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RASSEGNA STAMPA 3 – 11 maggio 2016_Caso Cimbro, lettera di Se non ora quando: caro Pd da che parti stai?

 
Lo scorso 5 maggio, la deputata del Partito democratico Eleonora Cimbro ha scritto sulla propria pagina Fb, a corredo di una foto che la ritrae mentre allatta, che il legame che si crea tra una mamma e il proprio figlio è “fortissimo” e che per questo un figlio non dovrebbe poter diventare oggetto di dono, come previsto nei casi di maternità surrogata. La posizione di Eleonora Cimbro che peraltro rispecchia quella di una legge dello Stato italiano, è stata definita “violenta” e “discriminatoria” in una lettera postata sui social da un gruppo del suo stesso partito, il Pd, e condivisa anche da uno dei suoi membri, la senatrice Monica Cirinnà, relatrice di una legge che dovrebbe allargare i diritti e combattere le discriminazioni. Come Se non ora quando – Libere abbiamo scritto una lettera indirizzata alla direzione del PD e al premier Renzi. 

 

Corriere.it del 10/05/2016
In una lettera aperta le donne di Se non ora quando – Libere chiedono a Renzi di censurare pubblicamente gli autori “dell’attacco violento e ingiustificato, segnale di grave intolleranza, subito dalla parlamentare”.

Caso Cimbro, lettera di Se non ora quando: caro Pd da che parte stai?

Che libertà.it del 9/05/2016
“Si può decidere di vedere altri punti di vista, rappresentare desideri e sentimenti legittimi. Quella foto e quello che rappresenta non è però ignorabile. La violenza crudele e l’intolleranza contenute in quella lettera colpiscono e sorprendono perché sembrano voler negare proprio quella realtà, prendendosela con una donna che in quel caso la rappresenta”. Dalla lettera trasmessa da Se non ora quando – Libere alla direzione del PD e al premier Matteo Renzi.

Camera condanna surrogacy ma serve visione europea

Che libertà.it del 7/05/2016
Alla Camera vengono presentate le mozioni dei vari gruppi sulla surrogacy. Quasi unanime la condanna ma prevalgono tatticismi e provincialismo. Ricorda Fabrizia Giuliani “la partita sulla surrogata non si gioca sul terreno della fede contro il progresso, ma su quello della politica contro l’espansione di un mercato in ascesa, a scala globale. Le tappe della doppia, netta condanna del Parlamento e del Consiglio d’Europa sono avvenute esattamente sulla scorta di questa consapevolezza”.

Attualità: 

Che libertà.it del 9/05/2016
“Siamo figli della tolleranza reciproca di fedi e culture, non esiste un popolo europeo che non sia il risultato di questo lungo lavorio della storia”. La nostraAnnamaria Riviello nel suo commento al discorso di papa Francesco per la consegna del premio Carlo Magno.

Perchè l’autodeterminazione non c’entra

Che libertà.it del 5/05/2016
Nel dibattito in corso, alcune donne ricorrono al concetto di autodeterminazione, la stessa riconosciuta nel caso dell’aborto con la legge 194, per sostenere la liceità della surrogata. Il parallelo, però, non tiene. Francesca Izzo ci regala una sintesi del suo articolo pubblicato su l’Unità lo scorso 3 maggio.

Caso Fortuna, gli adulti salvati dalla forza dei bambini
laRepubblica.it del 3/05/2016
Bisogna avere il coraggio dei bambini di Caivano: hanno guardato e raccontato senza paura. Ugualmente, riflette Cristina Comencini, dobbiamo “guardare il desiderio maschile, la sessualità degli uomini: la sessualità maschile, formata in millenni di storia, contiene la sopraffazione, l’ambivalenza tra amore e possesso violento, la seduzione dell’innocenza inconsapevole che rende quei gesti carichi di un erotismo che nei secoli non era visto come malato […]”.


 

Speciale legge 194 e obiezione di coscienza: 

Da obiezione di coscienza pericolo nuova clandestinità

Che libertà.it del 7/05/2016
Per il Consiglio d’Europa, il nostro paese discrimina medici e personale medico che non hanno optato per l’obiezione di coscienza in materia di aborto. Simonetta Robiony riflette sulla possibilità che a questa realtà si colleghino i dati sul calo delle interruzioni di gravidanza volontarie degli ultimi anni.

Obiezione di coscienza e multiculturalismo
Che libertà.it del 01/05/2016
A proposito di obiezione di coscienza, la nostra Francesca Marinaro pone l’accento sul carattere sempre più multietnico e multiculturale delle nostre società e sulla grande sfida che attende lo Stato democratico…

Medici obiettori, perchè parlare di diritto?
Che libertà.it del 25/04/2016
Scrive Licia Conte: “lo Stato italiano ha chiesto alle donne di non chiamare diritto la necessità di tener conto della loro volontà in fatto di gravidanza. Non potrebbe chiedere anche ai medici obiettori di non chiamare diritto la necessità di essere compresi nel loro delicato problema di coscienza?

Appuntamenti: 

Che libertà.it del 5/05/2016
Per le amiche e gli amici oltreoceano: Istituto Luce-Cinecittà e The Film Society of Lincoln Center presentano in anteprima a New York, e poi in tutti gli Stati Uniti e inCanada, La Magnani, la retrospettiva dedicata alla carriera, al mito, all’arte della più grande attrice del cinema italiano, protagonista della storia del cinema mondiale: Anna Magnani.


Novità: 

Da quest’anno puoi devolvere il tuo 5×1000 a Se non ora quando – Libere e sostenere così le nostre iniziative su libertà e maternità. Basta chiedere al tuo commercialista, o a chi si occupa di predisporre la tua dichiarazione dei redditi, di indicare: Se non ora quando – Libere come beneficiario e di inserire il nostro Codice Fiscale 97657230583 nel riquadro dedicato al sostegno del volontariato e delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale.

Chi ha scritto questo post

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Siamo donne diverse per età, vita professionale e storie politiche. Molte di noi hanno fondato il grande movimento nato il 13 febbraio 2011 da un appello che si concludeva con le parole Se Non Ora Quando? Che libertà è il luogo dal quale lanciare alla società, alla politica e alla cultura la nostra nuova proposta: RIPRENDIAMOCI LA MATERNITÀ!

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