FEMMINISMO

Più donne al potere: è cambiamento?

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Il resoconto dell’incontro ‘DONNE AL POTERE, DONNE DI POTERE: WOMEN, CULTURE, AND POLITICS IN ITALY IN THE YEARS OF THE ECONOMIC CRISIS (2008-2015)’, organizzato dal Department of Italian dell’Università di Cambridge, lo scorso 12 febbraio. Tra le speaker: Annalisa Rosselli, M. Serena Sapegno, Olivia Guaraldo.

Uno sguardo che interroghi oggi dall’esterno la scena pubblica italiana rileva subito l’accresciuta presenza di figure femminili, e ne constata facilmente, ancor prima di qualsiasi analisi, le caratteristiche assai diverse dal passato, recente e meno recente. La giornata di studi intendeva andare più a fondo di quella immagine superficiale, per valutare cosa sia effettivamente cambiato e in che senso. La domanda soggiacente era: “Ma queste giovani donne rappresentano un’operazione spregiudicata di nuovo uso del corpo delle donne allo scopo di guadagnare un facile consenso o si tratta invece di uno spostamento reale?”

Le tre relatrici hanno analizzato gli ultimi anni da punti di vista diversi, con strumenti specifici. Rosselli ha fornito un quadro articolato ed obiettivo di dati economici e di statistiche, Sapegno un’analisi della valenza politica dell’esperienza di DiNuovo e di Se non ora quando? Del suo impatto sulla società italiana, sull’immaginario collettivo e sulla sua evoluzione. Guaraldo ha analizzato l’utilizzo della figura femminile nel berlusconismo e i cambiamenti successivi nei governi fino ad oggi.

Comune era però lo sguardo teso a sottolineare le importanti discontinuità e a superare il livello di pettegolezzo e di chiacchiera da stampa scandalistica così diffuso nei media italiani, saturi di misoginia spicciola, per soppesare quello che è stato fatto, valutare i punti critici ancora molto presenti e indicare auspicabili sviluppi. La discussione è stata molto vivace, sono emerse anche, e sono state criticate, la diffidenza e l’ostilità verso le giovani e belle ministre al potere, ma non pochi presenti hanno rilevato con piacere e qualche stupore la novità di una intonazione ottimistica presente in modo omogeneo nelle diverse relazioni.

 

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Siamo donne diverse per età, vita professionale e storie politiche. Molte di noi hanno fondato il grande movimento nato il 13 febbraio 2011 da un appello che si concludeva con le parole Se Non Ora Quando? Che libertà è il luogo dal quale lanciare alla società, alla politica e alla cultura la nostra nuova proposta: RIPRENDIAMOCI LA MATERNITÀ!

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