NO ALL'UTERO IN AFFITTO

Lettera aperta al Consiglio d’Europa

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Pubblichiamo di seguito la lettera aperta che Se non ora quando – Libere sottoscrive insieme ad altre associazioni del movimento globale #stopsurrogacynow, diretta al presidente dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, Pedro Agramunt, per contrastare il tentativo di rimettere all’attenzione dei lavori della Commissione Affari sociali del Consiglio la questione della legalizzazione della Gpa. Il 2 giugno prossimo, infatti, la senatrice belga De Sutter tenterà ancora una volta a porte chiuse di far passare un secondo rapporto, nonostante la sua posizione ancora di conflitto di interessi e il respingimento da parte dei componenti della Commissione, lo scorso 15 marzo, del precedente rapporto che puntava alla regolamentazione della maternità surrogata. 

Onorevole Presidente,

il 15 marzo 2016, la Commissione delle questioni sociali dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, riunita a porte chiuse a Parigi, ha respinto il progetto di rapporto sul tema “Diritti dell’uomo e questioni etiche legate alla gestazione per altri”, contenente proposte di risoluzione e di raccomandazione, preparato dalla senatrice Petra de Sutter. Questo progetto, che di fatto chiedeva al Consiglio d’Europa di avallare e legittimare la pratica della gestazione per altri con il pretesto di regolarla attraverso “guidelines”, aveva suscitato grande emozione e inquietudine in numerose associazioni di difesa dei diritti umani e dei diritti delle donne, in particolare.

Infatti, 47 organizzazioni non governative di diversi paesi europei, avevano firmato un appello per l’abolizione universale della maternità surrogata e chiedevano al Consiglio d’Europa di operare in difesa dei diritti umani, in questo caso della dignità delle donne e dei bambini (http://coordinationlesbienne.org/spip.php?article351). Per questo motivo le associazioni firmatarie sono rimaste stupite nell’apprendere che all’incaricata del rapporto era stato chiesto di presentare un nuovo rapporto su questo tema, sempre in un’ottica favorevole alla GPA, mascherandola con la questione dell’interesse dei bambini o di un’ipocrita distinzione tra una GPA “commerciale” e un’altra che sarebbe “altruista” e dunque legittima.

Si tratta di colpo di mano anti-democratico inaccettabile. Non è accettabile che l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa affronti, a porte chiuse, senza informarne adeguatamente la società civile, una questione così sensibile com’è quello della maternità surrogata.

Ed è ancor meno accettabile, che l’incaricata del rapporto si trovi in una situazione di conflitto d’interesse, contrariamente alle regole di funzionamento dell’Assemblea parlamentare: non solo la senatrice De Sutter dirige un centro ospedaliero che pratica la gestazione per altri, cosa che configura un interesse professionale incompatibile con la necessaria neutralità sul merito, ma in più il suo centro collabora con la clinica indiana “Seeds of Innocence”, dove è praticata la maternità surrogata (apertamente commerciale) e che pubblicizza sul suo sito internet la collaborazione con la De Sutter per accreditarsi presso la clientela internazionali della GPA.

È in gioco la fiducia della pubblica opinione nell’Assemblea parlamentare, in un momento in cui la trasparenza delle istituzioni è un tema al centro delle legittime preoccupazioni delle cittadine e dei cittadini europei. Soprattutto non sarebbe accettabile che l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa avalli e legittimi, mascherandolo con la volontà di regolazione e usando strumentalmente la delicata questione dell’interesse dei bambini, lo sviluppo del mercato globale della maternità surrogata.

Questa pratica costituisce nel suo stesso principio una lesione dei diritti fondamentali: un processo nel quale una donna mette a disposizione per nove mesi l’insieme della sua vita fisica e psichica per portare e mettere al mondo un bambino e poi consegnarlo alla nascita ai suoi committenti, è una presa di possesso del corpo altrui che non ha precedenti dopo l’abolizione della schiavitù. Il diritto alla salute è ignorato: che sappiamo degli effetti a breve e a lungo termine dei “trattamenti ormonali” necessari a questa gravidanza artificiale? Questa questione è sistematicamente occultata.

La distinzione tra una gestazione per altri che sarebbe « commerciale » e un’altra che sarebbe «altruista» è una pura ipocrisia: è con il denaro che si estorce il consenso alla madre surrogata, anche se il pagamento sarà camuffato da semplice “compensazione”, la pressione psicologica intrafamiliare o tra amiche non è poi meno temibile della necessità economica.

I beneficiari della maternità surrogata, committenti e agenzie specializzate che ne traggono profitto, mettono in pericolo la salute fisica e psichica della madre surrogata, i cui interessi passano sistematicamente dietro quelli dei committenti, come il godimento dei suoi diritti più elementari, per esempio il controllo delle decisioni riguardo la sua salute. La moltiplicazione degli scandali mostra sufficientemente che in particolare l’autonomia giuridica della madre surrogata è svuotata di ogni contenuto tenuto conto delle gravi conseguenze che ella subisce se osa opporsi alla volontà dei committenti.

Essi mettono ugualmente a repentaglio la salute psichica del bambino trasformato in oggetto di contratto, del quale si può disporre come di una cosa commerciabile a dispetto dei legami intessuti con sua madre durante la gravidanza.

Una tale pratica di sfruttamento è contraria al diritto internazionale e europeo di protezione dei diritti umani, e in particolare, ma non esclusivamente, contraria alla Convenzione sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione verso le donne (CEDAW), la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne, i testi internazionali e europei sulla lotta contro la tratta, come la convenzione di Oviedo che vieta di fare del corpo umano una fonte di profitto.

Infine, tenuto conto dei rapporti che il Consiglio intrattiene con l’Unione europea, ricordiamo che il Parlamento europeo, nel suo rapporto sui diritti umani per il 2014, “condanna la pratica della maternità surrogata che è contraria alla dignità umana delle donne”(§114).

Onorevole Presidente dell’Assemblea parlamentare, La ringraziamo di voler assicurare con la sua azione il rispetto dei diritti umani e della dignità di ogni persona.

 

Se non ora quando – Libere

Jocelyne Fildard, militante lesbienne féministe, Co-Présidente, Coordination lesbienne en France CLF

Nora Tenenbaum, Féministe, Coordination des associations pour le droit à la contraception et à l’avortement CADAC

Ana-Luana Stoicea-Deram, Féministe, Présidente du Collectif pour le Respect de la Personne CoRP

*Vai qui per firmare la nostra petizione contro l’utero in affitto.

Chi ha scritto questo post

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Siamo donne diverse per età, vita professionale e storie politiche. Molte di noi hanno fondato il grande movimento nato il 13 febbraio 2011 da un appello che si concludeva con le parole Se Non Ora Quando? Che libertà è il luogo dal quale lanciare alla società, alla politica e alla cultura la nostra nuova proposta: RIPRENDIAMOCI LA MATERNITÀ!

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