PARI E DIFFERENTI SUCCEDE

Alle donne islamiche

Cristina Comencini
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…dentro le case, fra loro, le donne allattavano, allevavano, vestivano, facevano da mangiare, piangevano la morte dei figli con i gesti e con le parole. Avevano frasi profonde per confortare, per sgridare, per raccontare, per dire addio ai propri cari.

 

Le donne, tutte, hanno una storia in comune: un millenario silenzio dietro le loro spalle. Ma il silenzio era solo all’esterno, nella società; dentro le case, fra loro, le donne allattavano, allevavano, vestivano, facevano da mangiare, piangevano la morte dei figli con i gesti e con le parole. Avevano frasi profonde per confortare, per sgridare, per raccontare, per dire addio ai propri cari. Le donne occidentali stanno portando questa loro Storia nella società. Non chiedono solo gli stessi diritti degli uomini, vogliono fare valere la loro differenza, in modo che il mondo sia per la prima volta nella Storia abitato da due pari e diversi. Le donne islamiche faranno la loro Storia, nei modi e nei tempi della loro cultura e del loro credo, ma io chiedo loro di far valere di fronte al mondo degli uomini, la nostra Storia comune, la grandezza e la fatica dei gesti di vita che hanno permesso al mondo, nel silenzio, di sopravvivere alle guerre, alla violenza, all’intolleranza, alla sopraffazione. Di dire no con noi alla violenza e alla paura.

Chi ha scritto questo post

Cristina Comencini

Cristina Comencini

Scrivo libri e dirigo film. Negli anni settanta ho partecipato al movimento femminista. Ero diventata madre giovanissima e la relazione con altre donne mi ha aiutato a capire me stessa, la mia vita. Abbiamo concepito e scritto l’appello del 13 febbraio 2011 perché pensavamo che era arrivato il tempo di rimetterci a lavorare tutte insieme intorno a un progetto comune per fare dell’Italia un paese anche per noi. Oggi credo che la nuova frontiera per le donne sia la costruzione con gli uomini di un mondo a due diversi e pari. E uno dei temi fondamentali che dobbiamo portare nella società è proprio una nuova maternità, la relazione con l'altro da sé che le donne hanno nel corpo, nella mente, nella loro storia.

2 Comments

  • Sono molto in sintonia. Ho creduto e credo nel femminismo, nel rivendicare la nostra differenza e parità. Sono diventata mamma di una femmina a 33 anni e sono nonna di un maschietto da 13 giorni. Ho apprezzato e sostenuto l’appello del 13 febbraio 2011. Un appello riuscito e condiviso che poteva cambiare molto della nostra società, ma che è stato affossato dall’ingerenza dei partiti, come il movimento No global e come il movimento Arcobaleno.
    I partiti non vogliono cambiamenti e quelli che predicano sono fasulli. Mi piacerebbe riprovarci, magari insieme alle donne islamiche ed europee.

  • Sono una donna lavoratrice laureata di fede islamica.italiana.Grazie di ciò che ha scritto.della Sua volontà di capire.della Sua curiosità. Si vede dai suoi film che Lei non è la sita intellettuale di sinistra con il solito senso di superiorità di destra.come la ministra Rossignol.

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