RAI

CambieRai: #Missione Donna

 

Strumento di promozione di una nuova cultura orientata a fare dell’Italia un paese di donne e uomini con pieni diritti di cittadinanza per entrambi i sessi: ci piacerebbe che fosse questo il cuore della missione da affidare alla Rai servizio pubblico, nel rinnovo della concessione che scade tra poche settimane. Con CambieRai il governo ha dato il via a un processo di consultazione pubblica che ci sembra un bel modo per rimarcare che la Rai è un bene comune. Peccato che a uno dei tavoli, quello sull’informazione, a discutere sino stati chiamati solo uomini. Neanche una donna presente, consultata. Non certo un buon viatico.

 

 

Schermata 2016-04-15 alle 11.30.22Da anni e anni segnaliamo, denunciamo, chiediamo alla Rai una diversa rappresentazione dell’immagine della donna, tesa a eliminare gli stereotipi sessuali così profondamente radicati nella società e nella comunicazione che la televisione veicola, ma l’ambizione è diventata ora più alta: è necessario un “ritorno alle origini” della Rai e al ruolo avuto nell’alfabetizzazione degli italiani: oggi l’alfabetizzazione necessaria, il salto urgente da far fare al Paese, è quello di creare una società abitata da donne e da uomini basata sul rispetto delle diversità. Per fare questo, la questione di genere deve trovare un ruolo centrale nella missione del servizio pubblico: le donne come motore del cambiamento, presenti in modo paritario nella governance, nella dirigenza aziendale, nei gangli produttivi e in tutta la programmazione, dai talk show all’intrattenimento.

 

Licia Conte di Se non ora quando – Libere e Alessandra Mancuso di Gi.u.li.a sul palco di Se non ora quando? l’11 dicembre del 2011, a Roma, per conquistare un Paese più giusto, onesto, rispettoso e a misura di donna a partire dall’informazione.

 

 

La Rai come veicolo di formazione e diffusione, nel Paese, di una cultura realmente paritaria, rispettosa della dignità e del valore delle donne e delle ragazze, volta a includerle pienamente in ogni sfera: politica, economica, istituzionale, professionale. Modello di comunicazione, informazione e cultura attento a non proporre stereotipi di genere e a riflettere e rappresentare la realtà, delle donne e degli uomini, per quella che è. Illuminando i problemi che impoveriscono le donne, le rendono vittime di intollerabili tassi di violenza, le escludono dal mercato del lavoro per carenti politiche di conciliazione, ne fanno soggetti discriminati nell’accesso alla leadership e nella parità salariale. Portando questi temi nel discorso pubblico.

#missionedonna

Non è solo, o tanto, un problema di “giustizia”. Senza inclusione delle donne, non cresce l’economia, non aumenta la competitività, arretra il Paese. Non si inverte il declino. Lo dimostrano tutte le ricerche. E la Rai Servizio Pubblico deve fare la sua parte per “sbloccare” il Paese e aiutarlo a compiere quel salto culturale necessario a dare piena cittadinanza a ogni individuo, a prescindere dal genere. Nel rispetto del dettato costituzionale. Cambiare la Rai servizio pubblico per cambiare l’Italia. È questo, a nostro avviso, il tema centrale nel dibattito sulla “missione” da affidare al servizio pubblico.

 

Chi ha scritto questo post

Se non ora quando - Libere e Gi.U.Li.A

Se non ora quando - Libere e Gi.U.Li.A

In vista del rinnovo nel 2016 della Concessione del Servizio Pubblico, Se non ora quando - Libere e Gi.U.Li.A (Rete nazionale delle giornaliste unite libere autonome) lanciano la campagna CambieRai: #missione donna per una RAI, finalmente "strumento di promozione di una nuova cultura orientata a fare dell’Italia un paese di donne e uomini con pieni diritti di cittadinanza per entrambi i sessi".

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