NUOVI PADRI

Padre: storia di una parola nuova

Valentina Pinoia
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Mi domando cosa avrei associato alla parola “padre” se fossi nata oggi. Certo alle/ai nostri nipoti parrà strano ascoltare storie di un mondo in cui i papà non cambiavano i pannolini, più o meno come a me parve assurdo scoprire che si auguravano “figli maschi” alle coppie di novelli sposi…

 

Quando penso alla parola “padre”, da sempre la mia immaginazione oscilla tra un’idea di autorità, lontana e anche un po’ astratta, e un alone di protezione affettuosa (ve la ricordate l’ombra di Papà Gambalunga?). Padre è il Dio della tradizione cristiana, è lo Stato, è il personaggio inflessibile di tanta letteratura, ma è anche il papà di Elizabeth Bennet, che in Pride and Prejudice sorride all’idea che la sua adorata figlia rifiuti il matrimonio con il ricco ma borioso Mr Collins. Per molti anni mio padre è stato per me la somma di queste caratteristiche: da bambina era la Legge in casa, ma bastava un suo sguardo dolce, di quelli leggermente laterali che è solito riservarmi, per dare alla mia giornata una nota positiva. Con grande presunzione mi piace affermare che io e i miei genitori siamo cresciuti insieme, e ci siamo cambiati a vicenda, fino a raggiungere un equilibrio fatto di complicità e rispetto reciproco (passando per tante, tante battaglie).

 

Papà Gambalunga (私のあしながおじさん Watashi no Ashinaga Ojisan?) è un anime basato sul romanzo "Papà Gambalunga" del 1912 di Jean Webster. La serie a cartone animati fu trasmessa per la prima volta in Italia nel 1991.

Papà Gambalunga è un anime basato sull’omonimo romanzo del 1912 di Jean Webster. La serie a cartone animati fu trasmessa in Italia nel 1991.

 

Ora, da quasi trentenne, sono i miei amici a divenire padri, o ad immaginarsi tali (di sicuro vivere a casa dei genitori e senza uno stipendio non aiuta a realizzare i propri sogni). Nella maggior parte dei casi essi vogliono essere presenti come le madri nella crescita dei figli, scontrandosi spesso con strutture sociali inadeguate alla contemporaneità: è ciò che capita ad un uomo che voglia cambiare il pannolino al figlio in un locale pubblico, dove quasi sicuramente il fasciatoio si troverà nel bagno delle donne. Solo l’anno scorso il giovane attore americano Ashton Kutcher aveva pubblicato su Facebook:

 

Senza titolo

Ma questo è un piccolo tassello di una enorme realtà in movimento, per la quale si sono spese moltissime parole, libri, convegni, articoli di giornale. A mio parere, la verità è che quando ci si trova all’interno di un fenomeno sociale è sempre difficile trarre delle conclusioni, ed è esattamente quello che sta accadendo oggi ai giovani uomini, che formano famiglie spesso molto differenti da quelle d’origine, senza modelli di riferimento ma con la responsabilità di creare dei precedenti.

Dal film film “Forza maggiore” di Ruben Östlund:

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Mi domando cosa avrei associato alla parola “padre” se fossi nata oggi. Certo alle/ai nostri nipoti parrà strano ascoltare storie di un mondo in cui i papà non cambiavano i pannolini, più o meno come a me parve assurdo scoprire che si auguravano “figli maschi” alle coppie di novelli sposi. Intanto, al supermercato, sta passando un giovane uomo con il neonato nel marsupio… chissà se lo sanno quale battaglia stanno combattendo insieme.

 

 

Chi ha scritto questo post

Valentina Pinoia

Valentina Pinoia

Nasco e cresco a Torino, sempre con la testa sui libri o sui fumetti. Nella città sabauda mi laureo in Teatro, il mio primo grande amore, e poi in Letterature Comparate. Ora frequento a Roma il Dottorato in Studi Interculturali, un curriculum appena nato ma con molto carattere. Ho sempre amato l’universo delle donne, le nostre battaglie quotidiane e il femminismo. Sono davvero convinta che l’arte e la letteratura possano salvare il mondo.

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