NO ALL'UTERO IN AFFITTO UNIONE EUROPEA

La missione civilizzatrice dell’Europa

Di Bernard Romain - Opera propria, CC BY-SA 3.0
Francesca Marinaro
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La libertà femminile non è sottoporre la maternità alle regole del mercato, ma imporre la differenza di genere come nuovo criterio dei conflitti e come stimolo a ripensare l’intera gerarchia dei diritti e delle relazioni.

 

Il tentativo di arrivare ad una regolamentazione internazionale della maternità surrogata, come sostenuto fortemente dalle lobby che premono per un allargamento della loro clientela anche nei paesi in cui l’utero in affitto è vietato, rischia di ridisegnare nell’Occidente e nel mondo i confini futuri del concetto delle relazioni umane e sociali. Ciò costituirebbe un’ipoteca pesantissima per la libertà delle donne e violerebbe uno dei principi fondanti dell’Unione europea. Infatti, la “dignità umana” e “il divieto di fare del corpo umano e delle sue parti in quanto tali fonte di lucro” richiamate nella Carta Fondamentale dei diritti dell’Unione europea è – per dirla con Immanuel Kant“condizione della possibilità di libertà” per tutti e tutte.

La libertà femminile non è sottoporre la maternità alle regole del mercato, ma imporre la differenza di genere come nuovo criterio dei conflitti e come stimolo a ripensare l’intera gerarchia dei diritti e delle relazioni. Di fronte al fenomeno della maternità surrogata quindi una comunità democratica è chiamata ad assicurare il principio dell’interesse superiore del minore e la difesa della dignità e integrità fisica delle donne.

Occorre mettere in comunicazione una rete di valori con nuove esigenze sociali. Nel mondo globalizzato non ci si può limitare a parcellizzare i diritti individuali senza affermare alcuni valori universali. Se sono veri i principi solennemente affermati nella Carta fondamentale dei diritti dell’Unione europea, riesce difficile accettare che l’utero in affitto possa essere oggetto di una regolazione nell’interesse superiore del solo minore.

È poi bene ricordare che l’accordo cosiddetto altruista, al quale alcuni/e guardano con interesse non è mai del tutto gratuito, in quanto è impossibile segnare il confine tra quello che potrebbe essere considerato un accordo di surrogazione altruista e uno per profitto. Occorre pertanto dire con fermezza che i corpi delle donne non possono essere utilizzati per realizzare desideri altrui. Nel vietare sul proprio territorio la maternità surrogata e nell’impegnarsi presso gli organismi internazionali per un’abolizione universale, l’Europa può rivelare al mondo il significato più profondo della sua missione di civiltà.

 

 

Chi ha scritto questo post

Francesca Marinaro

Francesca Marinaro

Amo definirmi un’italo-belga; figlia di emigrati italiani in Belgio, negli anni ’60 ho studiato e vissuto a Bruxelles fino al 1991. L’impegno politico prima nel Pci e dopo nel Pd a sostegno dell’integrazione europea è stato per me il modo migliore per approfondire e portare a sintesi questa mia doppia appartenenza culturale. Sono stata particolarmente attiva nei movimenti europei a sostegno dei diritti delle immigrate e degli immigrati. Nella mia esperienza politica e istituzionale - parlamentare europea nel 1984 e senatrice nel 2008 - “l’Europa delle donne e delle persone” è sempre stato un terreno privilegiato d’impegno e di elaborazione. L’ho fatto e continuo a sostenerlo con lo spirito di chi vuole dare una mano, unendo quel che si può e si deve cercare d’unire per dare forma e consistenza a una società a dimensione di uomini e donne.

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