Se non ora quando? - LA STORIA

3° Puntata: Siena, presto cominciano i guai

Ph. Sky Tg24

 

Prosegue da 2° Puntata: Se non ora quando? Adesso!:

A4 se non ora quando 2 picIl giorno successivo alla manifestazione del 13 febbraio in linea con l’appello che l’aveva promossa si costituì un “Comitato Promotore” per scelta trasversale. Ne facevano parte il gruppo DiNuovo, le Filomene e donne di varia provenienza politica: fra le altre la cattolica Silvia Costa oltre Giulia Bongiorno (che aveva parlato in piazza del Popolo) e Flavia Perina, entrambe di Alleanza Nazionale. Lo straordinario successo di Piazza del Popolo spinse a dar vita a nuove iniziative. La prima fu l’8 marzo per cui organizzammo una serie di eventi pensati nella forma mista che era ormai la nostra caratteristica: documenti uniti a video, canzoni e balli. Montammo un palco a piazza Vittorio dove si esibirono attrici e cantanti su temi femminili, sotto la conduzione di Emilio Solfrizzi e Lunetta Savino. Il documento preparato da Se Non Ora Quando? fu letto a due voci da Sara Ventroni e Fabrizia Giuliani. L’organizzazione toccò a Saretta De Simone e tutto fu gestito dalle più giovani del gruppo. Cominciò al mattino con un flash-mob in rosa per le strade della città, proseguì con l’Associazione “Donne di carta” che citavano passi di libri al femminile uniti alle nostre proposte su rappresentanza paritaria, lavoro alle donne, congedo parentale. La serata si concluse al teatro Ambra Jovinelli con la messa in scena di “Libere” e un dibattito col pubblico.

La cosa più impegnativa, però, era dare una identità unitaria a questa ondata travolgente di richieste e pressioni che arrivavano a noi di Roma da tutta Italia. Serviva prendere contatto con i tanti gruppi che si riconoscevano, per la prima volta, sotto il nome di Se Non Ora Quando? e volevano avere un confronto. Per questo confronto Siena ci parve la più adatta per la sua posizione baricentrica. Ci aiutò Tatiana Campioni all’epoca responsabile del museo di Santa Maria della Scala. Scegliemmo il fine settimana del 9 e 10 luglio senza pensare che la data del palio, il 2 di luglio, era a ridosso del nostro appuntamento. La trattativa per la piazza fu difficile: ottenemmo Prato di Sant’Agostino, una piazza a due passi dal Duomo. Per il lancio di Siena Cristina Comencini preparò un video.

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A tutti i comitati fu inviata una lettera d’invito:

Il 13 febbraio abbiamo riempito le piazze per difendere la nostra dignità di donne e riscattare l’immagine del Paese. La mobilitazione ha contribuito a portare tante donne al governo delle città e a risvegliare uno straordinario spirito civico. Ma sono solo primi segnali. La fotografia dell’ultimo rapporto ISTAT ci conferma che l’immagine deformata delle donne, così presente nei media e nella pubblicità, è solo l’altra faccia della diffusa resistenza a fare spazio alla libertà femminile. I dati ci dicono che le donne italiane studiano, si professionalizzano, raggiungono livelli di eccellenza in molti campi. Ma sono donne, vogliono esserlo, e questo basta, nel nostro Paese, perché non entrino nel mercato del lavoro (il 50% è senza occupazione) o perdano il lavoro, spesso precario, se scelgono di diventare madri. Sembrava fino a ieri che dovessimo aver solo un po’ più di pazienza, che la società italiana, forse più lentamente di altre, avrebbe accolto la libertà femminile. Ma così non è. Occorre prenderne atto. Vogliamo difendere noi stesse, il nostro presente e il nostro futuro perché una cosa è chiara: un Paese che deprime le donne è vecchio, senza vita, senza speranza. Mettiamo a punto le nostre idee. Rilanciamo, forti delle nostre diversità, un grande movimento. Stringiamo un patto per rendere le nostre voci più forti e autorevoli. SE NON ORA QUANDO UN PAESE PER DONNE? Il 9 e 10 luglio, a Siena, Santa Maria della Scala. L’incontro è aperto anche agli uomini.

 

Fu inviata anche una carta d’identità in cui si sottolineava la trasversalità del movimento:

 

La mobilitazione delle donne del 13 febbraio in tante città e centri italiani e all’estero è stato un grande evento di popolo, ricchissimo per la molteplicità e pluralità di culture, di genere, di generazioni, politiche, sociali, professionali, delle persone convenute. Nella preparazione e nella gestione della giornata si sono messe insieme energie disparate, si sono accese e incontrate spontaneamente speranze e aspettative diverse. Dal 13 febbraio non si torna indietro. Non vogliamo tornare indietro. La novità e la forza di SeNonOraQuando è dovuta a caratteristiche preziose e inedite che vanno riaffermate o se necessario promosse ovunque. Tali caratteristiche qualificanti e originali di SNOQ saranno presenti e fondanti in tutti i comitati che desiderano definirsi e riconoscersi con quel nome e partecipare alla costruzione di un cammino comune.

