ABORTO PARLIAMONE

Obiezione di coscienza e multiculturalismo

Francesca Marinaro
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Si tratta di prendere atto dei cambiamenti che l’immigrazione ha prodotto e costruire un nuovo avvenire non più semplicemente dettato dalle esigenze economiche, ma basato su un progetto di società con una nuova idea del pluralismo e uno sguardo lucido sulla diversità delle culture e la pluralità religiosa.

 

Nella riflessione che propone Licia Conte in Medici obiettori, perché parlare di diritto?, vorrei porre l’accento sul carattere sempre più multietnico e multiculturale delle nostre società. Qui a mio avviso risiede una grande sfida per lo Stato democratico: la capacità di conciliare le esigenze di unità e laicità con le richieste proposte dai nuovi gruppi di popolazione di diverse etnie, tradizioni culturali e religiose. Si tratta chiaramente di prendere atto dei cambiamenti che l’immigrazione ha prodotto e costruire un nuovo avvenire non più semplicemente dettato dalle esigenze economiche, ma basato su un progetto di società con una nuova idea del pluralismo e uno sguardo lucido sulla diversità delle culture e la pluralità religiosa. Questa linea presuppone naturalmente certe condizioni, l’eguale valore delle religioni e delle culture, ma anche il riconoscimento della libertà femminile, come passo fondamentale per il pluralismo culturale e politico di cui le nostre società, molto giustamente, vanno fiere.

Quello che qui si vuole significare è che la convivenza tra “diversi” non si realizza in maniera costruttiva e positiva solo con una pia speranza oppure ricordando i valori comuni, ma ripensando la sfera dei diritti e delle facoltà di scelta. Un ragionamento questo, che certo non intende mettere in discussione l’obiezione di coscienza ma porre piuttosto la necessità, all’interno di società sempre più complesse e plurali, di un diverso equilibrio tra rivendicazione per sé e apertura ad altri/e. Mi sembra che quest’aspetto della questione dovrebbe togliere ogni rigidità e aprire la porta a un sereno confronto sul limite fino al quale l’obiezione di coscienza può spingersi in una società multipla.  Non ci sono soluzioni semplici e unilaterali a problemi complessi, solo l’incontro e il dialogo può farci capire meglio e farci andare oltre.

Chi ha scritto questo post

Francesca Marinaro

Francesca Marinaro

Amo definirmi un’italo-belga; figlia di emigrati italiani in Belgio, negli anni ’60 ho studiato e vissuto a Bruxelles fino al 1991. L’impegno politico prima nel Pci e dopo nel Pd a sostegno dell’integrazione europea è stato per me il modo migliore per approfondire e portare a sintesi questa mia doppia appartenenza culturale. Sono stata particolarmente attiva nei movimenti europei a sostegno dei diritti delle immigrate e degli immigrati. Nella mia esperienza politica e istituzionale - parlamentare europea nel 1984 e senatrice nel 2008 - “l’Europa delle donne e delle persone” è sempre stato un terreno privilegiato d’impegno e di elaborazione. L’ho fatto e continuo a sostenerlo con lo spirito di chi vuole dare una mano, unendo quel che si può e si deve cercare d’unire per dare forma e consistenza a una società a dimensione di uomini e donne.

2 Comments

  • Semplificando se degli invasori chiedono di mutilare una bambina delle parti sensibili del suo sesso i medici in nome di questo meraviglioso apporto di puri culturali tra’ dovranno procedere a rovinate le piccole? Siete pazze?

  • Scusate ma dove siamo???Guardi che le mutilazioni genitali femminili non sono ammesse da nessuna religione e nei paesi d origine sacerdoti pastori ed imam le combattono da decenni.Sono un antichissimo retaggio tribale che proviene dalla antico Egitto e dalla millenaria cultura etiope .Il multiculturalismo non è affatto contrario ai diritti della persona .I diritti della persona non si toccano ma il vissuto della gente è diverso perche dipende dalle storie di vita e dalla cultura di cui fa parte.Se leggete la Cartandei Musulmani d Europa a cura della Fioe capirete che noi non vogliamo assolutamente imporre nulla all’Occidente ma solo vivere serenamente la nostra condizione di credenti nel Dio Unico senza essere criminalizzati.Il mondo e stato sempre un mix di culture e la diversità è ricchezza Cordiali saluti

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