NO ALL'UTERO IN AFFITTO

Un’altra libertà è possibile. Risposta a Michela Murgia

Gustav Virgeland Mother
Francesca Izzo
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Se nel caso dell’aborto, la gravidanza si separa dalla maternità perché ne è negato in punto di principio il compimento, nel caso dell’utero in affitto, il compimento del processo, cioè l’unità di gravidanza-maternità- neonato, è il suo tratto distintivo, anzi  è il vero “oggetto del desiderio”. Scomporlo non salva mica la libertà delle donne, tutt’altro…

 

Francesca Izzo risponde a Michela Murgia:

Nel chiedere a Michela Murgia di firmare il nostro appello pensavamo che, come era accaduto in altre circostanze, ci fosse un comune sentire, anche riguardo la pratica dell’utero in affitto. I suoi lunghi post su Facebook dedicati a criticare, con qualche retro pensiero di troppo, il nostro appello mostrano che ci eravamo sbagliate. Un errore di giudizio di cui dar conto perché fa capire che sono maturati tra le donne modi differenti di intendere e di coniugare la libertà femminile.

Schermata 2016-01-08 alle 13.46.07È molto sintomatico in effetti che Murgia ricorra all’esperienza dell’aborto e alla libertà di scelta conquistata in quella battaglia, usandole come modello per affrontare una questione completamente diversa, dove in gioco c’è la maternità, ovvero che cosa vogliamo che sia la maternità in un mondo, in un’epoca in cui le donne sono libere di sceglierla e la tecnica è in grado di spezzare i vincoli naturali.

Se nel caso dell’aborto, la gravidanza si separa dalla maternità perché ne è negato in punto di principio il compimento, nel caso dell’utero in affitto, il compimento del processo, cioè l’unità di gravidanza-maternità- neonato, è il suo tratto distintivo, anzi  è il vero “oggetto del desiderio”. Scomporlo non salva mica la libertà delle donne, tutt’altro, spoglia solo di senso la gravidanza, ne fa un processo puramente fisico, naturale (animale?) che può essere alienato senza troppi problemi salvo poi, come la stessa Murgia fa in un post successivo, ammettere che “la donna gestante ci mette il sangue, il tempo, il sonno, il sentimento…”, insomma ci mette se stessa. Perché il corpo non è una cosa.

Trapela da  questi post la difficoltà ad uscire da una visione stereotipata di libertà femminile, quella negativa fissata dall’aborto e quella dell’io proprietario che dispone di sé come di un oggetto. Eppure, un’altra libertà è possibile…

Chi ha scritto questo post

Francesca Izzo

Francesca Izzo

Vivo a Roma ma sono originaria di un piccolo paese del casertano. Sono sposata con un figlio. Ho insegnato fino a qualche anno fa Storia delle dottrine politiche all'università l'Orientale di Napoli. Ho fatto parte dell'associazione di donne DiNuovo, e sono tra le fondatrici del movimento Se non ora quando. Dalla ormai lontana giovinezza partecipo a gruppi, movimenti, coordinamenti di donne e ne scrivo. Penso che la sfida più grande alla cultura e alla politica sia realizzare un mondo a misura delle donne e degli uomini, a misura dei due sessi. Dopo l'intensa esperienza del movimento Se non ora quando? sono persuasa che questo sia il tempo di rendere popolari le idee legate alla libertà femminile e quindi ho deciso con le altre di Libere di dar vita al sito Che Libertà.

2 Comments

  • la murgia ha interiorizzato il modello di maternità maschilista che da sempre serve per denigrare e degradare questo miracoloso processo che avviene nella donna… quando le donne capiranno che da sempre gli uomini, invidiosi di una cosa che li esclude, aiutati da una religione che mortifica la natura femminile in tutte le sue manifestazioni, hanno dato come vincenti e ‘superiori’ le loro ..prerogative ..la guerra e il lavoro.. ed hanno plasmato e basato la nostra società solo su queste prerogative .. non c’è posto per i tempi di una gravidanza serena e per i ritmi della crescita di un neonato…non c’è rispetto…
    come femminista femmina , fermo restando che uno stato laico deve prevedere e rendere accessibile l’interruzione di gravidanza , vorrei che si smettesse praticare l’autodeterminazione solo per decidere di abortire…. meglio praticarla ‘prima’ quando non sei tutelata dalla pillola e puoi dire NO!! al partner che vuole avere rapporti senza protezione!! i maschi contano sull’aborto più delle donne …. a questo punto anche l’aborto più che libertà di scelta è l’ennesima vittoria del !!

  • Per quanto riguarda la libertà di abortire ritengo che la donna sia libera di decidere per sé. Naturalmente ciò deve essere tutelato da uno stato laico e non da uno stato che subisce le ingerenze religiose di qualunque chiesa .Invece la mia opinione sull’utero in affitto è che esso è uno schifoso mercinomio dettato esclusivamente da leggi di mercato ,leggi che per anni le stesse donne hanno subito. Si capisce che tale “conquista” altro non è che un nuovo “articolo” dell’imperialismo capitalista. Senza contare che sotto una patina di ipocrita candore umano si nasconde la realtà di poche persone che possono permettersi di spendere tanti soldi.E chiaro inoltre che chi cerca un utero da affittare possibilmente lo fa tra mamme bionde e con gli occhi azzurri non certo tra delle poverette africane.Devo dire che chi mi ha ispirato queste righe è Diego Fusaro che ritengo una persona che con le sue parole scuarcia la nebbia di monopensieri che regnano su questi argomenti. Comunque questo è solo il mio pensiero.Sara il futuro è i nostri posteri che ci giudichernano.

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