DONNE&ECONOMIA

Buone notizie dal mercato del lavoro (anche per le donne)

Antonella Crescenzi

istatSecondo i dati Istat pubblicati il 7 gennaio, Il tasso di disoccupazione a novembre 2015 si colloca all’11,3%, il valore più basso degli ultimi 3 anni. Le persone in cerca di occupazione sono 2.871.000 , in calo di 48.000 unità su ottobre e di 479.000 unità su novembre 2014.

Il tasso di disoccupazione diminuisce quando aumenta l’occupazione ma anche quando si riduce l’offerta di lavoro. Nel primo caso, l’andamento riflette un’economia che tira; nel secondo, un’economia in crisi che scoraggia le persone dal presentarsi sul mercato del lavoro. Ebbene, il dato di novembre 2015 è positivo proprio perché è frutto di un aumento significativo degli occupati, cresciuti di 36.000 unità su ottobre (+0,2%) e di 206.000 su novembre 2014 (+0,9%). Complessivamente gli occupati hanno raggiunto quota 22.480.000.

Un altro segnale confortante è che i dipendenti a tempo indeterminato sono cresciuti a distanza di un anno più di quelli a termine, con un conseguente ampliamento della parte più stabile del mercato del lavoro. Anche dal punto di vista della segmentazione per età del mercato del lavoro si osservano miglioramenti: la disoccupazione giovanile è diminuita, fermandosi al 38,1%, 1,2 punti in meno rispetto a ottobre e addirittura 4,9 punti percentuali in meno rispetto a novembre 2014.

Infine, dal punto di vista di genere, il tasso di disoccupazione femminile si è ridotto tra novembre 2015 e novembre 2014 di oltre 2 punti, scendendo al 12%, non lontana ormai dal livello di quella maschile, scesa in misura inferiore e pari all’11,8%.

Chi ha scritto questo post

Antonella Crescenzi

Antonella Crescenzi

Economista, sono stata dirigente del Ministero dell'Economia e delle Finanze e della Presidenza del Consiglio dei Ministri; ho curato l'analisi dell'economia italiana, le politiche europee, le tematiche del lavoro e di genere. Ho pubblicato vari scritti su tali aspetti e sulla crisi economica mondiale. Sono sposata da 35 anni e ho un figlio musicista. Vivo a Roma. Non sono mai stata iscritta a partiti, sindacati e associazioni ma ho sempre avuto a cuore la questione femminile. Partecipando a Se non ora quando, prima, e a Libere, dopo, ho creduto di fare la cosa giusta per favorire un cambiamento non più rinviabile della nostra società.

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