una missione e un progetto d’amore.

    Non contesto la validità delle intenzioni che sottendono a questa iniziativa. Vi chiedo solo – prima di dispensare disprezzo a piene mani – un po’ di comprensione e di empatia per chi ha avuto meno fortuna di voi, e ha dovuto attraversare un oceano di sofferenza per approdare a una scelta lacerante e delicata, che però è e rimane prima di tutto un progetto di vita. Con la vostra capacità di influenzare l’opinione pubblica, avete in mano il destino e la felicità di più persone di quanto possiate immaginare. La vostra autarchia salottiera e facilona mi impaurisce. Per citare il De Andrè di Amico Fragile: “Lo sa che io ho perduto due figli. Signora lei è una donna piuttosto distratta”

    Grazie

    • Non esiste ” un intento altruista ” , è una sovrapposizione culturale ed una difesa psicologica , oltre che un condizionamento sociale . Mi dispiace per lei , ma dovrebbe trovare da sé le motivazioni per continuare a vivere e dare valore alla sua vita . Le possibilità , mi creda , sono davvero tante , basta guardarsi attorno ed uscire dalla nebbia .

  • L’utero per conto terzi significa reificazione dell essere umano che sia che fornire un figlio a qualsiasi individuo o coppia, omosessuale o eterosessuale. Si deve anche evitare di riconoscere la filiazione e la cittadinanza ai bambini nati all estero con questo sistema per evitare che si continui con questa pratica contando sul fatto che nell interesse del bambino si possa forzare la mano alla legge mettendo la società di fronte al fatto compiuto. Solo perseguendo tali sfruttatori si eviterà che vadano à fare shopping di bambini in tutto il mondo.

  • Mi fa specie che tante persone – Maraini compresa – che sono vicine alle tematiche LGBT abbiano firmato questo appello.

    Che è chiaramente indirizzato alle coppie gay, contro il quale si vuole operare.

  • sono d’accordisimo: sottoscrivo. Mi complimento e mi impegno ad allargare condivisione.
    Mariapia Garavaglia

  • sono un uomo e nessuno si è mai sognato di dirmi cosa fare del mio corpo o di parti di esso. questo appello lo trovo un controsenso rispetto ai diritti delle persone e in particolare delle donne. dire che da oggi la maternità è una scelta , retrodata giustamente questo appello a 50anni fa , quando venne commercializzata la pillola anticoncezionale.

    • anch’io voglio firmare condivido le motivazioni non dobbiamo svendere la maternità e la libertà di essere madri

  • Quando leggo “principio fondativo” penso a Gasparri o alla Santanchè, se leggo tutto il pippone, mi viene in mente Adinolfi.
    Tutto cambia, per carità, ma che brutta fine avete fatto.

  • Finalmente le femministe italiane si sono svegliate! Condivido in pieno ogni parola dell’appello che sottoscrivo e che provvederò a far circolare.

  • Seguito il movimento con interesse, da uomo femminista, ma dopo questa cosa mi siete cadute in basso. La base stessa da cui parte la vostra discussione è fallata: eliminiamo la donazione del seme, così che l’uomo non venga più sfruttato; eliminiamo la donazione del sangue, come ci si permette di rubare del sangue? Eliminiamo pure il pagamento delle opere teatrali, musicali o cinematografiche, perché mettere un prezzo sarebbe sminuire l’arte. Se questo è femminismo….

