UNIONE EUROPEA

Europa alla disperata ricerca di se stessa

Francesca Marinaro
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Dopo il referendum in Gran Bretagna sull’uscita dall’Unione europea, in mezzo a tanta confusione e tra mille incertezze, viene da pensare al cammino delle donne che hanno cambiato il mondo senza bisogno di mostrare i muscoli, ma affrontando la realtà, giorno dopo giorno, con equilibrio, rigore, determinazione e pazienza. Sembra un insegnamento questo da consigliare alla politica con la P maiuscola, per affrontare il difficile passaggio dell’Europa, alla ricerca disperata di se stessa, e del Mondo, investito da una violenza terroristica, cieca e imprevedibile. Ciò che oggi serve all’Europa e al Mondo è un cambiamento radicale e coraggioso, capace di curare le molteplici piaghe sociali e relazionali che con la crisi si sono approfondite, fino a creare dei veri e propri fossati. In questo contesto la ricerca sulle risorse necessarie per affrontare al meglio problemi concreti e attuali come l’immigrazione, il controllo delle frontiere, la disoccupazione (soprattutto giovanile e femminile) e la questione denatalità, va rivolta essenzialmente sul terreno delle scelte per una più equa distribuzione. Qui non si tratta solo di quantità di risorse disponibili, che pure hanno la loro importanza, ma anche di un diverso modo di individuare le caratteristiche degli interventi alla cittadinanza, fatta di uomini e donne con i loro bisogni e le loro esigenze, in una composizione di trasferimenti monetari e servizi, per il miglioramento concreto delle condizioni di vita. L’opportunità che si apre in questo senso è davvero unica. Perché finalmente i valori sui quali l’Europa si è fondata sono messi nella condizione di esprimere tutta la loro potenzialità.

 

Chi ha scritto questo post

Francesca Marinaro

Francesca Marinaro

Amo definirmi un’italo-belga; figlia di emigrati italiani in Belgio, negli anni ’60 ho studiato e vissuto a Bruxelles fino al 1991. L’impegno politico prima nel Pci e dopo nel Pd a sostegno dell’integrazione europea è stato per me il modo migliore per approfondire e portare a sintesi questa mia doppia appartenenza culturale. Sono stata particolarmente attiva nei movimenti europei a sostegno dei diritti delle immigrate e degli immigrati. Nella mia esperienza politica e istituzionale - parlamentare europea nel 1984 e senatrice nel 2008 - “l’Europa delle donne e delle persone” è sempre stato un terreno privilegiato d’impegno e di elaborazione. L’ho fatto e continuo a sostenerlo con lo spirito di chi vuole dare una mano, unendo quel che si può e si deve cercare d’unire per dare forma e consistenza a una società a dimensione di uomini e donne.

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