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RASSEGNA STAMPA 9 – 28 dicembre 2015

Maternità surrogata e violenza contro le donne: le sfide più importanti di quest’anno.

 

L’anno volge al termine ed è tempo di bilanci. Quelli del gruppo Se non ora quando – Libere si chiudono certamente con il segno positivo. Il 2015 è stato, infatti, l’anno della nascita di Cheliberta.it: uno spazio per riflettere sulla nostra idea di corpo, tempo e libertà e dal quale lanciare alla società, alla politica e alla cultura una nuova proposta: RIPRENDIAMOCI LA MATERNITÀ! Il primo grande impegno preso in questa direzione è stato il nostro appello contro la pratica dell’utero in affitto, lanciato lo scorso 4 dicembre dalle pagine del quotidiano Repubblica. Convinte da sempre che “nessun essere umano può essere ridotto a mezzo”, abbiamo inoltre aderito alla campagna internazionale #stopsurrogacynow. Abbiamo poi aperto, anche qui in Italia, un dibattito pubblico sulla maternità surrogata, in vista della nostra partecipazione alla manifestazione per richiederne il bando, indetta il prossimo 2 febbraio a Parigi. Al nostro appello sono seguiti una petizione, firmata da numerosi esponenti della società civile, e un importante segnale direttamente dal Parlamento europeo, che, riunito in assemblea plenaria, ha condannato la pratica dell’utero in affitto.

 

Le parole della presidente di ArciLesbica Milano: aderisco all’appello poichè risponde alla banalizzazione della surrogacy con l’affermazione della non commerciabilità dell’umano e con il rifiuto della riduzione delle donne a macchine riproduttrici sul mercato libero.

Cristina Gramolini: la mia adesione all’appello

 – Che libertà.it del 09/12/2015


Il video integrale del confronto andato in diretta streaming su Repubblica TV tra Francesca Izzo di Se non ora quando – Libere e Chiara Lalli esperta di bioetica.

Know How, opinioni a confronto su ”utero in affitto” – L’integrale

– RepublicaTv.it del 10/12/2015


Un’intervista bella e forte a Teresa Forcades, monaca benedettina, laureata e dottorata in medicina e teologia, convinta che la prospettiva femminista sia una delle vie più autentiche per interpretare la trasformazione epocale che stiamo vivendo. 

– Che libertà.it del 12/12/2015


Ritanna Armeni, giornalista, scrittrice, sempre di sinistra e sempre attenta all’universo femminile, non ci sta: aprire oggi un dibattito sulla maternità surrogata non significa affatto “voler affossare la legge sulle unioni civili, oppure essere contro gli omosessuali”.

RITANNA ARMENI: non si dona la relazione tra una donna e il bimbo che ha in grembo

– Che libertà.it del 16/12/2015


La nostra risposta all’articolo di Dacia Maraini, Cosa vuol dire desiderare un figlio nell’epoca della sterilità, apparso su La27esimaOra lo scorso 16 dicembre 2015:

Cara Dacia

– Che libertà.it del 17/12/2015


Il commento di Cristina Comencini dopo il pronunciamento europeo contro la maternità surrogata.

“Brava l’Europa, è una direttiva a favore delle madri”

– Repubblica.it del 18/12/2015


Silvia Costa, una delle nostre più note parlamentari europee, appena tornata da Strasburgo dove ha votato il suo no alla così detta maternità surrogata, spiega l’aspetto più importante dello stop arrivato dal parlamento europeo.

Per l’Europa è violazione dei diritti umani. L’intervista a Silvia Costa

– Che liberta.it del 19/12/2015


Per Aurelio Mancuso, presidente di Equality ed ex presidente di Arcigay, tra i firmatari dell’appello: “un uomo omosessuale, una coppia gay, hanno il dovere ancora più profondo di interrogarsi nel decidere deliberatamente sull’esclusione o la perifericità della madre”.

Il Corriere, all’indomani della discussione sulla maternità surrogata, “aperta dal documento di alcune femministe contro la pratica dell’utero in affitto”, cita Immanuel Kant, che già ai suoi tempi invitava ad agire «in modo da trattare l’umanità, nella tua come nell’altrui persona, sempre come fine mai come mezzo».

Oltre la scienza: l’ideologia dei nuovi diritti e il concetto di limite

– Corriere.it del 24/12/2015


Appelli, ripensamenti e contrappelli: riparte il dibattito sull’utero in affitto. Sullo sfondo lo spettro della cancellazione di un ruolo. Un articolo dettagliato che mette in fila i punti del dibattito, aspettando Parigi.

– IlFoglio.it del 26/12/2015


 

Dal nostro sito, dove abbiamo raccontato anche chi siamo e da dove veniamo, abbiamo poi continuato a vigilare sulla difficile battaglia, iniziata nel 2012 con la campagna Mai più complici, contro i femminicidi e la violenza sulle donne. Consapevoli del ruolo fondamentale che lo Stato e le sue istituzioni devono ricoprire nella difesa di coloro che sono vittime di violenza, abbiamo registrato con soddisfazione la Giornata Mai più complici organizzata a La Sapienza, la più grande istituzione formativa del paese. E abbiamo, infine, sostenuto con fermezza l’introduzione nella Legge di Stabilità, avvenuta nei giorni scorsi, del c.d. Codice Rosa: un percorso di tutela e protezione per donne vittime di violenza sessuale, maltrattamenti, stalking, di cui trovate notizia nei link che seguono. 

 

Perchè sarebbe stato grave se, nella Legge di stabilità in discussione nei giorni scorsi alla Camera, non fosse passato l’emendamento in sostegno di Codice Rosa.

Codice rosa: se non andiamo avanti, torniamo indietro

– Che liberta.it del 09/12/2015


La risposta alle falsità, al limite della diffamazione, raccontate nei giorni della sua discussione alla Camera, a proposito di Codice Rosa: una procedura che “finalmente impegna nella difesa delle persone vulnerabili le strutture dello Stato che non può più girare la testa altrove dinanzi alla violenza consumata dentro le mura domestiche”.

La verità su Codice Rosa

– Che liberta.it del 14/12/2015


Medici, poliziotti, assistenti sociali, carabinieri, psicologi a disposizione delle donne violentate e maltrattate all’interno di un percorso protetto, dedicato. Ma alle donne che contestano questo emendamento non va bene. Perchè?
Denuncia libera e percorsi di protezione . Perché non volete il Codice rosa?

– la27esimaOra.it del 18/12/2015


 Accedere a un percorso di assistenza riservato per la violenza sulle donne non è una pratica di paternalismo statale. Al contrario, la legge più aiutare chi è più debole

Care femministe, ecco perché diciamo sì al Codice Rosa nei pronto soccorso

– l’Unità.it del 28/12/2015 


Nonostante le novità e il rinnovamento del nostro impegno, il 2015 è stato anche e soprattutto un anno difficile. Basti pensare ai fatti di Parigi e alla scomparsa di Valeria Solesin, la ragazza italiana divenuta simbolo della tragedia del 13 novembre.

È per questo che, oltre ai nostri più sentiti ringraziamenti, vogliamo recapitare a chi ci è vicino e segue le nostra attività, un augurio speciale per un nuovo anno di Libertà e soprattutto di Pace.

Chi ha scritto questo post

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Siamo donne diverse per età, vita professionale e storie politiche. Molte di noi hanno fondato il grande movimento nato il 13 febbraio 2011 da un appello che si concludeva con le parole Se Non Ora Quando? Che libertà è il luogo dal quale lanciare alla società, alla politica e alla cultura la nostra nuova proposta: RIPRENDIAMOCI LA MATERNITÀ!

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