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Elisabetta Belloni, prima donna Segretario generale della Farnesina

Francesca Marinaro
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Chi ha avuto modo di conoscerla, come chi scrive, ha potuto verificare in lei impegno, capacità, determinazione e tanta umanità: qualità indispensabili in un Ministero dai tratti fortemente maschili.

 

Per la prima volta c’è una donna al vertice della carriera diplomatica italiana. È l’ambasciatrice Elisabetta Belloni, nominata dal Consiglio dei Ministri l’8 aprile scorso. Belloni, romana, laureata in Scienze Politiche presso l’Università Luiss di Roma, nel 1985, in seguito ad esame di concorso nominata volontaria nella carriera diplomatica, è stata la prima donna a guidare uffici strategici del Ministero degli Affari Esteri: dall’Unità di crisi, alla Direzione generale per la Cooperazione allo Sviluppo e da ultimo a capo di Gabinetto del Ministro. Chi ha avuto modo di conoscerla, come chi scrive, ha potuto verificare in lei impegno, capacità, determinazione e tanta umanità. Qualità indispensabili in un Ministero dai tratti fortemente maschili. In una delle sue rare interviste ha dichiarato: “ho dovuto dimostrare che potevo farcela e ho dovuto impegnarmi forse un po’ di più dei miei colleghi”.

Nel corso della sua carriera le prove del fuoco non le sono mancate. All’Unità di crisi nel dicembre 2004, le toccò affrontare l’emergenza dello Tsunami, tre anni dopo la difficile trattativa per la liberazione del giornalista di Repubblica, Daniele Mastrogiacomo, rapito in Afghanistan. Mentre alla direzione della Cooperazione allo sviluppo, in un periodo molto tempestoso e segnato da pesanti tagli al bilancio, ha saputo tenere testa alle lobby e con fermezza e determinazione ha saputo imporre criteri di trasparenza e oggettività nelle procedure per la presentazione e l’approvazione dei progetti delle organizzazioni non governative (Ong). Belloni è stata anche in prima linea nella battaglia per la messa al bando della pratica delle mutilazioni dei genitali femminili. Ad Elisabetta esprimiamo le nostre migliori congratulazioni per la meritata nomina e i nostri migliori auguri di buon lavoro.

 

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Francesca Marinaro

Francesca Marinaro

Amo definirmi un’italo-belga; figlia di emigrati italiani in Belgio, negli anni ’60 ho studiato e vissuto a Bruxelles fino al 1991. L’impegno politico prima nel Pci e dopo nel Pd a sostegno dell’integrazione europea è stato per me il modo migliore per approfondire e portare a sintesi questa mia doppia appartenenza culturale. Sono stata particolarmente attiva nei movimenti europei a sostegno dei diritti delle immigrate e degli immigrati. Nella mia esperienza politica e istituzionale - parlamentare europea nel 1984 e senatrice nel 2008 - “l’Europa delle donne e delle persone” è sempre stato un terreno privilegiato d’impegno e di elaborazione. L’ho fatto e continuo a sostenerlo con lo spirito di chi vuole dare una mano, unendo quel che si può e si deve cercare d’unire per dare forma e consistenza a una società a dimensione di uomini e donne.

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