  • Grazie!! per un uomo della mia età che ha appreso tanto nella sua vita dalle donne e dal femminismo è stato veramente triste vedere che tutto il lavoro delle donne per riappropriarsi del proprio corpo sintetizzato dallo slogan “l’utero è mio e lo gestisco io” si concludesse con “l’affitto a chi voglio io” magari per soldi, dopo un lungo periodo di esaltazione della prostituzione verso uomini ricchi e potenti.
    Capisco che uomini che non hanno vissuto la maternità neppure indirettamente, stando vicini alla propria compagna, facciano difficoltà a percepire quali cambiamenti profondi avvengono nelle donne sul piano emotivo, fisico e ormonale. Né comprendano quale legame profondo si instaura tra la madre e il proprio figlio o figlia. Ma pensare di interromperlo tramite soldi o altri interventi è fonte di terribile sofferenza per la madre stessa ma anche per la figlia o figlio. Come si fa a sottrarre un neonato per affidarlo ad una nuova madre o a un padre o due.
    La paternità, come anche la maternità, non è un diritto da realizzare a qualunque costo, ma un dono grandissimo di vita che si dà ad un figlio il quale sì ha un diritto, quello di non subire la interruzione traumatica di un rapporto fondamentale, quello avvenuto durante la gravidanza, di cui ancora così poco sappiamo.
    Quanto più corretto sarebbe lottare per conquistare il diritto di adottare bambini abbandonati e sofferenti, offrendo loro condizioni di vita chiaramente migliori, senza pretendere che sia il proprio seme a riprodursi anche quando per motivi fisici o di scelta ciò non è possibile. Senza facili scuse: non è possibile ottenere una legislazione in questo senso.

  • Caro Pino, molti e autorevoli condividono la ns posizione sul tema…
    buona festa e arrivederci giovedì 17 dicembre ore 10.00
    silvano

  • […] Ora si muove qualcosa anche in Italia: viene pubblicato un appello al quale viene dato ampio rilievo addirittura sul quotidiano La Repubblica. Ad oggi (5 dicembre) sono 200 i firmatari, rappresentanti autorevoli del mondo della politica, del giornalismo, della letteratura, dell’università, delle associazioni per i diritti ma anche del cinema e della televisione. Si chiede all’Europa di mettere al bando la pratica dell’utero in affitto. L’intento è quello di rompere quello che viene definito «un silenzio conformista su qualcosa che ci riguarda da vicino». (Clicca qui per vedere l’appello) […]

  • Mi sembra una esagerazione… che le donne sono schiave ecc… per la maternità surrogata, l utero in affitto non è da condannare o da vietare.
    Per prima cosa cercate di documentarvi che le donne non sono abbligate o schiave se donano l utero a una coppia per farli concepire un figlio ma lo fanno di libera scelta per dare una mano a una coppia o an un singolo a farlo diventare genitori naturalmente con un compenso economico.
    Questa non è una malattia è una bella la nascita di un figlio che per di più quello che ho letto che le madri surrogate li portono via il loro figlio…ALT. precisiamo… le maternità surrogate la maggior parte gli ovociti sono donatrici anonime quindi le donne che affittano l utero non hanno nessun legame biologico cn il figlio che nasce.
    Anchio ho donato lo sperma per molte coppie che l uomo era impotente..e cosa cè di male? Ho dato una mano a molte coppie.. poi si può donare un rene e perché non l utero?
    Continuamo scivendo ci sono tantissime coppie etero che la donna li hanno tolto l’utero per cancro o altri tipi di problema sapete cosa vul dire?
    Voi condannate persone che vogliono diventare genitori… bisogna condannare chi ha figli e se ne frega, chi a figli e li maltratta chi a figli e li uccide chi ha figli e abusa di loro in poche parole femministe o chi va contro questa patrica protestare per altre cose no x chi vuole diventare genitore perché vuole dinare amore… no?

  • I bambini sono soggetto di diritto, non oggetto per soddisfare la volontà degli adulti impossibilitati a procreare. Quando questi bambini, considerati come prodotti da acquistare, diverranno adulti rivendicheranno i loro diritti negati e i genitori surrogati renderanno loro conto sul piano civile e morale

  • La surrogazione di maternità è un pratica illegale in Italia, e nel mondo viene utilizzata principalmente da coppie eterosessuali sterili. Ma – vedi caso! – questi signori sentono il dovere morale di lanciare un appello proprio ora che nel nostro paese si intende riconoscere i diritti civili a gay e lesbiche. Se questa non è strumentalizzazione…

  • Bisogna comunque ribadire, oltre al no allo sfruttamento, alla trasformazione della procreazione in riproduzione tout court anche un sì comunque alla libertà di scelta che ogni donna deve avere su queste tematiche particolari, di confine.
    In questo senso, anche l’appello qui lanciato, che pure io ho in fondo condiviso, potrebbe risultare “pericoloso” se questo dovesse poi favorire indicazioni di legge troppo rigide ed assolute.

