SUCCEDE

Federica Guidi, parte lesa: da chi?

Francesca Izzo
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…appare sempre più evidente che lo scopo della diffusione delle intercettazioni non è quello di fare luce su reati commessi dalla Guidi, ma di colpirne, sfregiarne l’immagine.

 

I giornali, i media in genere, traboccano di articoli che si occupano in ogni dettaglio della vicenda della già ministra Guidi. Dopo aver parlato con i magistrati che ieri l’hanno ascoltata come persona informata dei fatti lei ha detto di essere “parte lesa”. Lesa da chi? Viene spontanea la domanda. Dal suo compagno che ha cercato di servirsi di lei per i suoi interessi è la risposta più ovvia. Ma non è altrettanto legittimo dire che la dignità della signora Guidi è stata lesa e continuerà ad essere lesa da chi ha diffuso e da chi ha consentito che si diffondessero un bel numero di frammenti di telefonate private? Sì che lo è; e appare sempre più evidente che lo scopo della loro diffusione non è quello di fare luce su reati commessi dalla Guidi, ma di colpirne, sfregiarne l’immagine. Mettere dunque in piazza dinamiche di una relazione personale con l’intento di additare alla pubblica riprovazione la presunta sudditanza di una donna al suo compagno e quindi la sua disponibilità a compiere anche reati.

Ma li ha compiuti sì o no la Guidi questi reati? Se è invece parte lesa e quindi non li ha commessi perché consentire che venga ignobilmente gettata in pasto al vorace voyerismo mediatico? Aspettiamo risposte perché già si intravede un bel sabba intorno alle figure delle ministre, tutte da mettere sulla graticola, una perché succube, l’altra perché troppo potente, l’altra perché incapace, l’altra ancora chissà. Una stagione che si era aperta con toni trionfalistici su un parlamento e governo finalmente “rosa”, acquista sempre più i toni cupi di un attacco feroce a quel po’ di spazio e di presenza che le donne italiane si sono conquistate.

Chi ha scritto questo post

Francesca Izzo

Francesca Izzo

Vivo a Roma ma sono originaria di un piccolo paese del casertano. Sono sposata con un figlio. Ho insegnato fino a qualche anno fa Storia delle dottrine politiche all'università l'Orientale di Napoli. Ho fatto parte dell'associazione di donne DiNuovo, e sono tra le fondatrici del movimento Se non ora quando. Dalla ormai lontana giovinezza partecipo a gruppi, movimenti, coordinamenti di donne e ne scrivo. Penso che la sfida più grande alla cultura e alla politica sia realizzare un mondo a misura delle donne e degli uomini, a misura dei due sessi. Dopo l'intensa esperienza del movimento Se non ora quando? sono persuasa che questo sia il tempo di rendere popolari le idee legate alla libertà femminile e quindi ho deciso con le altre di Libere di dar vita al sito Che Libertà.

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