PAPA FRANCESCO SUCCEDE

Febe la diaconessa

Ph. Gianluca Carnicella_Nun (Flickr)
Ph. Gianluca Carnicella_Nun (Flickr)
Rita Cavallari
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In principio fu Febe, diaconessa, nominata da San Paolo nella lettera ai Romani.

“Vi raccomando Febe, nostra sorella, che è diaconessa della chiesa di Cencrea, perché la riceviate nel Signore, in modo degno dei santi, e le prestiate assistenza in qualunque cosa ella possa aver bisogno di voi; poiché ella pure ha prestato assistenza a molti e anche a me.»

 

SANTA FEBE di Angela Redivo Allieva della Glikophilousa

SANTA FEBE di Angela Redivo
Allieva della Glikophilousa

Cencrea è una località nei pressi di Corinto, uno dei principali porti della Grecia, e Febe dava ospitalità e cura ai primi cristiani che portavano il verbo del Vangelo tra le genti. Anche San Paolo fu tra questi. Figure di diaconesse si ritrovano nel cristianesimo dei primi secoli, ma ancor prima dell’anno mille questa istituzione decadde e se ne perse memoria. Come erano scelte? Ricevevano una consacrazione? Avevano una loro autonomia? Poco ne sappiamo. Papa Francesco, nell’udienza generale alle superiore religiose, ha detto di voler riprendere lo studio sul diaconato femminile nella chiesa primitiva, nella prospettiva di affidare alle diaconesse alcuni aspetti del ministero religioso. Ministero, non sacerdozio. Cioè servizio all’interno del popolo dei fedeli che possa essere svolto senza ordinazione sacerdotale. Si parla comunque di compiti importanti, quali amministrare il battesimo, assistere al matrimonio, distribuire la comunione, educare alla fede, svolgere ed organizzare le opere di carità al servizio dei poveri.

Nei primi secoli del cristianesimo pare esistesse un apposito rito di consacrazione, distinto però dal diaconato maschile che era il primo gradino per accedere al sacerdozio. Francesco istituirà una commissione per far luce su procedure cadute nell’oblio e per restituire rilevanza ad attività che tutt’ora le donne svolgono all’interno della Chiesa in modo oscuro e non riconosciuto, ampliandole fin dove è possibile. L’iniziativa del Papa rappresenta una svolta importante: significa dare dignità al lavoro di assistenza e di cura, facendolo uscire dal mondo dei compiti subordinati, vuol dire elevare le donne che si dedicano a queste attività dando loro un ruolo specifico nel mondo che va verso il futuro. La ricorrenza di Santa Febe si festeggia il 3 settembre.

Chi ha scritto questo post

Rita Cavallari

Rita Cavallari

Sono nata a Roma alla fine della seconda guerra mondiale e ho vissuto la rinascita del nostro Paese, il boom economico, gli anni della contestazione, il femminismo. Sono laureata in architettura e ho lavorato per molti anni in un ente pubblico. Conosco il soffitto di cristallo e l'ho provato sulla mia pelle. Sono divorziata. Ho un figlio che lavora all'estero e due nipoti adolescenti che tornano spesso in Italia. A volte temo che sapranno scrivere correttamente solo in inglese e dimenticheranno l'italiano. Amo leggere e sono coordinatrice del Circolo dei lettori della Biblioteca comunale Villa Leopardi di Roma. A causa di un incidente traumatico sono paraplegica. Partecipo a Se non ora quando da marzo 2011 perché credo che si debba progettare il futuro a misura delle donne e che siano le donne a doversi impegnare per questo.

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