  • Se una donna vuole prestare il proprio corpo e’ libera di farlo. Ma nessuna donna e’ libera di disporre di un bambino e di un altro essere umano per dire che e’ diventata madre, “ma a gratis”. Il modello prevalente sta prendendo piu’ o meno questa forma: la madre la si puo’ surrogare, il bambino lo si puo’ affidare alle baby sitter, per l’ allattamento si compra il latte al supermercato, l’ educazione la si puo’ delegare alla scuola, la comunicazione agli psicologi… tutto questo mentre i genitori sono impegnati a mettere sui social network foto sorridenti di genitori che si occupano dei logo figli (premetto che non uso e non ho mai usato un social network di alcun tipo). E’ una questione di dignita’. Ogni diritto si conquista con un sforzo. E’ come per le donne (o gli uomini) che chiedono le quote di genere senza aver mai lavorato o senza aver mai fatto lo sforzo o le acrobazie necessarie a conciliare lavoro e famiglia.
    Ha dei costi pretendere sempre piu’ diritti delegando lo sforzo? Alcuni sostengono di no, che si puo fare e che non avra’ conseguenze per la societa’. Non credo si a cosi’. Ha innanzitutto conseguenza per la dignita’ e l’atuostima delle persone e soprattutto per quella delle donne. Ma ha anche conseguenze per la societa’. Si veda il libro di Putnam intitolato “Our kids” dove si spiega che la mancanza di prospettive, di creativita’ e di propulsione sta caratterizzando le nuove generazioni e che in sintesi tutto questo deriva dal fatto che i figli non hanno visto i loro genitori fare lo sforzo di prendersi cura di loro, di costruire e di immaginare il futuro. Si desidera delegare tutto a un remote control, anche le speranze.

  • […] Un appello contro la pratica dell’utero in affitto. La richiesta all’Europa di metterla al bando. Il desiderio di rompere quello che viene definito «un silenzio conformista su qualcosa che ci riguarda da vicino». A promuoverlo sono le donne di Senonoraquando libere. A firmare, un mondo vasto che va dal cinema alla letteratura, dal campo universitario a quello delle associazioni per i diritti… Sotto un testo che recita: «Noi rifiutiamo di considerare la “maternità surrogata” un atto di libertà o di amore. In Italia è vietata, ma nel mondo in cui viviamo l’altrove è qui: “committenti” italiani possono trovare in altri Paesi una donna che “porti” un figlio per loro. Non possiamo accettare, solo perché la tecnica lo rende possibile, e in nome di presunti diritti individuali, che le donne tornino a essere oggetti a disposizione»… Dice la regista Cristina Comencini: «Una madre non è un forno. Abbiamo sempre detto che il rapporto tra il bambino e la mamma è una relazione che si crea. Concepire che il diritto di avere un figlio possa portarti all’uso del corpo di donne che spesso non hanno i mezzi, che per questo vendono i loro bambini, riconduce la donna e la maternità a un rapporto non culturale, non profondo». Repubblica, 4 dicembre 2015 Per leggere l’appello clicca qui! […]

  • Non condivido.
    Non esisterà un diritto ad essere genitori, ma non vedo perché, per alcuni, debba esistere un divieto (legale) di esserlo. Il problema non è la liceità o approvabilità del desiderio di un figlio, il problema è l'(eventuale) sfruttamento o mercificazione di un altro soggetto; questo è quello su cui intervenire (“a valle”, ai miei tempi si sarebbe detto) non vietando “a monte”. Ea attenzione, che se si vieta la maternità surrogata in nome di valutazioni pretesamente etiche sulla meritevolezza del desiderio (ho letto qualcosa del tipo “deve trovare in se diverse ragioni per viviere”: ma chi sei mai per insegnarmi come si sta al mondo?) il passo verso il vietare la fecondazione assistita eterologa, poi quella omologa, poi l’interruzione di gravidanza senza il parere vincolante del padre, poi le disposizioni di fine vita, e via così, è molto breve. desiderio

    • le valutazioni non sono pretesamente etiche , le valutazioni sono ETICHE , secondo quella che è un’etica universale e non un ‘etica piegata all’individuo . L’utero non è un rene che si decide di donare , e il desiderio di maternità e di paternità , quello reale e non quello subordinato alle richieste di una società familistica , lo si può realizzare per altre vie . Si sta al mondo prima di tutto rispettandosi , se stessi e gli altri .