Esse sono:

a) la libertà, la forza e l’autonomia delle donne in tutti i campi

b) il coinvolgimento delle diverse associazioni di donne e delle organizzazioni professionali delle donne

c) l’adesione a titolo personale delle donne dei partiti e dei sindacati

d) la pluralità politica, culturale e di credo

e) l’esplicita attenzione alle giovani e ai giovani

f) l’utilizzo di un linguaggio trasversale e plurale nella comunicazione.

Di conseguenza il logo SNOQ non può essere usato per iniziative o manifestazioni di partiti o altre singole associazioni. Analogamente sono assenti dai comitati SNOQ simboli politici e sindacali. Naturalmente lo sforzo di ciascun comitato sarà volto a favorire la partecipazione e il coinvolgimento di tutte le donne.

 

Fu preparato da Elisabetta AddisSimonetta Robiony un dossier di interviste ad economisti sul gap creato dalla disoccupazione femminile che umilia le donne e produce meno PIL. Ilenia De Bernardis e Maddalena Fragnito con il gruppo Se Non Ora Quando? di Milano, realizzarono un video su donna e arte. Francesca Comencini ne fece un altro montando spezzoni di filmati della grande manifestazione del 13 febbraio inviati da tutta Italia. Vedere rappresentate insieme tante piazze unite dalle stesse parole fu di grande impatto emotivo. Il video di Francesca Comencini divenne da allora la rappresentazione stessa della manifestazione del 13 febbraio.

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L’organizzazione di Siena fu studiata nei minimi particolari. Un singolo intervento doveva durare non più di due minuti. Ogni gruppo spiegava ciò che aveva realizzato: se si dilungava scattava il suono di una campanella. Ad aprire la manifestazione fu Cristina Comencini, a chiuderla fu Serena Sapegno. Si stava formando una rete di comitati le cui fila, da quel momento, furono tenute da Cinzia Guido, mentre Carlotta Cerquetti creò la pagina Facebook che costituiva un fondamentale momento di incontro e di scambio quotidiano. Ma fin da questa nascita si cominciò ad avvertire un problema.

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Prato di Sant’Agostino (Siena), 9 luglio 2011

Noi che avevamo creato prima Di Nuovo e poi Se Non Ora Quando? intendevamo dar vita a un movimento che, in nome della differenza femminile, fosse politico ma non partitico, capace di interloquire con le istituzioni e non sterilmente antagonista, soprattutto trasversale, non confinato cioè nel tradizionale recinto del femminismo “di sinistra”. Erano venute a Siena anche Giulia Bongiorno e Flavia Perina, che facevano parte del Comitato Promotore, ma i loro interventi furono fischiati. Anche Livia Turco e Rosi Bindi furono accolte da pochi applausi, molte perplessità e qualche grido di disapprovazione.

Se-non-ora-quando-duemila-donne-alla-manifestazione-di-Siena_oggetto_editoriale_w300Era chiaro che una parte della piazza era ostile alle donne di destra ed anche diffidente nei confronti di chi occupava posti di potere. Non a caso Lidia Menapace, vecchia militante dell’estrema sinistra, che parlò dal palco malgrado il suo intervento non fosse stato previsto, ottenne ovazioni di consenso. Si cominciò a capire in quel momento che tenere insieme anime diverse e soprattutto sviluppare il tratto della trasversalità non sarebbe stato semplice. Da allora, senza nessuna rottura esplicita Flavia Perina e Giulia Bongiorno si allontanarono da noi e non furono rimpiazzate da altre figure espressione della destra. La festa, però, ebbe il sopravvento: le donne di Siena avevano preparato banchetti che vendevano gadget, torte, bevande, libri. Malgrado un caldo feroce la piazza era gremita e l’arrivo del fresco della notte fu un sollievo. Il sabato si concluse con il concerto di un quartetto d’archi e le canzoni di Angela Baraldi e Teresa De Sio.

Alcune scene degli interventi e della piazza di Siena dal video “Riprendiamoci la maternità” (2015) di Se non ora quando – Libere:

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Illustrazione di Maddalena Fragnito

Alla fine dell’estate la crisi economica è sempre più forte. Assume, quindi, un significato simbolico la morte di cinque donne, la più piccola di 14 anni, che lavoravano a quattro euro l’ora come maglieriste in un palazzo di Barletta crollato per incuria. La strage crea un moto di orrore nel paese: lavoro nero e trascuratezza dei controlli vengono additati come cause di questo “disastro colposo”, come scrive la magistratura. Decidiamo di non lasciar passare sotto silenzio queste morti. Francesca Comencini scrive un pezzo appassionato in cui parla della vita quotidiana di queste donne nel meridione. Verrà letto a maggio 2012, nel teatro di Barletta, durante un’iniziativa curata da Luisa Rizzitelli, cittadina di Barletta.

