BATTAGLIE

Madri di Plaza de Mayo: il coraggio della verità

Anna Carabetta
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Non c’erano spiegazioni da dare, non c’erano corpi né funzioni funebri, non c’erano processi né imputati. Solo silenzio, mistero e incertezza.

Dopo quarant’anni, donne resistenti continuano ancora oggi a darsi appuntamento in Plaza de Mayo ogni giovedì pomeriggio, sfidando l’arroganza del potere, per denunciare di fronte al mondo il crimine contro l’umanità chiamato desapariciòn. Tutto era cominciato alla fine degli anni Settanta durante la Guerra Sporca, quando uomini, donne e perfino giovani madri con i loro bambini scomparivano all’improvviso, in un’assenza e in un’incertezza più angosciose della morte.        

hqdefaultLa metodologia repressiva, basata sui sequestri, del regime del generale Jorge Rafael Videla si era dimostrata la più perfetta fabbrica di consenso mai concepita. Non c’erano spiegazioni da dare, non c’erano corpi né funzioni funebri, non c’erano processi né imputati. Solo silenzio, mistero e incertezza. Il popolo non difendeva più i suoi diritti ma scivolava verso l’apatia e l’indifferenza.

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L’emblema delle Madri di Plaza de Mayo dipinto sulla pavimentazione della celebre piazza di Buenos Aires

Sfidando l’arroganza del potere, il 30 aprile 1977, quattordici madri col capo coperto da pannolini bianchi – ricordo dell’infanzia dei loro figli – entrarono in corteo nella piazza. Nessuno osò toccarle. La marcia fu silenziosa ma fece rumore.

Erano donne di diversa estrazione sociale, perlopiù modesta, cresciute nei valori familiari tradizionali, nel rispetto dell’autorità e nel desiderio di un normale ordine sociale che permettesse una normale vita quotidiana. Il loro sentimento materno non si piegò. Ognuno di quegli scomparsi diventò il loro figlio, così come ogni vittima era realmente il fratello di ognuna di loro. Intimorirono assassini e complici, padri e mariti succubi degli eventi. Richiamarono altre madri, nonne, mogli, sorelle, figlie e arrivarono spontaneamente all’azione politica, svolgendo un lavoro incredibile per lucidità, concretezza ed efficacia.

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Las Madres de Plaza de Mayo – Buenos Aires (No Touching Ground)

Aveva vinto la resistenza della vita sulla morte, del dar vita materno sul dar morte dei regimi. La Giunta Militare decise di intervenire con la forza arrestando molte di quelle donne, che subirono lo stesso destino dei figli scomparsi nel nulla.

Furono 30 mila i desaparecidos, gli scomparsi, negli anni della dittatura militare dal 1976 al 1983, tra di loro oltre 400 bambini, in parte sequestrati con i loro genitori, in parte nati in cattività.

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Chi ha scritto questo post

Anna Carabetta

Anna Carabetta

Ho lavorato come insegnante, attrice e autrice teatrale. Negli anni settanta ho partecipato al movimento femminista. Insieme a una ventina di amiche ho fondato a Torino “L’Uovo”, un locale aperto a tutti, dove si mangiava, si presentavano libri scritti da donne, si rappresentavano piccoli spettacoli teatrali incentrati sui temi del mondo femminile. Sono tra le fondatrici di Se Non Ora Quando che ho esportato in Calabria, nella Locride, mia terra d’origine. Organizzo tour teatrali con gli spettacoli “Libere” e “L’amavo più della sua vita” scritti da Cristina Comencini per Se Non Ora Quando-Libere. Vivo a Roma, sono sposata e ho un figlio di 25 anni.

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