      • Ribadisco di non essere d’accordo. Ribadisco che il problema è lo sfruttamento, la scelta non libera ma dipendente da necessità economica. In alcuni paesi la maternità surrogata non prevede compensi ma solo rimborso delle spese, proprio per evitare che vi si prestino persone per fini di lucro. È un modo semplice ma efficace di combattere le derive da stroncare.
        Per il resto, credo che nessuno debba imporre la propria idea di etica, proprio perché si deve rispettare la scelta altrui, soprattutto se non Si hanno gli stessi segni sulla propria pelle

  • Il parlamento Ue ha votato no alla pratica di sfruttamento riproduttivo , ritenuta compromettente per la dignità umana della donna .

  • E’ sempre la solita storia del pastore: maschi ( e coppie) ricchi e senza scrupoli che comprano donne povere. Un tempo il padrone per ottenere un erede dai propri sacri lombi violentava o comprava il silenzio di una schiava: nulla è cambiato, ora non c’è nemmeno più il bisogno di violentare fisicamente, ci pensa la medicina…
    Protestare chiedendo l’ adozione di orfani anche da parte delle coppie di fatto omo o etero che siano? Giammai, si vogliono i “propri geni”, vuoi mettere…
    Torniamo indietro di secoli: schiavi di colore senza diritti nelle campagne e nelle case (ovviamente in nome dell’ etica dell’ accoglienza) e l’ appartenenza genetica come unico interesse di paternità/maternità. Di fatto il dominio dell’ uomo sull’ uomo che speravamo l’ Illuminismo avesse cancellato per sempre.
    Ovviamente il tutto mascherato da “etica”, “diritti”, e “sinistra”. Ovvio… Siamo tanto buoni, noi …

  • Dispiace veramente che il mondo laico abbia lasciato questa battaglia nelle mani dei cattolici che, ovviamente, la faranno fruttare depotenziando, grazie all’ intestardirsi sulla maternità surrogata a pagamento, quei diritti civili che tutte – sottolineo tutte – le coppie di fatto aspettano da decenni.
    Le minoranze non hanno “sempre ragione” e non perseguono neppure sempre “fini etici”. Per accontentare poche coppie abbienti, evidentemente politicamente potenti ( oppure, più prosaicamentte, per far finire come al solito tutto a tarallucci e vino) un ulteriore tassello rischia di aggiungersi al fantasma postmoderno che da anni ormai si aggira per l’ Europa: lo schiavismo in nuove (“etiche”!) forme.

    Purtroppo i problemi più impellenti di tutte le coppie di fatto – dal riconoscimento dello status di coppia, alla cura del partner, alla reversibilità della pensione, al diritto alla successione ereditaria, ecc… – sono state messe in un angolo e si parla solo di stepchild adoption da parte di coppie gay, argomento controverso al quale la maggioranza del Paese è contraria ( e questo ben si sa…), servito come al solito su un piatto d’ argento ai clericali a cui non sembra vero cavalcarlo.
    Io non so se i “laici” ci sono o ci fanno, ma lo scopo di portare l’ acqua con le orecchie ai clericali mi pare ormai evidente. E non solo riguardo questo punto, purtroppo…

  • […] Troppa malizia nel pensare questo? Forse, o forse no. Voglio essere chiaro: questo ddl non afferma la pratica della maternità surrogata, né dell’utero in affitto. Ma è solo all’apparenza innocente, in quanto rischia di divenire uno strumento per chi, senza scrupoli, può sfruttarlo. Il pericolo è veramente dietro l’angolo, non lasciamoci guidare dalle ideologie. E finalmente anche le femministe si svegliano. No all’utero in affitto. […]