Tre giorni dopo questa tragedia Berlusconi, il cui consenso è in crisi, propone in Parlamento per il suo partito, al posto del nome PDL, quello di “Forza gnocca”. E’ una delle sue battute peggiori.

Intanto l’Europa ci imputa un disavanzo eccessivo e un debito pubblico crescente. Berlusconi è costretto a dimettersi, il presidente Napolitano dà incarico a Mario Monti di formare un governo tecnico che entra in carica il 16 novembre 2011. Ne fanno parte tre donne: Elsa Fornero al Lavoro, Anna Maria Cancellieri agli Interni, Paola Severino alla Giustizia ed è la prima volta che tre donne occupano ministeri così importanti. Per noi questi nomi rappresentano un forte segnale di discontinuità rispetto al passato, significano che si sta avvicinando il momento della parità tra uomini e donne nelle istituzioni, pensiamo che presto non si parlerà più di quote rosa, ma di rappresentanza paritaria.

Il nostro gruppo, che nel frattempo ha preso il nome di Se non ora quando? Comitato Promotore Nazionale, decide di indire per l’11 dicembre a Roma una grande manifestazione. Nel frattempo si erano aggiunte a noi Lidia Ravera, Mariella Gramaglia, Alessandra Bocchetti, Antonella Crescenzi, Cristina Biasini, Annalisa Rosselli, Marinella Perrone, Sofia Sabatino. La ministra Fornero, che ha varato una severissima riforma delle pensioni, ha stabilito un allungamento consistente dell’età pensionabile anche per le donne. Noi di Se Non Ora Quando?, consapevoli che le donne occidentali vivono più a lungo degli uomini, riteniamo che il protrarsi del lavoro debba avere in cambio un miglioramento del nostro welfare, a partire dai congedi di maternità e paternità. Chiediamo anche che per l’Italia ci sia più Europa e non meno, come invece incomincia a serpeggiare in una parte dell’opinione pubblica.

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Per questa manifestazione vorremmo una piazza piccola come piazza Farnese. Purtroppo, non ce la danno e ci costringono a tornare a piazza del Popolo. Lunetta Savino e Sara Ventroni, con l’aiuto di Luca Bigazzi, preparano un video scherzoso sulle note della canzone di Tony Renis “Quando, quando” indirizzato a Berlusconi dal titolo “Finalmente te ne vai”:

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Altri video vengono realizzati da Carlotta Cerquetti, Sara De Simone e da Eva Macali:

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Sul palco facciamo salire l’orchestra sinfonica “Europa Musica” che suona arie d’opera in cui le donne sono protagoniste. In forma scenica viene anche rappresentato il testo di Francesca Comencini sulla strage di Barletta. Questa volta, però, non scatta l’empatia che c’era stata a febbraio: la gente è distratta, siamo sotto Natale e i soldi sono pochi, la nostra posizione è difficile da far comprendere. Noi, comunque, non ci perdiamo d’animo e andiamo avanti.

Foto Mario Catuogno:

 

 

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Snoq? a Palazzo D’Accursio (Bologna)

Programmiamo gli incontri con numerosi membri del governo e del parlamento per presentare le nostre richieste: Barca, Bersani, Vendola, Fornero, Fini. Il 3 e 4 marzo 2012 Se Non Ora Quando? si dà appuntamento a Bologna per l’incontro “Vite, lavoro, non lavoro delle donne”. L’organizzazione è del gruppo bolognese. Si discute di lavoro, di precarietà, di discriminazioni, di uno stato sociale più equo, delle ricadute della crisi, ma anche delle possibili strategie per far sì che non siano sempre le donne a dover pagare i conti di un sistema perennemente ostile.

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Serena Sapegno di Libere

L’obiettivo è la creazione e la condivisione di uno spazio politico dove mettere a frutto le esigenze e le competenze delle donne della società civile, la costruzione di un’agenda politica nazionale delle donne. L’incontro si svolge a Palazzo D’Accursio, nella sala del Consiglio Comunale. Il 14 aprile a Milano Se Non Ora Quando? organizza un appuntamento nazionale sul tema della rappresentanza. Si svolge nella Sala Conferenze di Palazzo Reale ed è organizzato dal gruppo milanese. Sarà l’occasione per discutere nuove modalità e azioni concrete attraverso le quali rimettere in discussione i vecchi equilibri di gestione del potere in vista delle prossime elezioni amministrative e politiche. Chiediamo una legge elettorale che preveda norme di garanzia per una rappresentanza di genere paritaria, un riequilibrio delle rappresentanze nei consigli, nelle giunte degli enti locali, nei consigli regionali, in parlamento. Per il Comitato Promotore Nazionale partecipa Fabiana Pierbattista. [Continua…]

 

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Chi ha scritto questo post

Rita Cavallari e Simonetta Robiony

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