Interviste Utero in affitto

TERESA FORCADES: un bimbo non è uno strumento del desiderio

Ph. Giorgio Scarfì
Roberta Trucco
Scritto da

 

La pratica dell’utero in affitto rientra in una visione del mondo che considera che ogni cosa possa diventare mercanzia, anche un bambino. Io sono profondamente contraria a questo sistema. Oggi si sta privatizzando qualsiasi servizio: educazione, sanità, scuola; temi che corrispondono ai bisogni degli esseri umani e hanno a che vedere con ciò che siamo. Negli ultimi anni ci stiamo abituando al fatto che questi temi sono compatibili con il business.

 

Teresa Forcades è una monaca benedettina di origine catalana, laureata e dottorata in medicina e teologia, con una specializzazione in medicina interna conseguita a N.Y e un master in teologia alla Harvard University. Ha fondato insieme ad Arcadio Olivares, un economista catalano, il movimento politico Process costituent in Catalunya. La sua popolarità si è imposta  quando ha pubblicato un libro sui crimini delle case farmaceutiche e quando ha iniziato a prendere posizioni in controtendenza con il pensiero dominante, sia all’interno della istituzione chiesa, sia nel dibattito politico contemporaneo. La scorsa estate è stato pubblicato il suo libro “La teologia femminista nella storia”. Convinta che la prospettiva femminista sia una delle vie più autentiche per interpretare la  trasformazione epocale che stiamo vivendo, abbiamo aperto con lei un dialogo su uno dei temi che più riguarda questa trasformazione: la maternità surrogata.

 

Teresa, hai aderito da subito all’appello di Se non ora quando – Libere, perché?

La pratica dell’utero in affitto rientra in una visione del mondo che considera che ogni cosa possa diventare mercanzia, anche un bambino. Io sono profondamente contraria a questo sistema. Oggi si sta privatizzando qualsiasi servizio: educazione, sanità, scuola; temi che corrispondono ai bisogni degli esseri umani e hanno a che vedere con ciò che siamo. Negli ultimi anni ci stiamo abituando al fatto che questi temi sono compatibili con il business. Viviamo in un mondo  in cui ci sono persone che hanno estremo bisogno di soldi e persone che ne hanno in estrema abbondanza. In questo contesto è molto importante avere un chiaro e profondo dibattito sul tema dell’utero in affitto. Dobbiamo essere consapevoli del tipo di  pressione che esercitiamo su donne che non hanno soldi e non hanno altro modo per guadagnarli perché è così che si creano le condizioni per la prostituzione. Questa non si chiama libera volontà, ma  necessità.

In Canada però la surrogazione si può fare gratuitamente, cioè una donna non si fa pagare…

Da un punto di vista teorico, se una persona adulta dà il consenso a fare qualcosa che riguarda solo la sua persona, credo sia giusto rispettare la sua libertà di scelta. Ma se si rende legale  il fatto di disporre del proprio corpo, si deve anche chiarire il limite. In verità, tra una madre e il suo bambino c’è uno spazio del quale nessuno può disporre. Io credo che la relazione del feto con la madre sia ciò che struttura la base della psiche del bambino; da lì parte  la capacità di comprendere l’ intimità e di sviluppare  la comprensione di ciò che  siamo come  essere umani. L’essere umano non è una cellula che si sviluppa e poi si apre alla relazione; dal primo giorno del concepimento la relazione intrauterina governa lo sviluppo del bambino/a. Da subito si crea un essere unico e irripetibile che si forma perché in relazione. La vita non è concepibile senza relazione. L’ essere è “comunione” e questa idea, naturalmente,  è frutto della mia fede e del mio intendere la vita e la posso argomentare  attraverso la religione cristiana ma la posso anche argomentare  da un punto di vista  psicologico e anche in termini medici. Dal punto di vista medico la relazione madre figlio/a ha a che vedere con lo sviluppo del feto fin dal primo concepimento. Ad esempio: la voce della madre trasmette delle vibrazioni attraverso il suo corpo e queste vibrazioni sono uniche per ogni madre. Il suono prodotto dalla voce corrisponde alla produzione di ormoni che passeranno al feto. Se la voce della madre è stanca o depressa o spaventata si produrrà adrenalina, quando la madre è felice e rilassata le vibrazioni interne produrranno ormoni benefici, endorfine. Il feto riceve i suoni grazie alle vibrazioni dell’utero e del liquido amniotico e li riceve all’interno del suo corpo che poi un giorno riconoscerà come limite al suo corpo: quindi riceve da fuori qualcosa che sente dentro e dunque ecco che da subito si sta creando lo spazio della comunicazione, lo spazio dello sviluppo e questo è lo spazio di cui non possiamo disporre. Non si può prendere questo spazio e disporne a priori, cioè stabilire che questo spazio dopo i nove mesi viene troncato definitivamente. Molti bambini vivono questa discontinuità perché la madre muore, li abbandona o li rifiuta. Ma questa  è un’eventualità della vita e non viene pianificata; non si può deliberatamente a priori scegliere questa discontinuità.
Dunque la prima cosa è vietare la speculazione economica sul corpo delle donne, ma anche se la donna è completamente libera di scegliere e non subisce pressioni, libera da qualsiasi forma di mercanzia, non credo sia giusto che una società, uno stato, una legge si accordi per disporre di ciò di cui non si può disporre.

