MAI PIÙ COMPLICI

Le streghe sono tornate

Ph. Alessandro Vitali
Roberta Trucco
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Le bruciavano così sul rogo, nella pubblica piazza: le streghe. Le streghe erano donne intelligenti, anticonformiste, esperte conoscitrici di rimedi alternativi, coraggiose e indipendenti e proprio per questo viste come donne dai poteri magici che andavano eliminate. Promuovevano modelli innovativi e la società patriarcale non lo poteva tollerare. Come riporta bene Teresa Forcades nel suo libro La teologia femminista nella storia:

…la causa delle esecuzioni delle streghe si pone – in continuità con le tesi degli anni Settanta e senza negare la misoginia ecclesiastica – nelle difficoltà psicologiche della costruzione dell’identità maschile e nella tendenza  a proiettare i propri fantasmi e i propri timori sulla donna, simbolo della madre alla quale si dà la colpa di trattenerci contro la nostra volontà quando non si è capaci di assumere le contraddizioni della propria libertà.

Oggi le streghe sono tornate. Sono le donne che hanno studiato, che hanno viaggiato, conosciuto e parlato fra di loro senza più dare niente per scontato, sono quelle che navigano in Rete, che si confrontano anche se provenienti da tradizioni e religioni differenti. Non hanno paura del “diverso” perché per troppo tempo sono state trattate come diverse sempre in riferimento a un unico modello dominante. Sono tante e aumentano di giorno in giorno, segnano il cambiamento con passo sicuro e in nome della libertà di essere quello che sono, sanno anche morire per questo.

Le 19 ragazze yazide bruciate dentro alle gabbie di ferro in pubblica piazza sono le streghe che non hanno rinunciato all’integrità del loro corpo di donna, alla loro integrità di persona. Sono le streghe che dobbiamo onorare perché il loro spirito ha preso vigore dalle fiamme. Quelle fiamme che sono l’espressione del fragile potere maschile se costruito su un ordine simbolico di sopraffazione. Il fuoco brucia ma le lingue di fuoco che escono sono i loro spiriti che infiammano i nostri e ci consegnano l’eredità a continuare il cammino verso la modernità.

Noi donne occidentali lo sappiamo bene, non basta  “la civiltà”, né la democrazia (le regioni d’Europa dove la caccia alle streghe fu più intensa erano le più ricche, popolate, dinamiche e intellettualmente avanzate*). Da noi non si possono più bruciare in pubblica piazza, ma si continua a ucciderle dentro le case e per le strade con la sorda ostinazione di chi chiama questi femminicidi “amori impossibili”. E dunque, unite chiediamo agli uomini di costruire un nuovo ordine simbolico anche se questo oggi comporta fare i conti con un’idea di libertà più che mai contraddittoria, anche se questo significa provare a dare all’idea di libertà una nuova definizione.

* La teologia femminista nella storia, di Teresa Forcades, Edizioni nutrimenti.

Chi ha scritto questo post

Roberta Trucco

Roberta Trucco

Classe 1966, genovese doc (nel senso di cittadina innamorata della sua città), felicemente sposata e madre di quattro figli. Laureata in lettere e filosofia. Da sempre ritengo che il lavoro di cura non si limiti all'ambito domestico, ma debba investire il discorso politico sulla città. Per questo sono impegnata in un percorso di ricerca personale e d’impegno civico, in particolare sui contributi delle donne e sui diritti di cittadinanza dei bambini. Amo l'arte, il cinema, il teatro e ogni tipo di lettura. Da alcuni anni dipingo con passione, totalmente autodidatta. Intendo contribuire alla svolta epocale che stiamo vivendo con la mia creatività unita a quelle delle altre straordinarie donne incontrate nella splendida piazza del 13 febbraio 2011 di Se non ora quando. Credente, definita dentro la comunità una simpatica eretica, e convinta "che niente succede per caso."

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