STORIE

La voce forte delle giovani donne

Severn Cullis-Suzuki Twitter@SevernSuzuki
Roberta Trucco
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La nostra forza sta nella consapevolezza che ognuno di noi può contribuire al cambiamento della storia se, come la Suzuki ci invita a fare, continuiamo a esprimere le nostre preoccupazioni, a lottare per il nostro futuro, a istruirci per proporre soluzioni…

 

In questo video il discorso che una bambina, Severn Suzuki, fece alle Nazioni Unite nel 1992 per il vertice di Rio sulla terra. Dura 6 minuti e 53 secondi che sono davvero ben spesi. Allora quella bambina aveva soltanto 12 anni. La cosa che più stupisce, oltre alla passione e alla autorevolezza con la quale parla, è che le sue domande oggi riguardano realtà condivise ma nel 1992 ci volevano gli occhi dei bambini e le loro disarmanti parole per fermare il mondo.

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Il mondo, però, non si è fermato  se non  per  sette minuti!
Oggi Severn Suzuki ha 33 anni, ha studiato, si è laureata e ha continuato a lottare per difendere l’ambiente, la natura e la vita su questo pianeta sempre più minacciata dal comportamento insensato dell’uomo. Nel 2008,  parlando ai giovani del’Università di Vancouver la Suzuki dice così:” Sì, sono la bambina che 16 anni fa ha parlato alle Nazioni Unite e ciò che mi colpisce di quel discorso è che oggi qualunque bambina potrebbe pronunciare le stesse identiche parole”. Dunque è cambiato poco, ma la nostra forza sta nella consapevolezza che ognuno di noi può contribuire al cambiamento della storia se, come la Suzuki ci invita a fare, continuiamo a esprimere le nostre preoccupazioni, a lottare per il nostro futuro a istruirci per proporre soluzioni ad assumerci la responsabilità di volere un mondo diverso.

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E di nuovo a stupirci è la sua autorevolezza, ma anche la sua voglia di continuare a lottare e di ricordarci che c’è bisogno di tutti, avvocati, giornalisti, ecologisti, amministratori, politici per proporre nuove soluzioni. All’età di dodici anni si è rivolta agli adulti ricordando loro che oltre a essere uomini d’affari sono tutti madri e padri, zii e zie, sorelle e fratelli e che certamente tutti sono stati figli. Poi ha concluso il suo discorso lanciando una sfida: “Mio padre dice che noi siamo ciò che facciamo, e non ciò che diciamo. Per favore fate che le vostre parole riflettano le vostre azioni. Grazie!”
Queste parole valgono anche oggi per tutti noi madri e padri, fratelli e sorelle, zii e zie, e chiunque ha a cuore il futuro delle generazioni a venire.

Chi ha scritto questo post

Roberta Trucco

Roberta Trucco

Classe 1966, genovese doc (nel senso di cittadina innamorata della sua città), felicemente sposata e madre di quattro figli. Laureata in lettere e filosofia. Da sempre ritengo che il lavoro di cura non si limiti all'ambito domestico, ma debba investire il discorso politico sulla città. Per questo sono impegnata in un percorso di ricerca personale e d’impegno civico, in particolare sui contributi delle donne e sui diritti di cittadinanza dei bambini. Amo l'arte, il cinema, il teatro e ogni tipo di lettura. Da alcuni anni dipingo con passione, totalmente autodidatta. Intendo contribuire alla svolta epocale che stiamo vivendo con la mia creatività unita a quelle delle altre straordinarie donne incontrate nella splendida piazza del 13 febbraio 2011 di Se non ora quando. Credente, definita dentro la comunità una simpatica eretica, e convinta "che niente succede per caso."

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