Molti chiamano la pratica della surrogazione “gestazione per altri”, tu cosa pensi al riguardo?

Chiamarla GPA è una strumentalizzazione;  significa indurre con le parole a pensare al concetto di surrogazione come a una cosa buona. Faccio un esempio: non si può fare del bambino un donatore per un altro bambino, è proibito perché è usare un essere umano – magari per una bellissima cosa – ma l’essere umano non può essere usato. L’essere umano si autodetermina e quando non lo può ancora fare totalmente perché è un bambino si deve rispettare questa sua condizione. Non si può disporre del suo corpo e del suo essere a nostro piacimento; è necessario rispettare fino in fondo questa condizione di formazione della sua autodeterminazione.

Ma allora per l’aborto come la mettiamo?

Penso che una donna abbia il limite della scelta di abortire entro i 5 mesi.  Non si può abortire al sesto mese infatti. Prima dei cinque mesi non ci sono possibilità di sopravvivenza per il bambino e credo che non si possa forzare una donna a portare a termine la gravidanza. Non si può salvare la vita del feto senza mettere sotto accusa i diritti della madre. Dunque solo nel caso dell’aborto c’è il problema  di scegliere per il feto, è vero. Allora è necessario chiedersi se vogliamo che uno Stato forzi una donna a scegliere per il bambino. In questo caso, solo in questo caso, io propendo per la madre. Io credo che non si possano strumentalizzare le persone: non si può fare della madre uno strumento per la vita del bambino ma allo stesso tempo, e questo vale per la pratica della surrogazione, non si può neanche fare del bambino uno strumento del desiderio.

Chi ha scritto questo post

Roberta Trucco

Roberta Trucco

Classe 1966, genovese doc (nel senso di cittadina innamorata della sua città), felicemente sposata e madre di quattro figli. Laureata in lettere e filosofia. Da sempre ritengo che il lavoro di cura non si limiti all'ambito domestico, ma debba investire il discorso politico sulla città. Per questo sono impegnata in un percorso di ricerca personale e d’impegno civico, in particolare sui contributi delle donne e sui diritti di cittadinanza dei bambini. Amo l'arte, il cinema, il teatro e ogni tipo di lettura. Da alcuni anni dipingo con passione, totalmente autodidatta. Intendo contribuire alla svolta epocale che stiamo vivendo con la mia creatività unita a quelle delle altre straordinarie donne incontrate nella splendida piazza del 13 febbraio 2011 di Se non ora quando. Credente, definita dentro la comunità una simpatica eretica, e convinta "che niente succede per caso."

https://www.facebook.com/roberta.trucco.5/about
http://27esimaora.corriere.it/author/roberta-trucco/

1 Comment

  • Lei scrive una marea di sciocchezze.
    Siamo d’accordo che vada regolamentato, ma la povertà delle donne indiane non c’entra nulla con la GDA e lei non mi sembra preoccupata se quella donna dona un rene o un occhio… si rende conto che fare nascere una vita non è un reato ed è ben diverso che farsi estirpare un rene e un occhio vero?
    Quanto costa adottare un bambino in Italia o all’estero?
    Lei si ricorda delle vibrazione di Marte o di quelle dell’Utero Materno? e i bambini orfani di cui vi prendete esosamente cura impedendo che vengano adottati?
    Il mio vicino di casa, minorenne, ha donato il suo midollo spinale alla sorella, minorenne…
    Il feto (e non il bambino) a sei mesi non è praticamente mai vitale, tranne ovviamente in caso di miracoli…

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