RIPRENDIAMOCI LA MATERNITÀ

Maternità e libertà delle donne

Cristina Comencini
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Dobbiamo cominciare a pensarci libere di essere madri, a porre la questione della nostra libertà non come negazione del nostro corpo, delle nostre potenzialità, della nostra storia, della nostra differenza…

 

02_1978_separatismo-via-obbligata-al-femminismo_F1Una delle rivoluzioni più importanti della modernità, avvenuta meno di una sessantina di anni fa, dovuta al pensiero e all’azione politica delle donne, e anche alla scienza, è stata quella di fare diventare la maternità una scelta: finalmente si poteva essere libere di non essere madri. Questa tappa è una pietra miliare della Storia.

Le donne hanno prima posto il problema dal lato della sua negazione.

In questi sessant’anni abbiamo chiesto servizi, aiuti, per una maternità sempre più rara e difficile, quasi clandestina, come se la questione riguardasse ancora solo noi. Abbiamo pensato la nostra possibilità di procreare come un problema, una fragilità, un’inefficienza da nascondere sul lavoro, da minimizzare mostrandoci forti subito dopo avere partorito: libere e leggere come gli uomini che non possono fare nascere.

Abbiamo allontanato la scelta di essere madre fino ai limiti della possibilità di esserlo e ci siamo rivolte alla scienza perché ci aiutasse ad allungare il tempo della nostra fertilità, ci aiutasse a procreare in qualsiasi modo, anche facendoci “fabbricare” una figlia o un figlio fuori di noi, riducendo a un acquisto la nascita, il corpo della donna e il legame con il bambino.

Ph. Eyecontactexperiment.com

Ph. Eyecontactexperiment.com

Forse invece dobbiamo cominciare a pensarci libere di essere madri, a porre la questione della nostra libertà non come negazione del nostro corpo, delle nostre potenzialità, della nostra storia, della nostra differenza. Dobbiamo dare alle nuove generazioni di donne l’idea che la forza non è solo quella maschile, che il legame con l’altro esaltato dalla maternità scelta è anche il fondamento di una nuova etica a due di cui dobbiamo investire gli uomini, che il concetto di libertà va ripensato anche in funzione dei limiti del nostro corpo, che le donne lavorano a una rivoluzione ancora più grande di quella che hanno già compiuto.

 

*Di questi e altri argomenti collegati al progetto “Riprendiamoci la maternità” lanciato lo scorso settembre da Se non ora quando – Libere, si parlerà il prossimo 13 febbraio alle ore 17, nell’ambito del convegno “Libertà e Maternità” (programma). All’incontro organizzato presso Palazzo Ducale da Se non ora quando Genova, introdurrà Roberta Trucco e presenzieranno Francesca Izzo e Karen Hassan di Libere, insieme con la dott.ssa Sandra Morano, ginecologa, membro della Società ligure di Bioetica e autrice del libro “Chi ha paura della maternità?”.

 

 

Chi ha scritto questo post

Cristina Comencini

Cristina Comencini

Scrivo libri e dirigo film. Negli anni settanta ho partecipato al movimento femminista. Ero diventata madre giovanissima e la relazione con altre donne mi ha aiutato a capire me stessa, la mia vita. Abbiamo concepito e scritto l’appello del 13 febbraio 2011 perché pensavamo che era arrivato il tempo di rimetterci a lavorare tutte insieme intorno a un progetto comune per fare dell’Italia un paese anche per noi. Oggi credo che la nuova frontiera per le donne sia la costruzione con gli uomini di un mondo a due diversi e pari. E uno dei temi fondamentali che dobbiamo portare nella società è proprio una nuova maternità, la relazione con l'altro da sé che le donne hanno nel corpo, nella mente, nella loro storia.

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