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Germania: casa e lavoro, il vice Cancelliere concilia

Ph. Christliches Medienmagazin pro (Flickr)
Ilaria Ravarino
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Lo scrivono Spiegel, Die Welt, Berliner Morgenpost. E poi il fatto rimbalza sui siti e approda sui social, diventando – anche in Germania – una piccola notizia: “Nei prossimi giorni starò più spesso a casa. Mia moglie non sopporta all’infinito il fatto che quando abbiamo qualche problema in famiglia io le risponda di avere cose molto importanti da fare”. A dirlo è un politico dell’SPD, Sigmar Gabriel, alle prese con un “problema familiare” piuttosto comune: la figlia di quattro anni si è ammalata e qualcuno deve rimanere a casa con lei. Niente di grave, per carità: il virus della scarlattina è fastidioso e contagioso, ma l’antibiotico lo debella nel giro di qualche giorno.

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E però: chi si prende cura della bimba mentre la malattia fa il suo corso? “Mia moglie deve tenere aperto lo studio dentistico per cui lavora”, ha tagliato corto Sigmar Gabriel, prendendosi un congedo di qualche giorno dalla politica. E dire che il suo è un lavoro importante per davvero, visto che la carica che ricopre è di quelle pesanti: vice Cancelliere e ministro dell’Economia e delle Politiche energetiche. Fare il papà, tuttavia, è una responsabilità che ritiene altrettanto essenziale. E così fino a metà settimana sarà lui a restare a casa, mentre nei giorni successivi la coppia ricorrerà all’aiuto dei nonni.

baby-22194_640Già nel 2012 il politico aveva catturato l’attenzione dei media annunciando di voler prendere il congedo parentale per seguire la bambina appena nata, e “consentire a mia moglie il rientro nella professione”. Fuori dai palazzi del potere per un paio di mesi, ha continuato a lavorare da casa twittando tra un pannolino e l’altro considerazioni sulla politica internazionale. Un bell’esempio di conciliazione: peccato solo che sia una notizia, e non la norma.

Chi ha scritto questo post

Ilaria Ravarino

Ilaria Ravarino

Sono una giornalista e scrivo dalla Germania di cultura, costume e tecnologia per le testate Gioia, Il Messaggero, Leggo e Otto e 1/2. Con la rubrica "Iogiocodasola", sulle pagine di Rolling Stone, ho raccontato per un paio d'anni il mondo dei videogiochi da una prospettiva femminile: più che divertente, è stata un'esperienza illuminante. Videogiocatrice, femminista, appassionata di letteratura cyberpunk e orgogliosamente nerd, vivo a Berlino da quando è nato mio figlio. Sono tra le fondatrici del movimento Se non ora quando?

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