UNIONE EUROPEA

Dietro il pianto di Federica Mogherini

Francesca Marinaro
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…una nuova alleanza di forze in grado di saldare l’esperienza socialista e democratica con quelle popolari, cristiane e liberali per condividere una nuova ricerca sull’Europa del futuro, non rinchiusa dentro le strettoie ideologiche del passato ma aperta alle sfide che ci pone il mondo globalizzato.

 

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Attacchi Bruxelles, Mogherini in un momento di commozione

Dopo il dolore e le emozioni, anche quelle della politica, come le lacrime durante l’intervento in Giordania dell’Alto Commissario alla Politica estera dell’Unione europea, Federica Mogherini, c’è il lavoro. Agire nell’Unione europea è ormai un imperativo sempre più urgente anche per evitare che la paura prenda il sopravvento; perché l’obiettivo del terrorismo è proprio quello di seminare odio, diffidenza e disordine. Siamo in un ciclo storico nuovo, dalle implicazioni largamente sconosciute. Per questo c’è bisogno di una maggiore consapevolezza collettiva sul fatto che dobbiamo affrontare sfide presenti e future anche con il coraggio di cambiare parte di noi stessi e della nostra cultura. Il punto come sempre è capire con quale forza e con quali idee governare questo processo e, soprattutto, in quale direzione scegliere di orientarlo.

5444673625_9868b3affa_bPersonalmente, sono una donna legata a quell’idea del movimento di Se non ora quando?, secondo la quale la forma più alta della libertà, dell’eguaglianza, della solidarietà e della giustizia consiste nel prendere atto di ciò che è necessario e di farlo nell’interesse generale. Oggi, ciò che occorre è definire e allargare il campo di un nuovo “europeismo” per progettare e corrispondere a una nuova missione dell’Europa. Per fare questo penso a una nuova alleanza di forze in grado di saldare l’esperienza socialista e democratica con quelle popolari, cristiane e liberali per condividere una nuova ricerca sull’Europa del futuro, non rinchiusa dentro le strettoie ideologiche del passato ma aperta alle sfide che ci pone il mondo globalizzato.

Qui entriamo nel campo di “scomposizioni” e “ricomposizioni” culturali delle famiglie politiche europee tra “europeisti” e “euroscettici” necessari a ridare slancio a una nuova universale convivenza umana. E’ questa per le classi dirigenti di oggi, e penso in particolare alle leaderships di due Paesi come la Germania e l’Italia che tanto hanno dato all’approfondimento dell’Unità europea, la prova da superare senza temerne le conseguenze, ma con la responsabilità di chi sa di avere qualcosa da dare, una missione comune da compiere.

 

 

Chi ha scritto questo post

Francesca Marinaro

Francesca Marinaro

Amo definirmi un’italo-belga; figlia di emigrati italiani in Belgio, negli anni ’60 ho studiato e vissuto a Bruxelles fino al 1991. L’impegno politico prima nel Pci e dopo nel Pd a sostegno dell’integrazione europea è stato per me il modo migliore per approfondire e portare a sintesi questa mia doppia appartenenza culturale. Sono stata particolarmente attiva nei movimenti europei a sostegno dei diritti delle immigrate e degli immigrati. Nella mia esperienza politica e istituzionale - parlamentare europea nel 1984 e senatrice nel 2008 - “l’Europa delle donne e delle persone” è sempre stato un terreno privilegiato d’impegno e di elaborazione. L’ho fatto e continuo a sostenerlo con lo spirito di chi vuole dare una mano, unendo quel che si può e si deve cercare d’unire per dare forma e consistenza a una società a dimensione di uomini e donne.

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