RAPPRESENTANZA PARITARIA

E ora apriamo un nuovo capitolo

Ph. Alba Kerciku
Ph. Alba Kerciku
Cristina Comencini
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…saranno in grado tutte queste donne di portare con coraggio nella società e nella politica la loro storia comune, di intrattenere con le donne fuori dalle istituzioni un legame forte, di lavorare a una società nuova perché abitata per per la prima volta da Due pari e differenti?

 

Il 13 febbraio 2011 abbiamo detto davanti a piazze stracolme che il nostro movimento era trasversale e che senza le donne, di ogni provenienza politica, l’Italia non sarebbe mai diventata un Paese moderno. Oggi, davanti alle numerose donne votate da maggioranze sia di uomini che di donne, dobbiamo dire che il mutamento che auspicavamo è in corso ed è avvenuto molto rapidamente. Come Se non ora quando?, ci sentiamo di averlo favorito, di avere lavorato per ottenerlo: e ottenerlo per tutte.

 

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Manifestazione del 13 febbraio 2011 di Se non ora quando? a Piazza del Popolo (Roma)

 

In questo senso, al livello della rappresentanza politica, una fase si chiude. Le donne stanno entrando sempre più numerose nelle istituzioni, amano la politica, vengono votate da tutti, si misurano a pieno titolo con gli uomini, verranno giudicate alla pari dagli elettori. Quella che si apre ora è forse una fase più appassionante, non più rivendicativa ma creativa: saranno in grado tutte queste donne di portare con coraggio nella società e nella politica la loro storia comune, di intrattenere con le donne fuori dalle istituzioni un legame forte, di lavorare a una società nuova perché abitata per la prima volta da Due pari e differenti? Questa è oggi la grande sfida delle donne e degli uomini.

Chi ha scritto questo post

Cristina Comencini

Cristina Comencini

Scrivo libri e dirigo film. Negli anni settanta ho partecipato al movimento femminista. Ero diventata madre giovanissima e la relazione con altre donne mi ha aiutato a capire me stessa, la mia vita. Abbiamo concepito e scritto l’appello del 13 febbraio 2011 perché pensavamo che era arrivato il tempo di rimetterci a lavorare tutte insieme intorno a un progetto comune per fare dell’Italia un paese anche per noi. Oggi credo che la nuova frontiera per le donne sia la costruzione con gli uomini di un mondo a due diversi e pari. E uno dei temi fondamentali che dobbiamo portare nella società è proprio una nuova maternità, la relazione con l'altro da sé che le donne hanno nel corpo, nella mente, nella loro storia.

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