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Rapporto De Sutter: diciamo per la terza volta no

Bandiere Ue
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La buona politica davanti alla votazione contraria espressa il 15 marzo scorso in sede di Commissione Affari sociali del Consiglio d’Europa sul tema della legalizzazione della maternità surrogata, comincerebbe a dubitare, mentre la relatrice De Sutter finisce invece per ostinarsi, visto che siamo al terzo tentativo, (il secondo era stato scampato con una Lettera aperta al Consiglio d’Europa) nel giro di pochi mesi, di riportare il suo rapporto all’attenzione dei lavori della Commissione nella seduta che si terrà a Strasburgo il 21 – 22 giugno. E allora è lecito pensare che gli interessi in gioco siano più forti della buona politica!

Le associazioni firmatarie dell’appello di Parigi hanno inviato singolarmente una lettera di protesta indirizzata al capo di Gabinetto del presidente dell’Assemblea del Consiglio d’Europa.

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Egregio dottor Mark Neville, 

siamo negativamente colpite dal fatto che il rapporto De Sutter, favorevole alla Gestazione per altri, torni all’attenzione dei lavori della Commissione Affari sociali, salute e sviluppo sostenibile in occasione della sessione plenaria dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa che si terrà a Strasburgo il 21-22 giugno. Ci appare un procedimento del tutto singolare visto che il rapporto è già stato oggetto di un rigetto da parte della stessa Commissione nella sua riunione del 15 marzo scorso a Parigi.

Con la presente vogliamo manifestare la nostra contrarietà a ogni forma di regolazione della GPA in quanto lesiva della dignità delle donne, dei bambini e di alcuni diritti umani. Nessun essere umano può essere ridotto a mezzo. Noi guardiamo al mondo e all’umanità ispirandoci a questo principio fondativo della civiltà europea. La GPA è in se stessa una violazione della dignità umana tanto del bambino che della madre. Non possiamo accettare, solo perché la tecnica lo rende possibile, e in nome di presunti diritti individuali, che le donne tornino a essere oggetti a disposizione: non più del patriarcato ma del mercato. I bambini non sono cose da vendere o da donare. Se vengono programmaticamente scissi dalla storia che li ha portati alla luce e che comunque è la loro, i bambini diventano merce.  

Ci associamo alla lettera consegnata dalle Associazioni Cadac, CLF e CoRP al Presidente dell’APCE, pubblicata nell’Huffington Post Francia il 6 giugno 2016, sotto il titolo “Pour le respect des droits humains, il faut abolir la GPA (huffingtonpost.fr), e sul nostro sito “Che Liberta. Il coraggio di essere donna” (www.cheliberta.it).

La ringraziamo per la sua attenzione e La preghiamo di trasmettere questo nostro messaggio ai componenti della Commissione Affari sociali, salute e sviluppo sostenibile.

 

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Siamo donne diverse per età, vita professionale e storie politiche. Molte di noi hanno fondato il grande movimento nato il 13 febbraio 2011 da un appello che si concludeva con le parole Se Non Ora Quando? Che libertà è il luogo dal quale lanciare alla società, alla politica e alla cultura la nostra nuova proposta: RIPRENDIAMOCI LA MATERNITÀ!

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