  • […] Ora si muove qualcosa anche in Italia: viene pubblicato un appello al quale viene dato ampio rilievo addirittura sul quotidiano la Repubblica. Ad oggi (5 dicembre) sono 200 i firmatari, rappresentanti autorevoli del mondo della politica, del giornalismo, della letteratura, dell’università, delle associazioni per i diritti ma anche del cinema e della televisione. Si chiede all’Europa di mettere al bando la pratica dell’utero in affitto. L’intento è quello di rompere quello che viene definito «un silenzio conformista su qualcosa che ci riguarda da vicino». (Clicca qui per vedere l’appello) […]

  • A favore della dignità della donna, mai strumentalizzabile nel suo essere madre, e della dignità di ogni bambino che viene al mondo ad avere un papà e una mamma. Contrario ad ogni tipo di manipolazione della famiglia uomo-donna-figli.

  • Non vedo proprio cosa possa essere sbagliato nell’utero in affitto, se chi lo pratica vuole tale operazione. Questa non è affatto democrazia, siccome vieta le libere scelta di una persona di autodeterminarsi. E’ logico pensare ciò. Difatti, gli estremismi sessisti come il maschilismo ed il femminismo sono sempre stati nemici della democrazia e libertà.

    • Infatti il mondo è pieno di persone ricche e potenti che ” liberamente scelgono” di ammazzarsi di fatica nei campi per poche lire schiave del caporalato, mendicare davanti ai negozi, prostituirsi per le strade sotto ricatto e “donare” a pagamento un organo ad un perfetto sconosciuto.
      Almeno smettiamola con l’ ipocrisia e abbiamo il coraggio di ammettere a viso aperto che le persone ricche – e quindi potenti – possono permettersi tutto. Anche, nuovamente, ridurre i propri simili in schiavitù, l’ ultima forma del dominio dell’ uomo sull’ uomo. E il corpo della donna, nei secoli, è sempre stata la preda più ambita.
      Povero Rousseau.
      E nessuno chiede l’ adozione di orfani ( nulla da eccepire, per quanto mi riguarda, in questo caso) ma il frutto dei propri “sacri lombi”!
      Stiamo tornando indietro di secoli: grazie, “sinistra”!.

      Mi dispiace, proprio mi dispiace, che questa battaglia per il più fondamentale dei diritti (non vendere il proprio corpo) sia lasciato nelle mani dei clericali. Ancora una volta la forza delle etichette ha funzionato ed il cervello – ed il coraggio di essere autonomamente pensanti – è stato messo a riposo.. Succede sempre più spesso.e le conseguenze sono devastanti.

  • Mio marito ed io siamo contrari a queste manipolazioni. È diritto della donna e del suo coniuge decidere sulla propria maternità, non è eticamente accettabile ottenerla da altra persona sfruttata per lo scopo.

  • La maternità surrogata è un abominio , però anche la vendita di sperma con conseguente “produzione” di un essere umano che non saprà mai chi è il padre è, per quanto mi riguarda, una pratica lesiva del diritto del minore ad avere un padre e una madre o, quanto meno, a conoscere le proprie origini.

  • Questa pratica barbara che riduce donne indigenti in schiavitù e che strappa un bambino dalla propria madre a pochi momenti dalla nascita, credo che non possiamo permettere che uomini usino altri uomini come oggetti per soddisfare i propri desideri, per di più se ad essere usate sono donne povere e spesso sottomesse. Penso a questi poveri bambini che non vedranno mai più la loro vera madre, penso alle madri che non vedranno più i loro figli, penso a quanti delinquenti senza scrupoli (i nuovi negrieri) si arricchiscono su queste vite disgraziate.

  • E’ giusto fare qualcosa tutti insieme contro il “pensiero unico” che dà per scontate queste pratiche di mercanteggiamento della maternità. Non può esistere alcun diritto sull’adozione, né tanto meno sulla procreazione pasticciata di bambini; si tratta di un principio che vale, naturalmente, anche per le coppie etero. Se non si vince questa battaglia, è segno che noi occidentali siamo arrivati veramente al capolinea. Altro che progresso…

  • Il taglio del cordone ombelicale non significa disponibilità di una merce: non solo biologico, e non ancora sociale, il feto vive non soltanto dell’utero, ma del cervello della madre, e entra nel mondo da questa relazione, dono per l’umanità che non può essere oggetto di scambio mercantile.

