NO ALL'UTERO IN AFFITTO

Perché SI alle Unioni e NO alla surrogata dall’Europa?

Francesca Marinaro
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E se la politica è arte combinatoria, chiedo alla Politica di avere un pensiero delle combinazioni possibili. Altri Paesi europei ci sono riusciti, anche l’Italia può e deve farcela.

 

Consapevole del suo patrimonio spirituale e morale, l’Unione europea si fonda sui valori indivisibili e universali di dignità umana, di libertà, di uguaglianza e di solidarietà. Essa pone la persona al centro della sua attenzione. La Carta dei diritti fondamentali, nel rispetto delle competenze e del principio di sussidiarietà, afferma la non discriminazione e il divieto di utilizzare il corpo umano per scopi di lucro.

Con la sua votazione, ancora una volta, il Parlamento europeo ha confermato che la trascrizione da parte degli Stati aderenti di questi valori comuni nel concreto della vita quotidiana delle persone fanno sorgere responsabilità e doveri nei confronti degli altri/delle altre come pure della comunità umana e delle generazioni future. Noi di Se non ora quando – Libere, in questi giorni di acceso dibattito attorno alla maternità surrogata, abbiamo misurato la tragica assenza di questo quadro comune di riferimento giuridico e culturale.

 

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Da “Le critiche all’appello e le nostre ragioni” di Francesca Izzo

 

Non voglio soffermarmi sulla persistente discrasia nazionale tra la richiesta di un’Europa politica e federale e l’atteggiamento istituzionale e culturale distratto verso l’ordinamento comunitario. Voglio però fare un richiamo alla responsabilità dell’uno per gli altri per giungere finalmente in Italia alla definizione di un quadro normativo sulle Unioni civili non lesivo della dignità umana delle donne.

Ph. Stefano Petroni, Palazzo della Mercanzia

Ph. Stefano Petroni,
Palazzo della Mercanzia

Le questioni connesse al tema come abbiamo visto sono complesse. Quel che a me sembra, con l’inevitabile arbitrio, è che i problemi si vanno raggruppando attorno a tre nodi: Istituto delle Unioni, Istituto della genitorialità, rispetto del divieto di ricorso alla surrogata o all’utero in affitto. Non possiamo lasciare che ciascuno di questi temi si presenti come dilemma separato o parallelo. Non possiamo lasciare che i principi costitutivi e di valore di ciascun termine entrino in rotta di collisione con quello dell’altro termine: ciascuna tematizzazione ha una sua ragione d’essere.

Se la politica è arte combinatoria, allora chiedo alla politica di avere un pensiero delle combinazioni possibili. Altri Paesi europei ci sono riusciti, anche l’Italia può e deve farcela.

 

Chi ha scritto questo post

Francesca Marinaro

Francesca Marinaro

Amo definirmi un’italo-belga; figlia di emigrati italiani in Belgio, negli anni ’60 ho studiato e vissuto a Bruxelles fino al 1991. L’impegno politico prima nel Pci e dopo nel Pd a sostegno dell’integrazione europea è stato per me il modo migliore per approfondire e portare a sintesi questa mia doppia appartenenza culturale. Sono stata particolarmente attiva nei movimenti europei a sostegno dei diritti delle immigrate e degli immigrati. Nella mia esperienza politica e istituzionale - parlamentare europea nel 1984 e senatrice nel 2008 - “l’Europa delle donne e delle persone” è sempre stato un terreno privilegiato d’impegno e di elaborazione. L’ho fatto e continuo a sostenerlo con lo spirito di chi vuole dare una mano, unendo quel che si può e si deve cercare d’unire per dare forma e consistenza a una società a dimensione di uomini e donne.

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