RIPRENDIAMOCI LA MATERNITÀ

Chi ha paura della maternità?

Roberta Trucco
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Ieri a Palazzo Ducale a Genova Se non ora quando – Libere è venuta a presentare il  progetto “Riprendiamoci la maternità”. È stato un dibattito intenso, coraggioso, introdotto da tre relatrici con tre angolazioni differenti.

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Da sinistra: Sandra Morano, Francesca Izzo, Karen Hassan, Roberta Trucco;

Francesca Izzo, filosofa e una delle fondatrici di Se non ora quando – Libere, ci ha parlato della necessità di riconoscere che la libertà passa attraverso il  sapere inequivocabile delle donne sulla maternità, una competenza millenaria che la civiltà occidentale tende a oscurare e che dobbiamo rimettere al centro. A seguire il parere autorevole di Sandra Morano, ginecologa e chirurga, membro della società di bioetica ligure e fondatrice del Centro Nascita Alternativo a San Martino, da anni in prima linea per restituire al parto la naturalità di un  evento fisiologico. La sua relazione ha messo in evidenza quanto la narrazione della maternità, in questi ultimi 60 anni, sia radicalmente cambiata. Oggi la maternità è una fatto medico! La maternità va resa “sicura” e la “sicurezza” prevede protocolli omologati che non tengono Immagine1conto del soggetto madre e del soggetto bambino. Di fatto la madre e il nascituro diventano pazienti da trattare secondo le rigide regole dell’ospedale. La standardizzazione della gestazione, del parto, del periodo post partum ricorda la pianificazione della produzione all’interno  delle industrie. Questo modo di intendere e di narrare la maternità (narrazione che ha invaso la televisione, il cinema, l’arte, la letteratura degli ultimi anni)  è l’anticamera culturale che ha permesso il profilarsi  del nuovo scenario sulla maternità surrogata.

 

 

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La testimonianza di Karen Hassan ha quindi chiuso il cerchio. Karen è una giovane del gruppo Se non ora quando – Libere, e ha portato la sua testimonianza. Come altre sue coetanee si è accorta che aveva anteposto al suo desiderio di maternità altri desideri convinta che il rimandare il tempo della scelta fosse illimitato. Così non è e a  molte donne, oggi, resta solo la tecnica per portare a compimento una  loro competenza innata! “Riprendiamoci la Maternità” è dunque un atto rivoluzionario, riprendersela in libertà non è altro che  riconoscere che il potere femminile non può diventare merce per il libero mercato.

 

Chi ha scritto questo post

Roberta Trucco

Roberta Trucco

Classe 1966, genovese doc (nel senso di cittadina innamorata della sua città), felicemente sposata e madre di quattro figli. Laureata in lettere e filosofia. Da sempre ritengo che il lavoro di cura non si limiti all'ambito domestico, ma debba investire il discorso politico sulla città. Per questo sono impegnata in un percorso di ricerca personale e d’impegno civico, in particolare sui contributi delle donne e sui diritti di cittadinanza dei bambini. Amo l'arte, il cinema, il teatro e ogni tipo di lettura. Da alcuni anni dipingo con passione, totalmente autodidatta. Intendo contribuire alla svolta epocale che stiamo vivendo con la mia creatività unita a quelle delle altre straordinarie donne incontrate nella splendida piazza del 13 febbraio 2011 di Se non ora quando. Credente, definita dentro la comunità una simpatica eretica, e convinta "che niente succede per caso."

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