  • sono contraria a questo tipo di manipolazioni.Se non si riesce con la fecondazione assistita,ma sempre fatta ai coniugi,c’é sempre l’adozione,tanti piccoli aspettano solo che qualcuno possa dargi un po’ d’amore,alla fine i figli sono quelli che uno si cresce.

  • Già da tempo ci sono agenzie che offrono “pacchetti” per tutte le tasche ( sempre tasche abbienti, ovvio…)

    Non riesco a capacitarmi che sia la sinistra ad appoggiare un tale mercato. E con una foga mai vista quando si è trattato di proteggere il diritto al lavoro dignitosamente normato, alla salute, alla scuola pubblica, alla laicità dello stato, ecc… nei confronti dei quali ha offerto solo silenzio o timido abbaiare alla luna in ordine sparso permettendo nei fatti al governo Renzi di tutto e di più.
    Il mondo alla rovescia e da tempo ormai, purtroppo…

  • Sono contraria ad ogni tipo di sfruttamento della persona. Ogni persona ha diritto di vivere in piena libertà. No alla schiavitù.

  • Bisogna spiegare bene cos’è la gpa Molte sono ferme alla sorella che presta l utero alla sua consanguinea Riguarda invece il riprendersi la maternità con nuovi concetti,valorizzandola e facendoci valere,cioè ottenendo il riconoscimento del valore produttivo e sociale del fare e allevate i figli (fare un figlio è un master) Invece molte,area sinistra,i dicono: ma non è una libertà affittarsi l utero e vendersi il neonato? NO NON LO È! Sembra l argomentazione reazionaria che usavano contro la senatrice Merlin e la sinistra (di allora,veri valori) contro la chiusura dei bordelli di Stato : ” ma se vogliono prostituirsi quelle donne ,non lo possono fare?” Anche lì il giro d affari era grande e alle donne arrivava ben poco a Merlin non restava che leggere le lettere che le giungevano dalle schiave : “obbligo di ricevete più di cento uomini al giorno per poche lire e il mantenimento,e quando sfioriro’ che sarà di me?” Ugualmente con la gpa si sentono le seguenti testimonianze:”Imbottita di ormoni,devo firmare un contratto che mi vincola x sempre al silenzio, il compenso è minimo ( non volevo ma lui mi ha lasciata con un bambino e non so come fare),devo stare alle indicazioni su tutto: cibo, movimento, orari,ecc,sono in balia di staff di medici e affaristi, sono impegnata ad abortire qualora l eco riveli un sesso diverso da quello richiesto,e a riprovare più avanti, se ho 2 gemelle e il compratore ne vuole una ,dell altra la sorte è pessima, la data del parto indotto o cesareo è decisa dal compratore secondo i suoi impegni ma anche l oroscopo!, Ulna donna ha detto che quando è stata portata in clinica x il parto indotto il tal giorno alla tal ora,i 2 gay sembravano isterici,non le hanno lasciato pace né intimità e non l han fatta dormire x 2 giorni La bambina nata le è stata subito sottratta Quando,in seguito, conoscendo i nomi dei compratori ha reclamato la bambina,questi l han trascinata in tribunale, dove giudici gay dichiarati l hanno fatta sottoporre a otto tentativi di perizia psichiatrica x farla internare,senza riuscire La sua vita è distrutta,non può vedere la bambina ma deve versare una congrua cifra mensile di mantenimento, i due gay si sono rivelati alcolisti e incapaci nel tempo !DIFFONDETE NOTIZIE E DOCUMENTI PLEASE!Alessandra ( grazie del vs lavoro)

  • ..Condivido a caratteri cubitali il “NO ALL’UTERO IN AFFITTO”, un simile atto oltre a speculare sulla poverta di giovani donne è innaturale-

  • una forma inaccettabile di neocolonialismo lesivo della dignità della donna e destinato a compromettere probabilmente in maniera irreparabile l’equilibrio psichico di quelle che sono, in ogni caso, le prime vittime di questa mercificazione: i bambini.

  • Caro Vendola , l’utero in affitto non è emancipazione ma la peggiore forma di mercificazione del corpo femminile

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