NO ALL'UTERO IN AFFITTO

Corpo, anima e origine della vita nel libro di Muraro

Serena Sapegno
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…è indispensabile che questa riflessione continui e si allarghi a donne e uomini che non vogliano trovarsi in condizione subalterna al prossimo passo della scienza applicata al mercato.

 

41zR5HkSu1L._SX305_BO1,204,203,200_Con il suo intervento nel dibattito sulla maternità surrogata Luisa Muraro (L’anima del corpo. Contro l’utero in affitto, Editrice La Scuola, 2016) solleva molti interrogativi e soprattutto cerca di guardare nel fondo della questione. In quell’incrocio tra due potenze scarsamente gestibili, quella del desiderio e quella del mercato. Un incontro che secondo alcune/i è foriero di nuove libertà, secondo altre/i può essere devastante fino alla disumanizzazione.

Ma in particolare Muraro non vuole sfuggire alla domanda che chiede ragione dell’opporsi a quella che può apparire appunto come una frontiera della libertà femminile; una libertà in ideale continuità con la conquista della maternità come scelta, fin dentro il limite doloroso dell’aborto. E la risposta è netta: “Nel caso presente si tratta di subordinare la fecondità personale a un progetto di altri, che saranno titolari del suo frutto e dettano le condizioni del suo svolgimento.”

Proprio il nesso nuovo e rivoluzionario che si può e si deve stabilire tra maternità e libertà è uno dei temi più importanti del libello, intrecciato com’è all’affermazione della differenza e dell’autorità femminile.

È evidente che una rivoluzione di questa portata si può iniziare a pensare solo rimettendo nuovamente al centro il corpo, e in particolare quella relazione unica da cui tutte/i abbiamo avuto origine. Nel libro si riflette anche sul punto di vista della ‘creatura piccola’ che è l’altro polo ineludibile di ogni ragionamento. Muraro torna perciò sull’affascinante percorso tra corpo materno e linguaggio che ci ha guidati alla soggettivazione e sottolinea la grande importanza del contributo della creatura stessa al processo, anche quando esso sia stato più o meno drammaticamente interrotto da una separazione. Ma considera una grave minaccia alla relazione materna che si voglia “programmare la sua interruzione senza necessità.

Si tratta di questioni che toccano la nostra idea stessa di umanità fin dalle origini della vita ed è perciò indispensabile che questa riflessione continui e si allarghi a donne e uomini che non vogliano trovarsi in condizione subalterna al prossimo passo della scienza applicata al mercato.

 

Chi ha scritto questo post

Serena Sapegno

Serena Sapegno

A Roma sono nata, ho studiato e incontrato la politica e il femminismo: qui vivo ancora con il mio compagno, il figlio ha appena lasciato casa. Ma anni decisivi per me sono stati quelli passati in Inghilterra, i lunghi periodi in altri paesi come gli USA, le avventure europee. Insegno alla Sapienza Letteratura italiana e Studi di genere e lì, da quindici anni, coordino il Laboratorio di studi femministi. L’amore per la letteratura è sempre stato anche studio sulla formazione della coscienza individuale e culturale. Mi appassiona da sempre costruire imprese con altre donne per cambiare il mondo anche a nostra misura: per questo ero in DiNuovo e in Se non ora quando? e ora andiamo avanti.

1 Comment

  • ottima Muraro.
    E la conclusione – “Si tratta di questioni che toccano la nostra idea stessa di umanità fin dalle origini della vita ed è perciò indispensabile che questa riflessione continui e si allarghi a donne e uomini che non vogliano trovarsi in condizione subalterna al prossimo passo della scienza applicata al mercato” – andrebbe fatta leggere e rileggere a tutti coloro (troppi) che, superficialmente e conformisticamente, si limitano a dire “ognuno faccia quel che gli pare”.

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