UNIONE EUROPEA

Brexit: dove erano le donne?

Serena Sapegno
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…le donne inglesi hanno dato la giusta importanza alla loro forza/debolezza sulla scena politica? Hanno preso parola su quanto era in gioco in modo chiaro e specifico?

 

Mi arrivano missive dall’Inghilterra, messaggi disperati di care amiche inglesi che hanno bisogno di trovare un contatto perché si sentono come se gli avessero tagliato un braccio. Siamo tutti/e sconvolti/e. La generazione dei babyboomers che ha vissuto la cultura europea come appartenente a tutti: i Beatles, i Rolling Stones, il viaggio, l’incontro e l’apertura. Siamo cresciuti/e dando per scontato il bisogno di ricucire legami tra paesi che si erano combattuti, di affermare che non sarebbe più potuto accadere perché appartenevamo allo stesso mondo di valori e di abitudini di vita.

Il femminismo degli anni Settanta ha accentuato questo senso di comunità e di vicinanza: il movimento è nato internazionale, era normale viaggiare in Europa e andare a conoscere altre donne, altre esperienze. La folgorante riscoperta del pensiero e dell’arte di Virginia Woolf e di tutta la grande tradizione delle scrittrici inglesi, da Jane Austen passando per le Bronte fino a Ivy Compton-Burnett e a Doris Lessing, abbiamo pensato che ci appartenessero, fossero le nostre comuni progenitrici, ci dessero forza e lucidità.

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Da sinistra Jane Austen, Virginia Woolf e Doris Lessing;

 

E ora la crisi, la globalizzazione, le paure per un mondo insieme troppo grande e troppo piccolo, hanno portato a questa profonda spaccatura, dentro la Gran Bretagna e in Europa. L’una è impensabile senza l’altra, per mille motivi. Eppure dentro le popolazioni europee si sono prodotte fratture poco comprese e analizzate: i giovani non capiscono e non accettano che si alzino nuovi muri. Le generazioni dell’Erasmus hanno amici e amiche in tutte Europa, pensano di vivere una parte della vita nel nord e un’altra nel sud del piccolo continente. Ma troppi anziani hanno paura e si voltano indietro alla ricerca di una vecchia identità che sentono in pericolo. Se è la strada sbagliata bisogna offrirne altre.

E ancora un’ultima considerazione: dov’erano le donne? Una furente giornalista della BBC osservava giustamente, il giorno dopo i risultati, che questa vicenda rivela anche i lineamenti di una ‘boys competition’, un gioco tra leader maschi sulla pelle del paese. Ma ci vogliamo chiedere se le donne inglesi hanno dato la giusta importanza alla loro forza/debolezza sulla scena politica? Hanno preso parola su quanto era in gioco in modo chiaro e specifico? Non lo so, ma credo che sia giusto chiederselo.

 

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Chi ha scritto questo post

Serena Sapegno

Serena Sapegno

A Roma sono nata, ho studiato e incontrato la politica e il femminismo: qui vivo ancora con il mio compagno, il figlio ha appena lasciato casa. Ma anni decisivi per me sono stati quelli passati in Inghilterra, i lunghi periodi in altri paesi come gli USA, le avventure europee. Insegno alla Sapienza Letteratura italiana e Studi di genere e lì, da quindici anni, coordino il Laboratorio di studi femministi. L’amore per la letteratura è sempre stato anche studio sulla formazione della coscienza individuale e culturale. Mi appassiona da sempre costruire imprese con altre donne per cambiare il mondo anche a nostra misura: per questo ero in DiNuovo e in Se non ora quando? e ora andiamo avanti.

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